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Quotidiano di Sicilia

Serve un colpo d’ala del ceto politico
di Carlo Alberto Tregua

Responsabilità per ridurre i costi

Tags: Francesco Cascio



La domanda che serpeggia fra i  siciliani è: perché i tagli partono dal basso e non dall’alto? In effetti quando sentiamo che ai cittadini più deboli, come gli ammalati o i soggetti con bassissimi redditi, non vengono più erogati i servizi sociali, non possiamo che associarci alla domanda prima indicata.
Il primato della politica deve poggiare sul primato della responsabilità. Nel settore privato le imprese in crisi hanno visto i loro vertici ridursi emolumenti e benefits, perché bisogna dare l’esempio secondo il quale, quando le risorse scarseggiano, i primi a diminuire gli introiti devono essere coloro che stanno ai vertici.
Questo non accade nelle istituzioni regionali e locali le quali, pur avendo bilanci deficitari, non procedono a tagliare compensi ed emolumenti del ceto politico che, indifferente ai bisogni della gente, predica bene e razzola male. Con ciò facendo, perde di credibilità e di autorevolezza per cui quando qualche politico parla, la gente vede solo il suo naso che si allunga a dismisura.

Nell’inchiesta che pubblichiamo oggi risulta con estrema chiarezza che un deputato regionale costa, tutto compreso, 1,8 milioni contro 1,6 di un senatore. È spiegato come si determinano questi indici. Non solo con un’aberrante legge del 1965 l’Assemblea regionale si è messa allo stesso livello del Senato della Repubblica, mentre non c’è alcun paragone tra le due istituzioni, ma addirittura incide di più sulle tasche dei siciliani dello stesso Senato, il cui costo, però, grava su tutti gli italiani. Quindi il costo per deputato è maggiore di quello per senatore. Ma c’è anche la beffa che tale costo grava sul bilancio della Regione.
Quando il bilancio 2008 presenta un disavanzo di un miliardo ed ora il Governo regionale cerca di correre ai ripari per ripianarlo, non volendo assumere un nuovo mutuo, che farebbe lievitare il debito per mutui precedenti, come può la classe istituzionale chiedere sacrifici ai siciliani, se non comincia a chiederli a se stessa?
 
È un comportamento da strabici, che non guarda nella stessa direzione. Ovvero la classe istituzionale continua nella strada perversa del doppio-pesismo: i sacrifici valgono per i siciliani comuni, ma non per i deputati regionali, dipendenti dell’Assemblea e dipendenti regionali. Un comportamento inaccettabile.
Come risulta dalla nostre inchieste, incontrovertibili e inconfutabili perché basate su fonti ufficiali, l’Assemblea regionale è costata lo scorso anno 158,3 milioni di euro mentre il suo bilancio preventivo 2009 è di ben 166,2 milioni, con un incremento di otto milioni, quando il Quirinale ha ridotto il suo bilancio di tre milioni. Diamo atto al presidente, Francesco Cascio, di aver disposto alcuni tagli, opportuni e necessari, e tuttavia cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia perché la spesa prevista è comunque in aumento. Quindi le sue buone intenzioni sono state vanificate. Comprendiamo anche che non è sua la responsabilità di questo perverso andazzo.

Tuttavia rimane all’iniziativa del presidente Cascio mettere all’ordine del giorno un solo punto: abrogazione legge regionale 44/1965 e riformulazione bilancio 2010 dell’Assemblea. La base dell’iniziativa è il paragone con il bilancio del Consiglio regionale della Lombardia che è di soli 72,5 milioni con 80 consiglieri (anziché  90) e con attività legislativa di ispezione e controllo di qualità, non certo inferiore a quella dell’Assemblea.
Non si capisce perché a parità di funzioni due istituzioni non debbano costare più o meno la stessa cifra, tenuto conto peraltro che la Lombardia ha il doppio degli abitanti della Sicilia su una superficie pressoché uguale.
Questa che scriviamo non è un’accusa, ma la constatazione di fatti rispetto ai quali vorremmo che l’istituzione legislativa regionale spiegasse all’opinione pubblica quali sono le motivazioni a supporto del mantenimento di questi assurdi privilegi.
Un’Assemblea regionale che dimezzasse i propri costi per mettersi in linea con quelli della Lombardia crescerebbe fortemente nella considerazione dei siciliani, che hanno bisogno di sapere che coloro che si trovano ai più alti livelli di responsabilità non si tirano mai indietro quando è il momento di fare sacrifici.

Articolo pubblicato il 03 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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