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Caso Carige, Berneschi indagato per aggiotaggio
di Redazione

Al centro dell’inchiesta anche Francesca Amisano, nuora dell’ex presidente

Tags: Carige, Giovanni Berneschi



GENOVA - La procura di Genova ha indagato Giovanni Berneschi anche per il reato di aggiotaggio e false comunicazioni sociali. Lo si desume dal prospetto informativo relativo all'aumento di capitale di Banca Carige e confermato in ambienti inquirenti.

Secondo i giudici del Riesame che hanno negato l'attenuazione della misura cautelare in carcere per Francesca Amisano, nuora dell'ex presidente di Banca Carige Giovanni Berneschi, "emerge il concreto pericolo della reiterazione" del reato perché la donna avrebbe avuto un ruolo "non di mera esecutrice". Lo si legge nell'ordinanza che rigetta la richiesta di attenuazione della custodia cautelare. Secondo i giudici esiste tra l'altro "il concreto pericolo per l'acquisizione della prova dedotto dal comportamento tenuto dall'indagata in occasione della falsificazione del verbale della Mb Service" di cui era legale rappresentante.

Francesca Amisano era "l’alter ego" di suo suocero ed è evidente la sua "consapevole partecipazione al progetto illecito di nazionalizzazione delle provviste estere". Lo scrivono i giudici del Riesame nell'ordinanza con la quale hanno motivato il diniego dell'attenuazione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere avanzata dai legali della donna che si trova in carcere a Genova Pontedecimo. Secondo i giudici del Riesame l'indagata "è perfettamente al corrente di tutti i risvolti dell'operazione compresa la provenienza illecita" dei soldi.

La Amisano, in carcere perché accusata di aver preso parte all’associazione a delinquere finalizzata alla truffa e riciclaggio, è "ben lungi dall'interrompere la propria condotta illecita" e "mostra sia di voler frapporre ostacoli alle indagini" che "di essere intenzionata a reiterare le condotte illecite". Lo si legge nell'ordinanza con la quale il Tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta di attenuazione della custodia cautelare in carcere per la donna. I giudici fanno riferimento al colloquio intercettato con un'ambientale avvenuto nel parlatorio del carcere di Pontedecimo tra la donna e suo marito, figlio di Giovanni Berneschi.
 
Nel colloquio, la Amisano consiglia il marito: "La Mb soltanto di contante ha 1 mln e 8 in cassa - si legge nell'intercettazione -. Ho pensato alla Ticchi (la sorella, ndr)... io dovrò dare le dimissioni, tu sei al 95% di quella società... facciamo quello che vogliamo fare... non ce li tocca più nessuno quei soldi lì...perché tu almeno tu sei rimasto vergine". I fondi citati dalla Amisano, secondo i giudici del Riesame "sono quelli della liquidità della Mb service che doveva essere trasferita all'estero tramite la Vanador", la società amministrata formalmente dalla moglie di Sandro Maria Calloni, coindagato nell'indagine sulla truffa e riciclaggio.

Articolo pubblicato il 17 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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