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Quotidiano di Sicilia

La riforma della Pubblica amministrazione dovrebbe prestare maggiore attenzione agli Enti locali
di Adriano Zuccaro

Intervista a Anthony Barbagallo, deputato Ars, sulle proposte di Faraone per la Sicilia e sui 44 punti della riforma della Pa del premier Renzi. Retribuzione di risultato ai dirigenti sulla base del raggiungimento di obiettivi assegnati a inizio mandato

Tags: Anthony Barbagallo, Davide Faraone



CATANIA - “L’Italia ha potenzialità incredibili. Se finalmente riusciamo a mettere in ordine le regole del gioco (dalla politica alla burocrazia, dal fisco alla giustizia) torniamo rapidamente tra i Paesi leader del mondo” queste le parole scritte dal premier Matteo Renzi e Marianna Madia (ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione) in una lettera aperta ai dipendenti pubblici consultabile online sul sito funzionepubblica.gov. Quarantaquattro punti che coinvolgono le “persone” e abbracciano il ricambio generazionale, la mobilità, la misurazione reale dei risultati. Diverse proposte sono dedicate, inoltre, ai tagli agli sprechi aggregando enti e sopprimendone altri fino ad arrivare al tema degli Open data come strumento di trasparenza con semplificazione e digitalizzazione dei servizi.

Davide Faraone, deputato renziano della segreteria nazionale Pd ha rilanciato alcune delle linee guida avanzate dal premier calandole nella realtà siciliana. Dieci le proposte “per tagliare i costi della burocrazia e rendere più efficiente la pubblica amministrazione in Sicilia”. Cinquanta milioni l’anno il risparmio quantificato dal deputato. Le proposte coinvolgono i dirigenti regionali il cui stipendio massimo andrebbe abbassato da 250 mila euro a 150 con contratti a termine basati sui risultati. Proposti aumenti di stipendio per i dipendenti efficienti, l’abolizione dell’Aran Sicilia, il dimezzamento di permessi sindacali e benefit.
E i giovani deputati siciliani cosa ne pensano?
 
Abbiamo contattato Anthony Barbagallo, deputato regionale, eletto nelle liste del Pd all’Ars e vi proponiamo di seguito l’intervista.

Riforma della Pa: cosa ne pensa dei dieci punti presentati da Faraone su dirigenti e contratti a termine basati sui risultati; più soldi ai dipendenti efficienti?

“Nell’ottica del ruolo che ha l’on Faraone, che si occupa dei temi legati al lavoro per la segreteria nazionale, credo che questa sia una riforma attesa dalla comunità siciliana soprattutto per ciò che riguarda la pubblica amministrazione regionale. Non sempre però i temi della burocrazia regionale e quelli degli enti locali coincidono, quindi una maggiore attenzione andrebbe dedicata ai temi dei dipendenti degli enti locali e del comparto Comuni e Province che passa un po’ per il comparto povero e dove non ci sono per i dirigenti i privilegi e gli stipendi che ci sono per i burocrati di primo livello dell’amministrazione regionale e che spesso fanno anche lavoro più faticoso e più attento perché sono la prima interfaccia della gente. È bene la riforma che ha in mente Faraone, però credo che un’attenzione particolare meriti questo comparto Enti locali a cui una parte della riforma della Pa dovrebbe essere dedicata”.

Sulle proposte nazionali di Renzi sempre sull’argomento Pa, Lei ha già preso qualche iniziativa?
“No, sto pensando ad una riforma organica che si occupi anche della semplificazione amministrativa degli iter burocratici che snellisca ulteriormente il procedimento amministrativo. Credo che questo sia una delle tematiche più sentite perché oggi non solo i cittadini non hanno fiducia nella burocrazia ma spesso anche gli imprenditori e operatori del settore crollano di fronte a questi atteggiamenti di burocratizzazione della cosa pubblica che negli anni non sono riusciti ad attenuarsi”.

Lei ritiene che una retribuzione di risultato sulla base degli obiettivi raggiunti sia il giusto intervento?
“Negli anni purtroppo nel settore della Pa e in particolare in Sicilia non si è dato luogo ad una retribuzione dell’indennità di risultato legata concretamente ai risultati ottenuti. Si è stati carenti in tutto l’iter e non soltanto in quello della liquidazione dell’indennità di risultato. Se si vuole rimediare, come è giusto che sia, a questo gap che ci è stato sotto questo profilo, bisognerebbe rivedere tutta la procedura con gli opportuni correttivi normativi”.

In base a quello che dice, il suo pensiero sembra molto in linea con quello di Renzi; possiamo dire che Lei si dichiara un renziano?
“Assolutamente sì, renziano convinto, convintissimo. E sono ancora più convinto perché ieri ho sentito le parole del Premier in Televisione e ho visto un Renzi particolarmente deciso e con l’umiltà di chi sa che deve dimostrare quanto vale con i fatti e questo deve essere un messaggio che come politici ed amministratori locali… non è più bravo chi fa più proclami o è più ‘mediatico’ le nostre capacità vanno riscontrate sul campo sul modo di amministrare con fatti concreti”.

Anche Renzi si è occupato di riforma della Pa e ha messo a disposizione 44 punti, fruibili online, da cui ripartire. Tra questi i temi caldi che abbiamo trattato e che riguardano sprechi e riorganizzazione dell’amministrazione pubblica ma anche dei punti interessanti quali l’introduzione del “Pin del cittadino” per avere accesso a tutti i servizi pubblici tramite l’accesso ad un portale. Queste iniziative che tendono a semplificare l’accesso ai servizi per il cittadino sono un buon inizio?
“Assolutamente sì anche perché sono rivolte particolarmente alle generazioni più giovani che ormai hanno una dimestichezza assoluta con questi sistemi informatici e tecnologici avanzati; sarà più difficile spiegarlo agli anziani. Dobbiamo pensare però che c’è un mondo che si svecchia e ne devono tenere conto gli interventi normativi”.

Articolo pubblicato il 22 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Anthony Barbagallo, deputato regionale
Anthony Barbagallo, deputato regionale