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Quotidiano di Sicilia

Messina - Rischio di dissesto idrogeologico per viale Italia è dietro l’angolo
di Francesco Torre

Tra il 2009 a il 2011 chiesti i finanziamenti ed esitato il progetto della Protezione civile. Poi il silenzio. Sette anni fa segnalavamo il fatto sulle nostre pagine. Da allora nulla è cambiato

Tags: Messina



Messina - Sono passati ormai quasi sette anni da quando, sulle colonne del nostro giornale, abbiamo denunciato per la prima volta un grave rischio di dissesto idrogeologico sul viale Italia.
 
Un lento ma inesorabile scivolamento verso valle (12 millimetri l’anno), preoccupante non soltanto perché rilevato nelle vicinanze di una scalinata che collega il viale con via Noviziato Casazza, ma soprattutto in quanto nel suo incedere interessa porzioni sempre più rilevanti di abitazioni della zona (soprattutto in Via Sciva), che infatti mostrano sulle facciate crepe ed evidenti segni di danneggiamenti, presenti anche all’interno delle stesse.
 
Un problema che avrebbero dovuto sollevare e risolvere gli enti di protezione civile, in collaborazione con Comune e Regione (così come previsto dalla legge nazionale n. 267 del 1998, art. 1: “Piani stralcio per la tutela del rischio idrogeologico e misure di prevenzione per le aree a rischio”), con la predisposizione di un piano urgente d’emergenza contenente tutte le misure per la salvaguardia dell’incolumità delle popolazioni interessate.
 
E di fatto, come ci rivelava già nel settembre 2011 Carmelo Gioè, geologo comunale, la Protezione civile un progetto per un intervento complessivo riguardante tutta l’area in questione l’aveva anche esitato e proposto per finanziamenti regionali e ministeriali già nel 2009, e poi nel 2010 e, nuovamente, nel maggio 2011. Senza però avere dagli enti preposti nemmeno un centesimo. Poi, il silenzio. E così su viale Italia la situazione risulta oggi tale e quale a come l’abbiamo lasciata sette anni fa, se non più grave, con un tratto del marciapiede, la scalinata e alcuni tratti di via Sciva chiusi in via cautelativa.

La Giunta Accorinti ha da poco completato il suo primo anno di amministrazione. Su 365 giorni, neanche uno è stato dedicato al tema del dissesto idrogeologico. D’altra parte, anche in campagna elettorale sembrava un problema di secondo piano, sentito più che altro nelle periferie, quelle che la Giunta più borghese degli ultimi decenni ha deciso di abbandonare a se stesse dedicandosi unicamente al centro storico. Il dissesto di viale Italia, però, dimostra come il rischio – di cui comunque non si parla più nemmeno a livello regionale, e figuriamoci a quello nazionale, almeno fino alla prossima tragedia – riguardi tutta la città.
 


La lunga storia. Ben 15 anni fa la prima denuncia del problema

Messina - Lo scivolamento verso valle di viale Italia è stato segnalato per la prima volta 15 anni fa. Allora venne alzato un polverone che non ebbe alcun risultato, almeno finché al Comune non arrivò il commissario straordinario Bruno Sbordone, che nel 2004 si preoccupò di far mettere in sicurezza l’intera area in attesa di ulteriori analisi. A quest’azione, però, non seguì nessun intervento concreto, tanto che nel giugno del 2005 l’ex vice presidente del VII quartiere Michele Ainis e il suo collega Giorgio Muscolino presentarono un esposto alla Procura della Repubblica. Nel luglio 2007, l’ex city manager Gianfranco Scoglio organizzò un’apposita conferenza dei servizi e furono poste le basi per un monitoraggio dell’area e per la programmazione di una serie di interventi atti a fermare lo slittamento e a salvaguardare le molte abitazioni interessate. La Protezione civile inoltre ha esitato un progetto di monitoraggio e messa in sicurezza in attesa di finanziamenti. Ma finora nulla di concreto.

Articolo pubblicato il 07 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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