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Messina - Servizio rifiuti, cifre insufficienti stanziate dallÂ’amministrazione
di Francesco Torre

Il commissario liquidatore della società, Ciaccio: “Non possiamo dirci soddisfatti per la pulizia stradale”. Messinambiente chiede 3 mln € al mese. In bilancio previsti 700 mila € in meno

Tags: Messina, Messinambiente, Rifiuti, Arpa, Alessio Ciacci



Messina - Dopo un mese di disagi, l’emergenza rifiuti è finalmente rientrata. Anche grazie al supporto esterno della Seap (che verrà pagata con i soldi dei contribuenti), i cassonetti sono stati ripuliti persino nelle periferie. Non solo, l’amministrazione ha avviato in collaborazione con Legambiente un cronoprogramma pre-estivo per la pulizia delle spiagge cittadine. “Se possiamo dirci soddisfatti per aver liberato la città – ha però avvisato il commissario liquidatore di Messinambiente Alessio Ciacci – ancora non possiamo esserlo né per la pulizia delle strade, né per la raccolta differenziata”.

Le richieste del supermanager toscano, affiancato in questa nuova e difficile esperienza da Raphael Rossi, sono note: 3 milioni di euro al mese. Una cifra 700 mila euro più alta di quanto previsto in bilancio per Messinambiente, ma che la Giunta aveva promesso di accordare sulla base dei progetti di sviluppo promossi dal nuovo corso. In realtà, però, i soldi appostati dall’amministrazione per i mesi di maggio e giugno sono sensibilmente inferiori a quel tetto.

Dopo i 14 milioni di euro previsti per i primi 4 mesi di attività, la Giunta spenderà per completare il semestre altri 7,4 milioni, di cui 5,3 da destinare a Messinambiente. Una scelta che non accontenta nessuno e che smentisce le promesse fatte sin qui dalla Giunta, soprattutto ai cittadini in merito alla diminuzione della Tares per l’anno 2014. Calcolando le somme fin qui messe in bilancio per il servizio di raccolta rifiuti dell’anno in corso, infatti, si arriverà alla somma di 21,4 milioni di euro, che è addirittura superiore – potenzialmente – rispetto ai 42 milioni spesi nel 2013 e prelevati direttamente dalle tasche dei contribuenti, giustamente inferociti perché costretti a vivere in un immondezzaio (che comunque in molti alimentano sporcando la città in modo irrispettoso e incivile).

Quanto a Messinambiente, dopo i 150 mila euro per le consulenze esterne (anche quelle pagate interamente e direttamente dai cittadini), di sicuro potrà adesso contare su un “surplus” mensile di 350 mila euro. Vedremo cosa ne farà. Di certo le idee a Ciacci non mancano, come emerso dalla relazione in commissione Ambiente. Sollecitato dai consiglieri a rendere pubblico il proprio piano di azione, il commissario ha infatti illustrato punto per punto le carenze del servizio e le soluzioni da adottare.
Prevista una rotazione di tutti i dipendenti, in sinergia con i sindacati, per evitare straordinari e ottimizzare la raccolta. Ma il vero nodo resta il parco mezzi, del tutto insufficiente. Basti pensare che su 267 mezzi presenti in autoparco, di funzionanti ve ne sono solamente 162. Qui si dovrà agire potenziando l’officina per le piccole manutenzioni. Ciacci, poi, ha anche mandato un s.o.s. a Federambiente perché individui nuovi mezzi a costo zero.

Per arginare seriamente la situazione, però, elemosine a parte, occorre fare acquisti, e per quelli ci vogliono i denari. Sarà capace la Giunta di arrivare ad accontentare Messinambiente con un contributo mensile di 3 milioni di euro sapendo che ciò ricadrà direttamente sulla Tares pagata dai cittadini?

Articolo pubblicato il 12 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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