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Catania - Debiti fuori bilancio: 80 mln di euro. Riconoscerli per superare il gap
di Melania Tanteri

L’assessore al ramo, Giuseppe Girlando: “Bisogna approfittare dell’occasione così da mettere ordine”. L’operazione si è resa necessaria per accedere ai fondi governativi del Dl 35

Tags: Catania, Giuseppe Girlando, Enzo Bianco, Bilancio



CATANIA - Superano l’importo di 80 milioni di euro, su una massa debitoria totale di oltre duecento milioni. Per la precisione ammontano a 81.744.456 euro. Sono i debiti fuori bilancio che il Consiglio comunale si è trovato a dover affrontare e riconoscere, per permettere al Comune di Catania di accedere ai fondi governativi previsti dal Dl 35, il decreto che mette a disposizione ingenti somme per consentire agli enti pubblici di pagare i debiti nei confronti delle aziende creditrici.

Un’operazione presentata dall’assessore al ramo, Giuseppe Girlando che, nel rivolgersi all’aula, ha evidenziato l’importanza di riconoscere i debiti prodotti negli anni dal Comune, non solo per poter accedere ai circa 100 milioni messi a disposizione dal Governo, ma anche per fare una sorta di operazione verità, proseguendo nell’attività già avviata dalla precedente amministrazione con la predisposizione, e la successiva approvazione, del Piano di riequilibrio economico e finanziario.
 
“È una questione di ordinaria amministrazione – ha affermato Girlando. Il riconoscimento dei debiti fuori bilancio è considerata un’attività ordinaria, dal momento che queste sono spese non inserite nel bilancio preventivo. La vita reale, infatti, presuppone sempre degli aspetti non prevedibili e il riconoscimento li fa rientrare nella contabilità”.

Si tratta di debiti contratti negli anni da Palazzo degli Elefanti, non solo nei confronti di aziende private e fornitori, ma anche nei confronti delle Partecipate, che il Comune non avrebbe la possibilità di pagare senza l’immissione di liquidità da parte del Governo. Il mancato riconoscimento, dunque, oltre a produrre interessi che fanno crescere l’ammontare della massa debitoria, non permetterebbe all’Ente di accedere ai finanziamenti governativi, con conseguenze non solo per Palazzo degli Elefanti, che non riuscirebbe a pagarli, ma soprattutto per le aziende creditrici, prevalentemente locali.

“C’è una forte attesa da parte del tessuto economico di questa città – ha spiegato l’assessore. La maggioranza delle posizioni debitorie del Comune sono in testa a imprese e privati che vivono in città – ha aggiunto – e perdere questa occasione determina l’impossibilità di trasferire al tessuto imprenditoriale queste risorse”.

Non approfittare dei fondi governativi, dunque, sarebbe un danno anche per chi, da anni, attende quanto gli spetta da parte del Comune. “Oggi abbiamo la possibilità, utilizzando la disciplina del Dl 35 di pagare questi debiti immediatamente, accedendo a un finanziamento della Cassa depositi e prestiti – ha sottolineato l’assessore Girlando. Se non utilizzassimo queste risorse - ha aggiunto - non potremmo approfittare dell’occasione per mettere ordine e obbligheremo il Comune a ulteriori debiti”.

Già, perché secondo il delegato del sindaco Bianco per il Bilancio, il riconoscimento della massa debitoria costituisce anche occasione importante per fare ordine sulla quantità di debiti che pesano sulle casse dell’Ente. “Il Piano – ha continuato Girlando - ha avuto il merito di svelare l’entità della massa debitoria del Comune, che non riguarda solo i debiti fuori bilancio.
 
Indicativamente è una massa di debiti scaduti che supera i duecento milioni. La copertura - ha proseguito - non avviene in automatico, con i risparmi di spesa che andremo a ottenere avremo un equilibrio di lungo periodo e noi non abbiamo risorse per estinguere questi debiti”. Insomma, il riconoscimento da parte dell’assemblea cittadina è fondamentale per riequilibrare l’Ente anche a livello finanziario.

Articolo pubblicato il 31 maggio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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