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Nuovi scontri nel Pd, Crocetta attacca Raciti
di Raffaella Pessina

“Autonomia minacciata” secondo PdS-Mpa nell’anniversario dello Statuto. “Responsabile di avere detto che la manovra non serve a nulla”

Tags: Ars, Rosario Crocetta



PALERMO - Si inaspriscono i toni tra il governo e l’Assemblea Regionale, dopo lo stop alla manovra che riguarda il pagamento degli stipendi di 36.000 dipendenti di enti e consorzi collegati alla Regione, precari e forestali. Il testo è tornato in commissione Bilancio vi sarà tempo fino alla fine del mese per valutarlo. Il governatore si dice furioso e chiama alla mobilitazione il popolo siciliano. “Lo faccio per fare chiarezza - ha detto - a questo punto è giusto che sappiano contro chi protestare”.

Un appello che suona strano proprio perché è il Presidente della Regione il responsabile dell’ordine pubblico. Crocetta, se la prende con l’Ars che secondo lui “Ha il dovere di riparare a un grave errore che si trasferisce sui lavoratori”. E se la prende anche con  l’opposizione: “Una parte ha deciso di lanciare un attacco al popolo siciliano. C’è un tentativo di turbare la campagna elettorale, non capendo che la protesta non si riversa in consenso. Pensare che attraverso la disgregazione si attui consenso è un errore culturale e politico e incredibile”. Ma non si salva dalle critiche di Crocetta anche la maggioranza con i franchi tiratori, soprattutto quelli del Pd, con in testa il leader dei ‘dissenzienti’ Antonello Cracolici: “Se ha votato per il rinvio se ne assumerà  la responsabilità. - incalza Crocetta - Così come il segretario regionale Raciti che si assumerà la responsabilità di aver detto che questa manovra non serve a nulla”.

Di Aula comunque si riparlerà solamente il prossimo 27 maggio quando vi sarà un nutrito ordine del giorno con 11 punti e in testa la discussione della mozione a firma trasversale ( Pid, Articolo 4 e Misto) che chiede la verifica del rapporto tra il Ministero delle Infrastrutture e  la concessionaria che si occupa della gestione delle autostrade siciliane con eventuale adozione di misure alternative. Intanto in occasione del 68mo anniversario dell’autonomia siciliana che si è celebrato giovedì scorso, l’Mpa ha tenuto una conferenza stampa per lanciare un appello a tutte le forze parlamentari perché “Lo statuto siciliano nella riforma del Titolo V della costituzione voluta da Renzi è candidato ad essere smantellato. Non si può consentire la cancellazione della nostra autonomia siciliana”.
 
Così hanno affermato Rino Piscitello, segretario regionale del Partito dei siciliani-MPa e Gaetano Armao, ex assessore al bilancio del governo Lombardo. Un hashtag sarà diffuso sui social network dagli autonomisti siciliani con la frase “Lo Stato italiano rispetti l’autonomia o va indetto un referendum come in Scozia”. Gli autonomisti hanno attaccato il presidente della Regione Crocetta. “Si dica se si vuole portare lo statuto al macero o se si vuole custodirlo e rilanciarlo. Gli autonomisti chiedono la piena attuazione degli articoli 36, 37 e 38 dello statuto e misure di fiscalità di vantaggio per rilanciare l’economia dell’isola. “Siamo ad un bivio, o ci danno questo o andremo ad un referendum dove i siciliani decideranno dove e come stare”.

Articolo pubblicato il 17 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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