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Cannabis, in Sicilia 1 giovane su 4 ne fa uso
di Fabrizio Margiotta

Espad 2013: situazione aggravata dal policonsumo, ovvero consumo combinato. Nella morsa della droga i ragazzi di età tra i 15 e i 19 anni

Tags: Cannabis



PALERMO - Se vi raccontassero che 28 mila studenti italiani tra i quindici e i diciannove anni, solo nel 2013, hanno fatto usa di eroina, come reagireste? E quale sarebbe la vostra reazione se i migliori scienziati italiani (e non il vicino di casa) vi parlassero di 65 mila giovanissimi che hanno “sniffato” almeno una volta nell’anno passato? Niente di strano, si sa che “su al Nord” ci vanno giù pesante. Al Sud queste cose non si usano: famiglia, valori e tutti in chiesa la domenica!
 
La realtà, purtroppo, è ben diversa, e ve la raccontiamo in questa seconda “puntata” del QdS sul rapporto Espad, il dossier in cui il Cnr di Pisa raccoglie, da diversi anni, i risultati di analitici questionari sottoposti agli studenti italiani. Di certo, sorprende venire a sapere che in Sicilia la quota di ragazzi e ragazze che hanno provato l’eroina (iniettandola o fumandola) nel 2013, è compresa tra l’1,40% e l’1,71% della popolazione scolastica. Stessa situazione in tutto il Mezzogiorno, con percentuali decrescenti salendo verso il Nord (1,10% - 1,23%).

Il discorso non cambia se parliamo della cocaina, il cui consumo è in forte ascesa anche e soprattutto nell’Italia meridionale. In Sicilia, i dati parlano del 2,68-2,91% degli studenti: siamo lontani dal picco del 3,7% registrato in regioni come Molise, Puglia e Abruzzo, ma anche dagli incoraggianti numeri del Nord Italia (2,47-2,67% in Lombardia, Piemonte, Veneto), che ha fatto registrare drastiche diminuzioni negli ultimi dieci anni. Colpa della crisi? No, forse del progresso.
 
Le differenze economiche e di status tra Nord e Sud, per certi versi, si riflettono anche sui consumi di sostanze stupefacenti: gli studenti settentrionali, infatti, ormai stanchi della solita “polvere bianca”, sembrano aver virato verso droghe più moderne, come l’ecstasy e le amfetamine.

Gli studenti che, nel 2013, hanno fatto uso di stimolanti sintetici e allucinogeni, si trovano per lo più in Piemonte e Lombardia (con percentuali che superano il 3%), mentre in Sicilia e nelle altre regioni meridionali (eccetta la Puglia) gli studenti interessanti dal fenomeno vanno dal 2,06% al 2,64%. Numeri importanti, comunque, se teniamo conto che si tratta di realtà sommerse, di cui raramente si occupano i principali mezzi di informazione.
 
E vi siete mai chiesti quanti giovani siciliani facciano uso di cannabis, (forse) nella fallace convinzione che non provochi danni alla salute? È presto detto: parliamo di una percentuale compresa tra il 17% e il 23% degli studenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni: numeri da capogiro, pur se inferiori a quelli del Centro-Nord (si arriva quasi al 28%). Questa già tragica situazione è aggravata dal policonsumo, ossia l’utilizzo di più sostanze in momenti diversi o, peggio, in combinazione, al fine di aumentare l’effetto psicoattivo delle droghe miscelate.

Sicilia terra del vizio? Di certo non manca niente, se anche le cosiddette smart drugs fanno parte del patrimonio “stupefacente” dei nostri giovani. Funghi, piante, erbe, fiori, frutti… sostanze che si muovono sulla sottile linea di confine che separa ciò che è lecito da ciò che non lo è. Il rapporto Espad, in proposito, per la Sicilia, parla di percentuali comprese tra l’1,14% e l’1,22% (in Lombardia e Veneto non si supera l’1,13%). Gli studenti siciliani, insomma, pur di “sballarsi” ricorrono a qualsiasi sostanza, anche “inedita”: è quasi superfluo sottolineare i possibili effetti nocivi di prodotti naturali che si conoscono poco e che, la maggior parte delle volte, si reperiscono in rete, su mercati virtuali.

Nella dettagliata fotografia fornita dall’Espad, infine, c’è anche spazio per gli psicofarmaci senza prescrizione medica, utilizzati in molti casi come vere e proprie droghe illegali: farmaci per l’attenzione, farmaci per dormire, farmaci per l’umore e persino per la dieta. Sono proprio questi ultimi a essere utilizzati, più di altri, in Sicilia: il 2,67 – 2,71% degli studenti li usa in modo improprio, reperendoli spesso su internet (lo stesso avviene in regioni come il Piemonte, in cui però si arrivano a toccare percentuali del 2,92%). In taluni casi, si registrano addirittura combinazioni di psicofarmaci e alcolici, consumati in cosiddetti “Farma-party”: l’ennesimo segnale di una crisi ben più grave di quella economica. Una crisi d’identità e di valori che colpisce i giovanissimi, la società del futuro.

Articolo pubblicato il 05 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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