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Quotidiano di Sicilia

Smartphone e servizi non richiesti. Attenzione a banner e soglie Sms
di Andrea Carlino

Consigliato il blocco dei messaggi a pagamento e dei servizi accessori

Tags: Smartphone, Sms



CATANIA - Le truffe ai danni dei consumatori continuano e sono sempre di più le vittime delle truffe da parte delle compagnie telefoniche che, utilizzando modalità commerciali ingannevoli, accreditano ai clienti il costo di servizi che non hanno richiesto. L’obiettivo dei consumatori, che abbiano aderito all’offerta di un operatore di telefonia mobile, è sempre quello di risparmiare. Per servizio non richiesto si intende anche il caso in cui si navighi utilizzando le soglie previste dal proprio piano tariffario per poi, invece, scoprire che l’operatore telefonico non ha rinnovato la promozione, spendendo pertanto ulteriori soldi senza nemmeno rendersene conto.
 
Anche in tal caso saranno riconosciute al consumatore le tutele sopra indicate. Per ovviare ai problemi con i servizi a sovrapprezzo via sms o mms è possibile richiedere l'attivazione del barring sms (bloccare gli sms a pagamento). Si tratta, infatti, di un servizio che blocca gli sms come i servizi di sms premium, ovvero i messaggi a pagamento in decade 4x come oroscopo, chat, ricette e servizi vari. La procedura cambia a seconda dell'operatore. L'unico inconveniente del servizio di barring sms è quello di bloccare anche sms di servizio attivati volontariamente, come quelli inviati dalla banca per notificare l'utilizzo della carta di credito.

Durante la navigazione su smartphone è bene fare attenzione ad evitare di cliccare sui banner pubblicitari e stare attenti a non sfiorarli neppure per sbaglio, se non si vuole attivare il relativo abbonamento. Tenere sempre monitorato il proprio credito e, se ci si accorge di qualche addebito sospetto, contattare il proprio operatore. In virtù dei principi sanciti dal Codice del Consumo, quando manca la volontà del consumatore non può considerarsi concluso alcun tipo di contratto e, conseguentemente, non può essere legittimamente richiesto alcun ulteriore costo di attivazione, canone o traffico.

Al fine di tutelare i suoi diritti, il consumatore potrà inviare alla compagnia telefonica una lettera di reclamo, anche attraverso l’ausilio di un avvocato, al fine di chiedere l’immediata disattivazione del servizio e il rimborso delle somme addebitate.
Se il reclamo non sortisce effetti sarà obbligatorio esperire il tentativo di conciliazione davanti al Co.Re.Com. competente (Comitati Regionali per le Comunicazioni); se la conciliazione riesce, verrà redatto un verbale che ha valore di transazione tra le parti.

Articolo pubblicato il 21 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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