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Sicilia: microimprese in crescita sono il 10% del totale nazionale
di Michele Giuliano

Le nuove attività rilevate sono ben 2 mila e 400: lo Stato per loro riserva un nuovo regime di aiuto. Agevolazioni nei settori dell’energia sostenibile e delle nuove tecnologie

Tags: Microimprese



PALERMO - Per le migliaia di neoimprenditori siciliani si apre una porta. Una grande occasione per rilanciare la propria attività in un momento di grande crisi. L’occasione viene data dal Ministero dello Sviluppo Economico che ha determinato le nuove agevolazioni per le imprese in procinto di avviare investimenti produttivi, fenomeno di particolare espansione nell’Isola nonostante il difficilissimo momento.

È di prossima pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale il Decreto ministeriale varato il 23 luglio scorso con cui il ministero ha definito i criteri di applicazione del nuovo regime di aiuto alle imprese, finalizzato al sostegno degli investimenti produttivi, destinato a sostituire la storica legge 488. I programmi di investimento agevolabili dovranno essere attinenti alle aree dell’efficienza energetica, della mobilità sostenibile, delle nuove tecnologie della vita e per il made in Italy e delle tecnologie innovative per i beni e le attività culturali. Provvedimento che avrà un notevole riflesso in Sicilia dove, nonostante la crisi, i giovani stanno aprendo tante microaziende secondo quanto sostiene una ricerca dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza.

In Sicilia infatti ci sono ben 2 mila 334 aziende appena under 30 aperte a conduzione individuale. In sostanza l’Isola, per questo specifico fenomeno per certi versi anomalo, si piazza al quinto posto in Italia tra le regioni con imprese giovanili in via di apertura. Numeri raccolti attraverso un’indagine effettuata su dati Ref, Fimaa Milano, Consulente Immobiliare, Mse, Uffici comunali di Statistica, Isae, Istat e Registro Imprese. I dati rilevati ovviamente sono quelli dell’apertura di nuove partite Iva. Numeri che si possono leggere anche sotto un’altra luce, cioè come tanti lavoratori costretti dal datore di lavoro a mettersi in proprio e continuare a fornire come prima, ma non da dipendenti, la loro opera alla stessa azienda.

Secondo i sindacati tale fenomeno sarebbe intenso soprattutto nei diversi comparti dell’edilizia e tra gli allestitori di fiere. Per loro adesso ci sono importanti prospettive per cercare di crescere e superare questo momento difficile. L’occasione data dal ministero prevede programmi che devono essere finalizzati in particolare allo sviluppo di piccole imprese di nuova costituzione (ovvero costituite non prima di 24 mesi dalla data di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni); industrializzazione dei risultati di programmi qualificati di ricerca o di sviluppo sperimentale; realizzazione di programmi di investimento volti al risparmio energetico o alla riduzione dell’impatto ambientale ed al perseguimento di specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela ambientale. In pratica si tratta di un aiuto e sostegno per incentivare l’attività e renderla competitiva sul mercato, problema di grande attualità per le Pmi siciliane che molto spesso hanno dimostrato di non essere in grado di tenersi al passo con il mercato nazionale ed internazionale.
 

 
Il quadro nazionale. Solo la Lombardia e la Campania prima dell’Isola
 
In Sicilia le microimprese sono davvero tante ed hanno anche un certo risalto rispetto al dato nazionale. Tanto è vero che le aziende individuali occupano il 10 per cento all’incirca del dato complessivo.  In Italia gli under 30 che sono titolari di impresa individuale sono attualmente un totale di quasi 216 mila, distribuiti soprattutto tra Lombardia (13,5 per cento del totale nazionale), Campania (11,9 per cento) e, per l’appunto, Sicilia (10,6 per cento).
In provincia di Napoli, in particolare, sono 11 mila 988 i titolari di una piccola impresa con meno di 30 anni e rappresentano circa la metà (46,8 per cento) del totale degli imprenditori di pari età in tutta la Campania. Un giovane imprenditore lombardo su 4 ha invece la propria impresa in provincia di Milano: sono 7 mila 518, contro 3 mila 477 a Bergamo e 2 mila e 38 a Monza e Brianza. “Soprattutto in tempi di crisi la vera priorità sono i giovani, a partire da quelli che fanno impresa - commenta Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza - e vanno previste specifiche e mirate iniziative di sostegno”.
 Adesso la palla passa proprio agli imprenditori che devono essere in grado di sfruttare l’occasione data dal ministero dello Sviluppo economico.

Articolo pubblicato il 02 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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