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Siracusa - L'incontrollabile inquinamento
di Giuseppe Solarino

Il caso misterioso dei miasmi in via Filisto: l’evento è sfuggito prima che ne afferrasse la causa. Aria “malata”: dall’allarme ai rilievi passa tempo e i sistemi non sono adeguati

Tags: Siracusa, Inquinamento



SIRACUSA - Inquinamento atmosferico: forti miasmi allarmano i cittadini. Dopo le centinaia di telefonate di protesta dei cittadini agli organi competenti, come prefettura, Arpa, vigili urbani, vigili del fuoco (il fenomeno è stato registrato personalmente anche dal prefetto, Armando Gradone), i laboratori dell´Arpa si son tempestivamente attivati, inviando nei luoghi più interessati dal fenomeno i tecnici che hanno provveduto al campionamento dell´aria.

L’Arpa è attrezzata di sistemi di campionamento specifico per gas costituito da campionatori in acciaio inox chiamati Canister (strumento mobile di monitoraggio), in cui viene raccolto e conservato il campione per poi essere analizzato nei laboratori dell’Arpa. Purtroppo i risultati nelle analisi dell'Arpa, sui campione d'aria prelevati, non hanno evidenziato presenza di composti che hanno a che fare con i miasmi avvertiti, praticamente nessuna traccia di composti solforati come idrogeno solforato, solfuri, etc. mentre veniva rilevata la presenza di benzene in quantità superiore alla norma, benzene che è un inquinante riconducibile anche al traffico veicolare.

Un caso, dunque, di forte inquinamento urbano dovuto ai tubi di scarico delle automobili? I dubbi restano anche agli stessi tecnici, anche perché il benzene è un idrocarburo aromatico facilmente violatile tanto nocivo quanto inodore, mentre le segnalazioni telefoniche e le testimonianze dei cittadini parlano di “miasmi sgradevoli e molto intensi”, come ricorda il consulente ambientale del Comune, Giuseppe Raimondo.

“Anche l'Arpa aveva parlato, a naso, di “episodio acuto. Probabile - ha proseguito lo stesso Raimondo - che il rilevamento sia stato tardivo rispetto all'evento, ma è un limite che ho sempre denunciato, di questo sistema di intervento”. Giunte le segnalazioni, infatti, scatta un protocollo che vede la polizia ambientale munirsi di Canister e recarsi sul luogo. In questo caso il luogo era via Filisto: le segnalazioni hanno riguardato tutta quella zona fino a viale Tunisi e piazza Cappuccini. Dalla denuncia al rilevamento, come anticipato prima, passa inevitabilmente del tempo e l'evento può sfuggire.

Ad alimentare il mistero ci sono le notizie che riguardano le centraline fisse di monitoraggio ambientale, di proprietà della Provincia; quelle della rete urbana hanno già il limite di non misurare composti solforati di origine industriale (le sostanze che hanno infastidito ultimamente i siracusani), ma in concomitanza con questo tipo di eventi, a rappresentare un campanello d'allarme sono le alte concentrazioni di idrocarburi non metanici fra i quali gli aromatici e principalmente il benzene. Stavolta questo tracciante è risultato nella norma. Le centraline dell'area industriale, invece, che avrebbero potuto aiutare a individuare possibili punti di emissione, non hanno registrato nulla perché in una fase tecnica “di aggiornamento”.

“Nonostante la buona volontà e l'applicazione del protocollo che coinvolge il Comune nel contrasto dei fenomeni di inquinamento atmosferico - ha detto Raimondo -vengono fuori i limiti notevoli di questo tipo di controllo. È evidente come ci sia bisogno di un valido sistema di monitoraggio in continuo. Potenziare la rete provinciale esistente, come si sta per realizzare, è fondamentale, ma nel frattempo si potrebbe attingere al sistema di rilevamento delle emissioni che le stesse industrie effettuano sui camini”.

Il Comune chiederà questa collaborazione alle aziende al prossimo Tavolo tecnico, organo chiamato a breve ad approvare le nuove linee guida per il contrasto dei fenomeni di inquinamento.

Articolo pubblicato il 29 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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