Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

La Banca d’Italia certifica il tracollo della Sicilia
di Maria Rosaria Minà

Rapporto della Banca d'Italia a Palermo boccia l’Isola, sesto anno consecutivo col segno meno. Crollano gli investimenti del 9,9%, male anche i prestiti bancari e i consumi

Tags: Agricoltura, Turismo, Occupazione, Economia, Pil



PALERMO - Un 2013 negativo per l'economia siciliana, che, per il sesto anno consecutivo, è segnata da una recessione che ha colpito in modo trasversale tutti i settori. È quanto emerge dal Rapporto 2013 sull'economia regionale redatto dalla divisione Analisi e ricerca economica territoriale della Banca d'Italia di Palermo e presentato dal direttore della sede regionale, Giuseppe Arrica.

In poco più di cento pagine si delinea un quadro economico che risente fortemente della crisi nazionale, iniziata nel 2007, e che ha vissuto due fasi, la prima delle quali conclusasi nel 2010, da cui è scaturita la seconda, quella indotta, con una inevitabile recessione che ha coinvolto anche la Sicilia.

"I dati nazionali, in verità, evidenziano un timido 0,1% del Pil, e nel secondo semestre del 2014 ci dovrebbe essere una crescita tra lo 0,1% e lo 0,4%, afferma Giuseppe Arrica, che interpreta tale dato come segno di una ripresa, seppur  fragile e frastagliata.
 
Al momento comunque i valori indicativi che riguardano la Sicilia rivelano un crollo del Pil a -2,5%  ed una flessione del 4% in tutto il Mezzogiorno, un'ennesima diminuzione dell'occupazione, (-73.000 occupati), e crollo degli investimenti, -9,9%, su cui possono aver influito l'incertezza sulle prospettive future e le tensioni nel mercato del credito.
 
Stabile il settore manifatturiero.
Le uniche imprese a registrare una crescita, al netto del settore petrolifero, sono quelle che hanno scambi con l'estero, il cui valore delle esportazioni è aumentato del 6,8%, raggiungendo peraltro risultati superiori rispetto alla media nazionale, mentre è proseguita la riduzione del livello di attività economica nel settore edilizio, raggiungendo una contrazione dell'8,7%, con una riduzione cumulata dal 2006 superiore del 40%, ed inevitabili ricadute anche sulla produzione e sull'occupazione, che si prevedono negative anche nel2014.
 
Curva discendente anche per le compravendite. In base ai dati dell'Agenzia del territorio, infatti, le transazioni nel comparto residenziale sono diminuite del 9,7% (-27,4% nel 2012). La debolezza della domanda ha contribuito alla flessione dei prezzi in termini sia nominali (-5,8%) sia reali (-6,9%). Inversione di tendenza invece per le opere pubbliche: +31,2% delle gare bandite rispetto al 2012, nonostante il numero dei bandi pubblicati, si è ridotto del 19,7%. Calo anche per i servizi, -1,9%, ed in particolare calo dei consumi delle famiglie, -3,1%, che arriva a -9,8% se si tratta di beni durevoli. Il calo concernente la Sicilia è peraltro il maggiore tra le regioni italiane, con il -4,9% rispetto alla media nazionale. Stabile rispetto al 2012 il settore turistico, che nel 2013 ha assistito alla crescita della domanda esterna, con un + 14,2%, contro un -9,7% della domanda interna.

Negativo anche l'andamento del credito, con i prestiti bancari che continuano a scendere a -1,8%. Ad essere più colpite sono le piccole imprese, che registrano una contrazione del 3,6%,  e comunque le imprese che si rivolgono alle banche intendono chiudere situazioni debitorie preesistenti. Calo dei prestiti anche per le famiglie, che scende al 2,8%.
L'incidenza sulla spesa pubblica è del 2,2%, per quanto riguarda il conto corrente, al -7,6% su conto capitali. In generale dal 2008 c'è stata una riduzione degli investimenti pari al 20,1%.

La dotazione finanziaria complessiva dei due Por alla fine del 2013 era pari a 6 miliardi, di cui 4,4  miliardi del Fesr ed 1,6 miliardi per quello cofinanziato dal Fse, di cui il 90,2% sono state impegnate nel 2013 e 42,1% certificati da Bruxelles. Si tratta di risorse molto importanti per Giuseppe Arrica, poiché rappresentano una grande possibilità di svolta per l'economia siciliana.
 

 
Occupazione: agricoltura (-11,8%)  costruzioni giù del 9,6%
 
PALERMO - In Sicilia, nel 2013, rispetto al 2012 l'occupazione è diminuita del 5,3% e il tasso di disoccupazione è salito al 21% (+2,4%) ma schizza al 38,3% tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 35 anni. La flessione degli occupati ha interessato tutti i comparti con picchi significativi in agricoltura (-11,8%) e nelle costruzioni (-9,6%); il terziario registra un calo complessivo pari a -4,5% (era l'1,9 in meno nel 2012), ma è nel commercio e nella ristorazione (- 4,1%), che raggiunge punte di maggiore sofferenza. Nel mercato del lavoro siciliano, l'occupazione è scesa al 39,3% (-1,9% rispetto al 2012), il tasso di attività è tornato a ridursi (-0,9%), mentre è aumentato il numero delle persone in cerca di un'occupazione (+10,2%). L'analisi della Banca d'Italia registra un differenziale di 15,3 punti percentuali più alto rispetto alla media nazionale del tasso disoccupazione giovanile, che in Sicilia, ha raggiunto il 38,3% contro una media del 23 per cento. Infine, i giovani che non studiano, non lavorano e non sono in cerca di un'occupazione (Neet) sono il 42,7 percento rispetto a una media nazionale del 27,3%.
 

 
Flussi Turismo: stranieri salvano il vuoto creato da italiani
 
PALERMO - Diminuiti i flussi turistici in Sicilia nel 2013, sia in termini di presenze (-0,1%) che di arrivi: sono stati pari allo 0,5% contro il 2,8% del 2012. Non solo, sempre meno italiani hanno scelto l'isola per le vacanze, mentre è aumentato il numero di stranieri, che ha trascorso qualche giorno di relax in giro per la Sicilia. Secondo lo studio il numero di arrivi di connazionali, nell'isola, è calato del 6 per cento, mentre per pernottamenti è sceso a meno 9,7% (dato già citato in apertura). A frenare il crollo di presenze di italiani, è stato l'aumento dei turisti stranieri, che sono aumentati sia nel numero di arrivi che nei pernottamenti. Gli arrivi sono stati pari al 10,9% (+4,6% rispetto al 2012), le presenze 14,2% (+7,3%). In base ai dati dell'indagine della Banca d'Italia sul turismo internazionale, per il terzo anno consecutivo è aumentata anche la spesa effettuata dagli stranieri, che risulta pari a 5,5%. Lo studio rileva che "nel complesso, le somme spese dai turisti stranieri nel 2013 sono risultate inferiori al picco registrato nel 2007, di oltre l'8% in termini nominali". Durante la presentazione di questi dati era presente il direttore della sede palermitana della Banca d'Italia, Giuseppe Arrica, che ha annunciato che a fine mese andrà in pensione.

Articolo pubblicato il 13 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus