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Catania - Sostare: stipendi più alti. È una colossale anomalia
di 'U Diotru

• Il Cda della società ha deciso l’aumento delle ore settimanali per i dipendenti: da 30 a 33 • Un aggravio di circa 500 mila € per la società, interamente partecipata dal Comune • L’operazione ha causato un passivo di 195 mila € • L’accordo sindacale fu siglato dalla vecchia amministrazione, senza copertura finanziaria • La Giunta comunale licenzi gli amministratori per sperpero delle imposte che i catanesi pagano

Tags: Catania, Sostare



CATANIA - I dipendenti guadagnano qualcosa in più, ma così finisce che la società ha i conti in rosso: che senso ha? Il caso riguarda Sostare Srl e la bomba è esplosa pochi giorni fa, quando l’assessore comunale al Bilancio, Giuseppe Girlando ha “attaccato” l’azienda che gestisce la sosta sulle strisce blu per aver siglato un accordo sindacale, a giugno 2013, che prevede un aumento contrattuale di tre ore a settimana (da 30 a 33) per i 215 lavoratori. La maggiorazione degli stipendi aggraverà le finanze per circa 500 mila € e finora ha portato a una perdita di 194.468 €, ufficializzata durante l’ultima assemblea dei soci. Che in sostanza è uno, perché l’azienda è interamente partecipata dal Comune di Catania.
La perdita, comunque coperta con le riserve finanziarie, rompe quella virtuosa, positiva tradizione per la quale almeno Sostare poteva essere considerata una partecipata comunale in pareggio se non addirittura in attivo. Caso raro nella costellazione delle società comunali.

La decisione di aumentare il monte ore per i dipendenti venne presa sullo scadere della vecchia amministrazione, e l’accordo sstipulato a una settimana dall’elezione del sindaco Bianco. Nei mesi successivi, il Cda è stato rinnovato dal nuovo inquilino di Palazzo degli Elefanti, dopo le dimissioni a dicembre 2013 dell’ex presidente Romano (atto dovuto, naturale spoil system), che ha lasciato il posto al commercialista Gilberto Cannavò, ora alla guida della società.
A pochi mesi dall’insediamento del nuovo Cda, sono emerse queste incongruenze, ma la resa dei conti è arrivata appunto con l’esame dei bilanci. Ora che ha analizzato i numeri, l’assessore Girlando giudica l’aumento “ingiustificato”, in quanto avvenuto, spiega, “a fronte di una riduzione dei ricavi societari, passati dagli 8.538.000 € del 2011, agli 8.168.000 € del 2012 sino ai 7.819.000 € del 2013”. Senza adeguata copertura, quindi ai lavoratori è stato aumentato lo stipendio e l’obiettivo sarebbe quello di arrivare a 36 ore settimanali, ipotesi che Girlando vede inopportuna. E come dargli torto! L’iniziativa appare ancor più strana in tempi di spending review e non dimenticando che la società è nata nello specifico per assorbire un’ampia porzione di precari comunali.

Cosa succederà adesso? Intanto l’assessore sta raccogliendo i documenti da inviare alla Corte dei Conti, per gli accertamenti giudiziari del caso. Poi si attende il nuovo Piano industriale della società, entro giugno, per capire se sarà possibile confermare l’aumento delle ore ai lavoratori o se piuttosto non sia il caso di fare un bel dietrofront.
Diversamente, c’è il rischio che sia il Comune - ovvero i cittadini - a dover sopportare e supportare il peso finanziario dell’operazione, il che sarebbe perlomeno una colossale bizzarria, dato che su una nave si fa festa solo se il mare non è in tempesta. Cosa che non avviene oggi per la Sostare, dove le nuvole all’orizzonte ci sono eccome. In tutto questo, stiamo parlando di denaro pubblico e il Comune quindi non tralasci di essere il socio unico, con indiscussa responsabilità e ampi poteri di indirizzo e decisionali nei confronti del Cda.

Articolo pubblicato il 22 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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