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Messina - Rifiuti, un mese di emergenza mentre il porta a porta non c’è
di Francesco Torre

Cassonetti pieni e discarica di Pace tra le polemiche. I sindacati attaccano. Accorinti “Ingenerosi”. Errori nel deposito dell’indifferenziata (al posto del vetro) e diffida dell’Arpa

Tags: Messina, Messinambiente, Rifiuti, Arpa



MESSINA - L’amministrazione comunale non riesce a mettere la parola fine all’emergenza rifiuti. Da Pasqua, nonostante la nuova governance, sono numerosi i quartieri a rischio igienico-sanitario, e nonostante le rassicurazioni del neocommissario Alessio Ciacci (“entro domenica tutto tornerà alla normalità”), la vicinanza con il lungo ponte d’inizio giugno non promette nulla di buono.

I problemi, però, non sono legati esclusivamente ai cassonetti pieni. La scelta di trasformare sin da subito l’area dell’ex inceneritore di Pace in una discarica a cielo aperto, per esempio, oltre che condannata eticamente dagli ambientalisti, ex alleati del sindaco Accorinti in campagna elettorale, rischia di trasformarsi in un boomerang giudiziario. A seguito di un sopralluogo nel sito, infatti, i responsabili dell’Arpa hanno verificato che rifiuti indifferenziati venivano depositati come nulla fosse nell’area del vetro, e per questo hanno inviato una diffida formale a MessinAmbiente, inoltrandola per prassi anche alla Procura della Repubblica, perché si ripristini il corretto deposito dei rifiuti. Dall’azienda assicurano che i tempi della diffida (30 giorni) saranno rispettati, e che nel giro di pochi giorni si completeranno anche tutti i lavori di messa in sicurezza dell’area, compresa la realizzazione di un tetto antipioggia. Siamo comunque sicuri che le polemiche sull’utilizzo del sito non termineranno così facilmente.

Ma polemiche nei confronti dell’operato della Giunta, e dure, sono giunte anche dal fronte sindacale, e in particolar modo dalla Cgil. “Anziché indire pompose conferenze stampa – ha affermato Clara Crocè – il sindaco si faccia carico di affrontare realmente i problemi, che certamente non possono ricadere sui dipendenti della città”. Il riferimento è alla decisione del nuovo commissario di MessinAmbiente di chiudere il rubinetto degli straordinari, e alla contestuale richiesta di un sensibile aumento del trasferimento comunale per la raccolta dei rifiuti. Ovvia la replica di Accorinti: “Un attacco ingeneroso, ingiustificato, infondato e nel momento più sbagliato. Noi non cerchiamo vetrine”. Intanto, però, sul fronte dei rifiuti, da un anno i cittadini hanno sentito dalla Giunta solo proclami. Come quello sul servizio porta a porta che – come promesso in campagna elettorale dall’assessore Ialacqua – doveva partire a settembre 2013. Stiamo ancora aspettando.


Pagano i cittadini. Un altro esborso di 700/800 mila € al mese

MESSINA - È sempre un problema di soldi, ma per capirlo non ci voleva il supermanager. L’avvento del tecnico arcicompetente che propone soluzioni da terza elementare è ormai un classico anche a livello nazionale. Pensiamo a Monti e alla sua strategia anti-crisi: aumentare le tasse. Sulla stessa scia, ora, anche Alessio Ciacci, nuovo commissario di MessinAmbiente, considerato l’uomo della provvidenza, secondo cui per risolvere il problema dei rifiuti in città il Comune deve innalzare il tetto del trasferimento mensile a 3 milioni di euro e investire 2,5 mln nel parco macchine. “E abbiamo fatto venire uno dalla Toscana per dire certe ovvietà?”, è il commento dell’uomo della strada. Evidentemente, però, anche per certe affermazioni ci vuole il curriculum. La Giunta, infatti, pare essere pronta ad accontentare Ciacci con un ulteriore esborso di 700/800 mila euro di denaro pubblico al mese. Tanto, a pagare, saranno sempre i cittadini con la Tares del prossimo anno.

Articolo pubblicato il 31 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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