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Quotidiano di Sicilia

Per il porticciolo turistico di San Leone tante criticità da risolvere con urgenza
di Calogero Conigliaro

Vent’anni di manutenzione non adeguata stanno provocando l’insabbiamento del molo di ponente

Tags: Agrigento, San Leone



AGRIGENTO – Ogni giorno amministratori, politici, mass media e chi più ne ha più ne metta ripetono quasi allo sfinimento che il futuro dell’agrigentino non può prescindere da uno sviluppo turistico. Peccato che non sempre questi buoni propositi si trasformino in fatti concreti, con infrastrutture incomplete, altre abbandonate al proprio destino e servizi non all’altezza di un territorio che vuole attirare sempre più visitatori.

Basti pensare, per esempio, al triste spettacolo legato al degrado del porticciolo turistico di San Leone, realizzato proprio per dare la possibilità a unità da diporto e yacht di godere dello splendido mare a pochi chilometri dalla Valle dei Templi, e oggi alle prese con serissimi problemi strutturali e il fenomeno dell’insabbiamento.

Fatti, questi, puntualmente denunciati dall’associazione ambientalista Mareamico, che da tempo effettua denunce allarmanti sullo stato di salute delle coste agrigentine. “Per quanto riguarda San Leone - ha affermato il presidente dell’associazione, Claudio Lombardo - il problema principale è legato al molo di ponente, che sta letteralmente crollando. Vent’anni di mancata manutenzione hanno fatto sì che l’acqua entrasse da un lato all’altro, causando seri problemi di stabilità”.

Proprio per far fronte a questa criticità esiste un progetto del Genio civile di Agrigento, per 3 milioni e 600 mila euro, che prevede un intervento radicale per sistemare la situazione. Non è un momento felice per le casse della Regione, ma si potrebbe attivare tale intervento attraverso un serio lavoro finalizzato a intercettare dei fondi europei. In ogni caso, non bisogna perdere troppo tempo.

“Le misurazioni - ha aggiunto Lombardo - dicono che il canale sta diventando sempre più stretto, cosa che potrebbe impedire l’ingresso di barche a vela e a motore di un certo tonnellaggio. Essendo però il dragaggio un’opera non infrastrutturale, non è stato possibile inserire i 300 mila euro necessari nel progetto per il molo di ponente. Il Genio civile ci ha però comunicato che, nell’eventualità di un ribasso d’asta, le somme eccedenti potrebbero essere utilizzate per il dragaggio”.

Il porticciolo, negli ultimi mesi, ha visto promuovere al suo interno interventi importanti nel campo della legalità. Il tutto grazie al lavoro svolto dagli uomini della Guardia costiera di Porto Empedocle, con numerose operazioni svolte per la sicurezza degli utenti del mare. Grande attenzione, comunque, è rivolta anche ai già citati problemi infrastrutturali. “Per quanto riguarda l’insabbiamento – ha voluto precisare Massimo Di Marco, comandante della Capitaneria di Porto Empedocle - noi stiamo effettuando dei controlli su segnalazioni di diportisti e torneremo attrezzati per fare ulteriori rilievi. Pare che sia interessata una parte dell’imboccatura di ingresso, ma per eventuali interventi l’interlocutore è il Genio civile regionale di Agrigento e quindi l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente”.

E le dolenti note non finiscono qui, visto che la zona mostra qualche problema anche per ciò che concerne il decoro e l’arredo urbano. Rarissime sono le panchine, mentre la pavimentazione, in alcuni casi, è divelta o minacciata dalle erbacce. Una realtà triste, che si spera possa presto risolvere i tanti problemi presenti.

Per la cronaca, occorre anche aggiungere che due pontili che erano in concessione al Comune di Agrigento sono rimasti vuoti dopo che l’amministrazione ha comunicato alla Regione la volontà di abbandonare tutto.

Da parte dei rappresentanti del Distretto turistico, invece, è stata espressa l’amarezza per il fatto che il porticciolo turistico non venga adeguatamente sfruttato per l’attracco di imbarcazioni di elevato tonnellaggio e che una realtà dalle grandi potenzialità sia utilizzabile appena per i diportisti locali, senza nessuna funzione d’attrazione turistica.


Un atteso salto di qualità per l’offerta agrigentina

AGRIGENTO – Il porticciolo turistico di San Leone ha, secondo il distretto turistico Valle dei Templi, un serio problema: quello di non comparire nel Piano regionale dei porti turistici. “Attualmente – ha commentato Gaetano Pendolino, amministratore del Distretto turistico Valle dei Templi - le dimensioni e i fondali bassi non lo rendono adatto a tale mansione. Potrebbe però diventarlo e ciò sarebbe un fatto straordinario, considerando la vicinanza ai Templi. Purtroppo, a oggi, il porticciolo non può godere di adeguati finanziamenti per lo sviluppo della diportistica”.
“Allo stato attuale – ha aggiunto Pendolino – occorre però che si intervenga sulla sicurezza infrastrutturale. Per il futuro, invece, si spera di riuscire a far inserire la struttura nel Piano regionale dei porti turistici, in modo da trasformare questo piccolo approdo in una realtà più efficiente. Ovviamente, successivamente, dovrebbero sorgere una serie di nuovi servizi per le barche agli ormeggi. Sarebbe una svolta epocale”.
Resta da chiedersi se dopo le sfortunate battaglie sull’aeroporto, qualcuno sia disposto a intestarsi, per il prossimo futuro, questo impegno a favore di una struttura portuale turistica degna di questo nome che possa far effettuare un significativo salto di qualità all’offerta del territorio.

Articolo pubblicato il 06 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Una struttura che andrebbe adeguatamente valorizzata
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Il molo di ponente è a serio rischio
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Il porticciolo turistico di San Leone
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Sterpaglie sul molo
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L'ingresso del porticciolo a rischio insabbiamento
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Pavimentazione divelta
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Ringhiere divelte
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Massimo Di Marco
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Gaetano Pendolino
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