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Catania - Sanatorie, piatto ricco: 58 mln di euro con 22 mila pratiche da evadere
di Desirée Miranda

L’assessore Di Salvo: “Problema enorme”. Il sindaco Bianco punta così a racimolare nuove risorse. Il Comune dà il via alle perizie giurate: i primi 600 cittadini pagheranno 1,6 mln €

Tags: Catania, Sanatoria, Enzo Bianco, Salvo Di Salvo



CATANIA - Passano gli anni, cambiano le leggi, ma fino ad oggi non si è ancora riusciti a fare fronte alla grande quantità di richieste di concessioni edilizie in sanatoria al comune di Catania. Sono 22mila infatti le richieste di sanatoria arrivate al Comune e non ancora esitate, su un totale di 28mila e 438 pratiche che fanno riferimento alle leggi sulle regionali sanatorie numero 47 del 1985, numero 742 del 1994 e numero 326 del 2003. Una situazione difficile dovuta a molteplici fattori e che forse, da adesso, subirà una svolta. Da una parte infatti c’è la mancanza di personale adeguato, (passati dalle 26 unità del 2001 alle 7 unità di oggi) dall’altro anche un certo lassismo dei dipendenti che per non hanno svolto il proprio compito come avrebbero dovuto.

In particolare sono 20 mila 400 le richieste pervenute con riferimento alla legge del 1985, 5000 sono invece arrivate con riferimento alla legge del 1994 e infine circa 3000 con riferimento a quella del 2003”, spiega l’assessore all’urbanistica Salvo Si Salvo. “Un problema enorme ma che stiamo cercando di risolvere”, continua. Sin dal 2003 esiste una legge regionale che permette di snellire la procedura dando un ruolo da protagonisti ai liberi professionisti e ai cittadini che inoltrano la richiesta, ma non è mai riuscita ad essere davvero applicata. L’amministrazione guidata dall’allora sindaco Umberto Scapagnini, aveva anche tentato di applicare questa strada istituendo una commissione di liberi professionisti, ma preservandosi il compito di intervenire in particolari situazioni, che non ha portato i risultati sperati.
 
E per cercare di risolvere questo handicap, che oltretutto potrebbe fare incassare al Comune una buona somma, l’attuale amministrazione guidata da Enzo Bianco ha deciso di tentare un nuovo approccio al fine di applicare l’articolo 17 della legge regionale numero 4 del 2003. Grazie a questo non è necessario aspettare il benestare dagli uffici comunali, ma è sufficiente una perizia giurata di un tecnico qualificato, in sostituzione della concessione edilizia in sanatoria. Conclusi quindi i contratti con i 140 liberi professionisti assunti nel 2008 e che dovevano lavorare 10 mila pratiche, ma ne hanno chiuse solo tremila.
 
“Con la sola perizia giurata, e quindi un’assunzione di responsabilità, coniughiamo efficienza amministrativa, soddisfazione del cittadino e introiti per le casse comunali”, afferma il sindaco Enzo Bianco. Fondamentale quindi la collaborazione con gli ordini professionali, ma anche quella della collettività. Il Comune a differenza delle altre volte, sta sollecitando i cittadini inviando un avviso a un campione di circa 600 persone, pari al numero di pratiche esitate ogni anno dagli uffici comunali. “Se l’operazione va in porto come speriamo, potremmo ricavarne circa un milione e seicento mila euro per le 600 pratiche iniziali”, spiega l’assessore Di Salvo che si augura di “tenere questi ritmi ogni tre mesi”. In proporzione, 22 mila pratiche potrebbero rendere quindi oltre 58 mln €. I dipendenti comunali diventeranno quindi dei controllori a random, mentre il denaro che se ne ricaverà, “sarà reinvestito per rendere più vivibili alcune zone della città in cui mancano anche le infrastrutture essenziali, come l’illuminazione e la rete fognaria”, spiega il primo cittadino.

“È vero che la legge prevede da tempo la possibilità di presentare la dichiarazione di inizio attività senza dovere aspettare gli uffici comunali, ma è anche vero che c’è la tendenza a non fidarsi e quindi a volere un’autorizzazione preventiva dal Comune. Speriamo che così cambi qualcosa”, afferma la responsabile della direzione Urbanistica, Gabriella Sardella.

Articolo pubblicato il 06 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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