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Palermo - Niente freni per il raddoppio Irpef, altri 23 milioni di euro nella spazzatura
di Luca Insalaco

Una somma che si aggiunge agli 80 milioni di euro erogati dal Governo e ai 150 stanziati dal Cipe. Gli introiti andranno a coprire l’aumento del contratto di servizio richiesto dall’Amia

Tags: Palermo, Irpef, Cipe, Amia, Carlo Lo Verde, Silvio Berlusconi, Tarsu



PALERMO – E raddoppio dell’Irpef fu. Nella seduta consiliare convocata in extremis pochi giorni fa la “nuova maggioranza” non è riuscita a far passare la delibera di iniziativa d’aula e a bloccare l’aumento dell’aliquota dallo 0,4 allo 0,8%, autorizzato in deroga alla normativa vigente direttamente dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Ha retto, dunque, il fortino costruito a forza di emendamenti dai pidiellini lealisti e dall’Udc attorno alla delibera votata dall’esecutivo.

Per Palazzo delle Aquile vuol dire un’entrata aggiuntiva pari a 23 milioni di euro. Introiti che andranno a coprire l’aumento del contratto di servizio richiesto dall’Amia. Ancora una pioggia di moneta sonante, dunque, che si riversa sul settore dei rifiuti, dopo lo stanziamento di 80 milioni di euro erogato dal Governo con il decreto “milleproroghe” e l’assegno da 150 mln staccato al Cipe che sarà in parte rigirato all’ex municipalizzata. Un sacrificio necessario per salvare i posti lavoro dei dipendenti dell’azienda, per il sindaco Diego Cammarata, finito sotto il fuoco di fila di industriali, associazione dei consumatori e sindacati, autori di un ricorso al Tar contro l’ordinanza del Premier.

“Non è ammissibile - accusa Carlo Lo Verde, responsabile regionale del Movimento Consumatori - che si chiedano ancora sacrifici ai contribuenti per poi dilapidare il denaro pubblico  Anche la Tarsu è aumentata in maniera vertiginosa e il risultato sono i cumuli di spazzatura in strada. Buon senso vorrebbe che prima di aumentare le tasse si riducessero gli sprechi”.
L’ampio fronte del no all’aumento, in ogni caso, non si dà per vinto e annuncia la presentazione di un proprio ricorso alla magistratura amministrativa e una nuova delibera per bloccare l’aumento dell’imposta dal 2010 in poi, annullando la strutturalità dei fondi.

“Questo provvedimento – spiega il capogruppo del Pd, Davide Faraone - del quale Cammarata tende minimizza la portata, rischia di avere refluenze devastanti per l’economia cittadina. L’Irpef verrà calata per l’intero 2009 sulle tredicesime dei cittadini in unica tranche e questo comporterà una contrazione della spesa e del potere d’acquisto delle famiglie, già duramente colpite dalla crisi”.
E c’è chi, come il consigliere autonomista Leonardo D’Arrigo, sospetta che il sindaco “dopo aver fatto commissariare il Consiglio comunale da Berlusconi, per imporre il raddoppio dell’addizionale Irpef, adesso chiederà al presidente di fare il commissario dell’emergenza rifiuti”.

 


Motivazioni. Salvaguardare i dipendenti dell’azienda
 
PALERMO – Ecco come Cammarata ha giustificato il raddoppio dell’aliquota Irpef varato dalla sua Giunta la scorsa settimana: “Considerato che la ben nota rigidità strutturale del bilancio comunale sotto alcun profilo consente l’individuazione di margini per un appropriato adeguamento finanziario del contratto di servizio di Amia spa, si ritiene di dover intervenire mediante l’adozione della misura straordinaria della variazione dell’addizionale comunale all’Irpef. Infatti, l’eventuale mancato adeguamento del corrispettivo di Amia spa costringerebbe l’amministrazione comunale ad assumere le iniziative necessarie alla riduzione di tutti costi della società, incluso quello legato al lavoro”. Con tale atto, poi, il sindaco ha chiesto al Ragioniere generale di “istruire un’apposita proposta di deliberazione della Giunta comunale per apportare al bilancio di previsione le necessarie variazioni”, destinando il gettito derivante dall’addizionale Irpef all’azienda di via Nenni.

Articolo pubblicato il 03 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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