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Sicilia, buon mare non mente
di Rosario Battiato

Buoni i dati dell’Aea sulla qualità delle acque nazionali e quelle siciliane, occasione da sfruttare per la promozione turistica. Attenzione ai pericoli derivati dall’assenza di fognature e depuratori, malattie croniche nell’Isola

Tags: Sicilia, Mare, Turismo



PALERMO – La pagella europea sui siti balneabili d'Italia, in vista della stagione turistica per eccellenza, assume un significato particolarmente importante. L'Agenzia europea per l'Ambiente (Aea) ha piazzato l'Italia all'ottavo posto per qualità delle acque di mare, laghi e fiumi. Bene anche la Sicilia, che continua a mantenere la buona media degli anni passati e potrà così sfruttare al meglio le sue risorse naturali per attrarre i flussi turistici. Attenzione alla minaccia costante dell'assenza di depurazione.

Nel 2013 il 94,7% dei siti europei risulta essere in regola con la normativa europea delle acque e l'82,6% vanta una qualità eccellente. Lo rivela il rapporto dell'Aea, pubblicato ieri, che nella classifica del top della qualità vede in prima linea Cipro e Lussemburgo, a cui seguono Malta (98,9%), Croazia (94,9%) e Grecia (93,2%), poi Germania (89,8%) e Austria (87,6%). L'Italia ospita circa un terzo delle spiagge europee (32%), staccando Grecia (14%), Francia (13%) e Spagna (14%).

Sul piano dei numeri, il 96,6% delle aree costiere nel Belpaese soddisfa i requisiti obbligatori di qualità delle acque, un dato che ripete il risultato ottenuto nel 2012. Le spiagge valutate nel 2013 però sono state di meno rispetto all'anno precedente a fronte di un aumento dei siti bocciati (da 61 a 135), rilevati soprattutto in Campania, Calabria, Abruzzo, Marche e Liguria. In compenso, le spiagge al top dell'eccellenza sono cresciute dall'86,3% del 2012 all'88,5% del 2013 (da 4.213 a 4.309). Nel complesso, stando alla scheda dettagliata che riguarda il Belpaese e che comprende tutti i i siti analizzati, sono stati 5.511 i punti campionati e di questi soltanto 358 sono risultati non soddisfacenti. In dettaglio ci sono stati 4.806 siti di qualità eccellente, 320 buona, 100 sufficiente, 138 povera, 2 chiusi, 145 non classificabili.

Nel rapporto dettagliato che riguarda l'Italia andiamo a rintracciare il risultato della Sicilia all'interno della mappatura delle coste nazionali. Il litorale isolano è costellato da puntini blu e celesti, rispettivamente “excellent water quality” e “good water quality”, anche se non manca qualche punto rosso a rovinare la media. Il dato è in linea con quanto ricavato lo scorso anno. Nel 2012, stando ai dati del ministero nell'ultimo rapporto sulla qualità delle acque pubblicato nel giugno del 2013, in Sicilia il 97,94% delle acque marine era considerato conforme. In questa percentuale rintracciamo un 90% che riguarda la classe eccellente.

Buone notizie, pertanto, per il turismo isolano che vanta un comparto robusto formato dalle imprese marittime che vivono dell'economia del mare. E il mare significa vacanza per il 70% degli italiani, lo rivela l'ultimo rapporto Barometro Vacanze Ipsos.
A incidere sulla qualità delle acque ci sono diversi fenomeni pericolosi che vanno contrastati nel breve periodo.
 
Lo ha ricordato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'Aea: “il problema principale sono i picchi di inquinamento di breve durata causati da piogge violente e inondazioni, che possono provocare tracimazioni dei sistemi fognari e riversamento di batteri fecali provenienti dai terreni agricoli nei fiumi e nei mari”. Nel 2013 questi fenomeni nell'Ue sono stati 430 e il maggior numero è stato rilevato proprio in Italia (158), poi Francia (87), Spagna (79) e Belgio (39). Bisogna inoltre considerare che in Sicilia, oltre 50 comuni che non hanno una depurazione delle acque reflue conforme alle direttive comunitarie, questa situazione assume i contorni della malattia cronica.

Articolo pubblicato il 28 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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