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Eterologa, la Consulta fuga i dubbi: la sentenza si può applicare subito
di Patrizia Penna

Il legale dell’Aidagg: “I centri potranno applicare le cure dal giorno successivo alla pubblicazione nella Guri”. La fecondazione tramite gameti esterni in vigore senza passaggi legislativi

Tags: Fecondazione Eterologa



ROMA – Il 9 aprile 2014 è una data che difficilmente le tantissime coppie italiane costrette a fare i conti con problemi di infertilità dimenticheranno. Ad essa, infatti, si associa una sentenza, quella della Corte costituzionale, definita a giusto titolo “storica” poiché ha abolito il divieto di eterologa e confermato l’incostituzionalità della legge 40/’04 sulla procreazione assistita.

La fecondazione eterologa è una tecnica che consente alle coppie sterili di poter procreare utilizzando materiale genetico di un terzo soggetto. A sostegno di tale divieto ci sono sempre state precise motivazioni legate ai rischi di una commercializzazione del materiale genetico o delle cosiddette parentele atipiche. La Consulta, invece, ribaltando uno dei capisaldi etici della suddetta legge, ha stabilito che tale divieto contrasta palesemente con l’articolo 3 della Costituzione italiana (“Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge”), perché comporta una discriminazione delle coppie con gravi patologie di infertilità la cui unica speranza di gravidanza è rappresentata dall’utilizzo di materiale genetico di un soggetto al di fuori della coppia stessa.

La sentenza della Consulta, in verità, ha segnato una svolta epocale già da tempo annunciata, dal momento che non si contavano ormai quasi più le questioni di legittimità costituzionale sollevate in almeno trenta occasioni dai tribunali di tutta Italia, tra cui anche quello di Catania.

Dopo aver tirato un sospiro di sollievo, numerose coppie italiane chiedono adesso a gran voce di mettere in pratica le cure che fino a poco tempo fa erano possibili solo all’estero e a costi proibitivi. Tuttavia, il deposito delle motivazioni addotte dalla Consulta sulla fecondazione eterologa, era stato accompagnato da una polemica che rischiava di ritardare l’applicazione della sentenza stessa. La neonata Associazione italiana per la donazione altruistica e gratuita dei gameti (Aidagg) si dice "pronta ad affrontare il nuovo assetto determinato dalla Corte Costituzionale con la sentenza del 9 aprile che ha abolito il divieto di eterologa". Per l'associazione "non mancano tuttavia le polemiche da parte di chi vorrebbe strumentalmente ritardare l'applicazione della decisione della Corte Costituzionale ricorrendo agli espedienti più fantasiosi".

Per il legale dell'associazione Sebastiano Papandrea, "non c'è necessità di ulteriore intervento del Governo o del legislatore, sicché i centri, dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale della sentenza, potranno applicare le cure con donazione di gameti applicando la normativa vigente, compreso l'allegato III".

Come evidenzia la presidente dell'Aidagg, Laura Volpini:"Ritardare ulteriormente l'applicazione delle cure con donazione di gameti, vuol dire aumentare ulteriormente la sofferenza delle coppie e spingerle verso Paesi esteri dove spesso sostengono costi esagerati senza avere le garanzie offerte dalla sanità italiana e dove la donazione non è gratuita ma spesso oggetto di sfruttamento economico".

Dello stesso avviso Mario Gambera, presidente dell'Associazione Hera di Catania:"Qualsiasi ritardo nell'applicazione della Sentenza della Corte Costituzionale è un prezzo inaccettabile che viene fatto pagare ai pazienti. Tantissime coppie, anzi, andrebbero risarcite per i costi economici ed umani sostenuti per i viaggi della speranza ai quali sono state costrette da una legge oscurantista ed incostituzionale".

A spegnere sul nascere questa polemica e a fugare ogni dubbio ci ha pensato la stessa Consulta la quale ha spiegato che il via libera all'eterologa non determina alcun vuoto normativo, dunque non è necessaria alcuna ulteriore legislazione che ne regoli l'applicazione.


Entro lunedì pubblicazione in Gazzetta. Boom di chiamate per le prenotazioni

Già dall'inizio della prossima settimana sarà possibile effettuare fecondazioni eterologhe nei centri di procreazione assistita italiani, i cui call center, in questi giorni, sono tempestati di chiamate da parte di coppie interessate ad avere informazioni.
è attesa, infatti, per venerdì 13 o, più probabilmente, lunedì 16 giugno, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza della Corte Costituzionale che fa cadere il divieto di fecondazione tramite gameti esterni alla coppia. Da quel momento “il via libera all'eterologa è immediato, essendo stati esclusi eventuali vuoti normativi", spiega Mario Gambera, presidente dell'associazione Hera onlus di Catania. In attesa sono già molte coppie, che nei giorni scorsi si sono rivolte ai centri per avere consulenza. “Numerose sono le e-mail e riceviamo 5-6 contatti telefonici al giorno. I centri più grandi hanno già raggiunto dai 50 alle 77 coppie in stand-by”, spiega Elisabetta Coccia, presidente di Cecos Italia, associazione di centri che effettua più di 11 mila cicli di PMA. Molte sono anche le donne "disponibili a donare i propri ovociti in soprannumero", "oltre il 37% di coloro che si sottopongono a procreazione medicalmente assistita nel nostro centro", spiega Pasquale Bilotta, direttore sanitario del centro privato Alma Re, che dalla pronuncia della Consulta, il 9 aprile scorso, ha aggiunto questa postilla al consenso informato che viene fatto firmare dalle coppie.

Articolo pubblicato il 12 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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