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Quotidiano di Sicilia

Escalation di frodi creditizie. Nel 2013 registrato il +8,3%
di Oriana Sipala

In cifre assolute parliamo di 26 mila episodi per una perdita complessiva pari a 162 milioni di euro. Nel 41,9% dei casi prediletti gli importi di piccola entità inferiori ai 1.500 euro

Tags: Economia, Credito, Crif, Prestito



PALERMO - Le frodi creditizie – ovvero quegli atti criminali che si realizzano mediante furto di identità e il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene – sono un fenomeno in costante crescita. Nel 2013, infatti, si è registrata un’impennata alquanto preoccupante.
 
Ce lo conferma il rapporto Crif, pubblicato lo scorso 4 giugno, secondo il quale, rispetto al 2012, c’è stato un aumento dell’8,3%. In cifre assolute parliamo di 26 mila frodi creditizie per perdite economiche complessive di 162 milioni di euro. L’Osservatorio Crif sui furti di identità e le frodi creditizie ci fornisce inoltre il profilo delle vittime preferite dai fraudolenti, l’importo medio, i tempi di scoperta e l’incidenza del fenomeno nelle diverse aree geografiche del Paese. I soggetti più colpiti sono soprattutto uomini (6 casi su 10), anche se nell’ultimo anno si è registrato un aumento delle donne vittime di frode (+8,2% rispetto al 2012). Si preferiscono inoltre gli under 30 (che costituiscono il 26,1% del totale), anche se la classe che ha conosciuto il maggior incremento è quella tra i 51 e i 60 anni (+9,2% rispetto al 2012), seguita dagli over 60 (+6%).

Strettamente connesso al fenomeno delle frodi creditizie è quello del furto di identità, attraverso cui diventa facile scambiare assegni emessi a nome altrui. Nello specifico la frode può riguardare sia l’utilizzo di carnet di assegni rubati o smarriti al titolare ed emessi falsificando la sua firma e spacciandosi per lui, sia l’apertura di un conto corrente a nome di un’ignara vittima per poi emettere assegni a suo nome. Nello specifico, analizzando i dati sui protesti è emerso che nel corso del 2013 i titoli di credito protestati con firme falsificate a seguito di furto di identità sono stati 4.590, con un importo medio di circa 4.400 €. L’importo totale di assegni e cambiali protestate emessi con falsificazione della firma e furto di identità nel 2013 ha superato i 20 milioni di euro.

Per quanto riguarda le tipologie di finanziamento oggetto di frode, spiccano tra queste i prestiti finalizzati, che costituiscono l’82,2% dei casi. I prestiti personali invece si attestano al 10,1%, le carte rateali al 5%, le carte a saldo (in aumento del 64,4%) all’1,6%. Seguono i contratti di leasing (0,4%, con un calo del 32,6% rispetto al 2012) e i mutui immobiliari (0,2%, con un calo dell’87,5%).

Gli importi ottenuti nel 2013 in maniera fraudolenta, in continuità con l’anno precedente, sono prevalentemente quelli di piccola entità: nel 41,9% dei casi infatti tali importi sono inferiori a 1.500 euro. Ciò accade perché somme di questo tipo, soprattutto se erogate presso esercenti o punti vendita (e non allo sportello), sono soggette a controlli meno sottili e si caratterizzano per tempi di erogazione più rapidi. Il 26% dei casi rilevati riguarda invece importi superiori a 10 mila euro, che aumentano del 5,3%. In aumento anche le frodi che riguardano importi superiori a 20 mila euro (+12,6%).
 

 
La situazione siciliana. Isola al secondo posto con 3.567 frodi, il 14% del totale
 
Quanto alla distribuzione territoriale del fenomeno, nel 2013 la Sicilia è seconda solo alla Campania, dove si riscontra il 16,3% dei casi totali. Nella nostra Isola, invece, i casi rilevati sono il 14%. Più in generale, si attestano nella prima parte della classifica tutte le regioni del Mezzogiorno: in Basilicata e in Molise si registrano tra l’altro gli incrementi più consistenti (rispettivamente +49,6% e + 42%). Le regioni meno colpite sono invece il Friuli Venezia Giulia, il Veneto e la Valle D’Aosta (unica regione, quest’ultima, dove si è registrata una contrazione del fenomeno rispetto al 2012).

In cifre assolute, in Sicilia parliamo di 3.567 frodi creditizie. La provincia più colpita, prima a livello regionale e terza a livello nazionale, è Palermo con 1.153 frodi. Seguono Catania (quinta nella graduatoria nazionale con 891 casi), Messina (355) e Trapani (328). Quest’ultima ha fatto registrare l’incremento più significativo e allarmante: +55,5% rispetto all’anno precedente. Questi i numeri delle altre province dell’Isola: Siracusa 251, Agrigento 210, Caltanissetta 174, Ragusa 134, Enna 71.

Con l’evoluzione della tecnologia e la diffusione dei dati personali sui social network, in effetti, i frodatori hanno gioco facile nel ricostruire il codice fiscale e tutto quel che occorre per segnare il colpo. È per questo che, per contrastare il fenomeno, diventano fondamentali i meccanismi di prevenzione: oggi per esempio la tecnologia consente di eseguire una completa verifica antifrode su un documento d’identità attraverso una semplice foto fatta con uno smartphone. Pertanto non sarà più necessario chiedere al cliente di inviare la fotocopia del documento di identità o di recarsi direttamente in filiale per l’accertamento della regolarità del procedimento.

Articolo pubblicato il 08 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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