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Appalti: Confindustria sostenga la semplificazione
di Carlo Alberto Tregua

Contro corruzione e criminalità

Tags: Regione Siciliana, Appalti, Confindustria



La criminalità organizzata è affrontata da magistratura e Forze dell’ordine, le quali hanno ormai le mappe delle organizzazioni e sono quindi in condizione di svolgere le indagini con i moderni mezzi di intercettazione visivi e sonori. è invece un magma inestricabile, quasi una foresta vergine piena di liane e di arbusti, la corruzione, diffusa in tutti i gangli della pubblica amministrazione, nella quale s’ingrassano parassiti politici e burocratici insieme a imprenditori, professionisti e sindacalisti disonesti.
La situazione ha raggiunto ormai un livello di gravità eccezionale e non può più essere affrontata con mezzi ordinari. Ecco perché il QdS ha attivato, da dicembre scorso, la Campagna etica 2014 di cui le prime due riunioni sono state a Catania (15 febbraio) e a Palermo (sala Gialla dell’Ars, 5 aprile). La prossima a Caltanissetta il 27 giugno.
La Campagna etica 2014 del QdS ha lo scopo di svegliare le coscienze della Classe dirigente onesta: imprenditori, professionisti, sindacalisti, politici e dirigenti pubblici e privati.

La più importante organizzazione imprenditoriale d’Italia (ma non la più numerosa) è Confindustria, articolata in Confindustrie regionali e provinciali. Qui, vi è Confindustria Sicilia, presieduta da Antonello Montante, il quale ha messo in atto due buone iniziative: il Codice della legalità e la possibilità di costituirsi parte civile contro le banche che vessano le imprese.
In questa azione, però, manca un tassello importante: l’iniziativa contro la corruzione, la quale si annida principalmente dentro gli appalti pubblici.
Una delle cause della diffusione della corruzione in Sicilia  è la disfunzione della Pa, la quale fonda la sua inefficienza sulla complessità delle leggi sugli appalti, disciplinate da oltre 600 articoli.
Considerando che l’art. 14, lettera g, dello Statuto prevede l’esclusività  della legislazione regionale in materia di lavori pubblici, Confindustria Sicilia, in rappresentanza della sua categoria che precipuamente si occupa di appalti, Ance (Associazione nazionale costruttori edili), dovrebbe farsi promotore di un ddl regionale da far approvare in 8 giorni dai riottosi consiglieri-deputati, su iniziativa della Giunta e del suo presidente.
 
L’abbiamo scritto più volte e lo ripetiamo. Il ddl di semplificazione dovrebbe essere composto da pochissimi articoli, secondo i criteri che seguono: 1) gli appalti opere e servizi vengono aggiudicati all’impresa che ha offerto il minor prezzo per l’esecuzione delle opere, chiavi in mano.
è tassativamente vietata la richiesta di aggiornamento prezzi e sospensione dei lavori per qualsivoglia causa.
Le imprese concorrenti hanno l’obbligo di effettuare qualunque tipo di rilievo, sondaggio, accertamento, prima di formulare la richiesta di partecipazione alla gara. Dopo deve solo consegnare l’opera o eseguire il servizio.
2) Viene stabilito un premio incentivante per la consegna anticipata dell’opera e una sanzione pesantissima per l’eventuale ritardo.
3) Il Codice degli appalti nella sua interezza (d.lgs 163/06 e seguenti modificazioni) non è applicabile in Sicilia.
4) Alle gare e ai bandi di gara deve essere data la massima pubblicità per ottenere totale trasparenza e impedire a corrotti e criminali di pescare nel torbido e approfittare dell’ignoranza delle imprese che non potrebbero controllare tutti i bandi sui siti web.

Ovviamente non ci sognamo neanche di formulare il conseguente ddl regionale. Sarebbe sufficiente che questi principi basilari fossero inseriti senza annacquamenti o altri volgari forme di distrazione che impediscono di centrare l’obiettivo: eseguire le opere tassativamente nel tempo previsto e tassativamente con l’importo di cui alla gara.
Confindustria Sicilia e Ance, per supportare questo ddl fondamentale per mettere in moto l’economia siciliana, devono esercitare una forte pressione con i mass media sul presidente Crocetta e sui gruppi dell’Assemblea regionale siciliana perché capiscano, una volta per tutte, che l’epoca della corruzione e degli scialacquamenti è finita.
Per farlo devono utilizzare tutti i mezzi di comunicazione che intendano seguire questa linea di pulizia e di crescita, ignorando quelli che hanno interessi privati.
Il QdS sosterrà questa iniziativa. Il silenzio degli altri sarebbe connivenza con i corrotti.

Articolo pubblicato il 14 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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