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Pina Furnari: "Tra economia e cultura un legame inscindibile"
di Gaia Perniciaro

Forum con Pina Furnari, assessore regionale Beni culturali e Identità siciliana

Tags: Pina Furnari



Alle luce della Legge 35 del 2012, che regola il ruolo dei privati nella valorizzazione dei Beni culturali, e del Decreto Legge 83 del 2014, che dà ulteriori disposizioni per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, come pensa di agire l’Assessorato regionale ai Beni culturali?
“In materia di beni destinati ad attività culturali esiste già una disposizione regionale, queste Leggi nazionali perfezionano soltanto un indirizzo politico che esiste già. Attraverso la sollecitazione culturale che ci viene da questo indirizzo di legge, dobbiamo rivedere il significato di economia e cultura e capire che sono due aspetti di un’unica umanità fatta di corpo e di spirito. La cultura, in particolare, va concepita come qualcosa di dinamico che deve produrre e comunicare altra cultura e che possa andare incontro alla gente nei quartieri per farli uomini e cittadini”.

State lavorando ad un elenco di beni culturali che, a vostro parere, hanno bisogno di essere supportati da sponsor e mecenati per il restauro?
“Per affrontare questo aspetto ho organizzato una riunione con i Soprintendenti siciliani e presto saremo pronti ad andare incontro ai privati interessati ad aiutarci nei nostri progetti. Da ricordare che, grazie all’Art Bonus introdotto dal Governo nazionale, chi investe sul restauro e la conservazione di beni culturali pubblici ha diritto a un credito di imposta del 65 per cento detraibile in tre anni”.

Cosa pensa delle nove Soprintendenze ai Beni culturali di cui è dotata la Sicilia? Le ritiene efficienti?
“Nel giro istituzionale che ho compiuto, e che sto continuando a fare, ho trovato delle realtà molto dinamiche, costituite da gente motivata, che si pone il problema di come risolvere le difficoltà di ordine economico e, quindi, come valorizzare il patrimonio e renderlo attivo per la collettività. Le Soprintendenze rispondono attivamente a tutti i bisogni quotidiani, dalla pulizia alle risorse del personale, nonché a tutti i problemi che investono la domanda e le possibili soluzioni”.

Si è compreso che è cambiato il modo di ragionare nel pubblico e che si va verso l’ottimizzazione delle risorse sia umane, sia economiche?
“Sono ottimista sulle risposte che otterrò dalle mie sollecitazioni. Tutti abbiamo percepito che un’epoca storica si è chiusa e che non è più corretto aspettare i fondi dall’alto e a pioggia per, oltretutto, spenderli non adeguatamente senza rimetterli a frutto. La crisi ti fa capire la via da percorrere e molti l’hanno interpretata con una forte sensibilità a trasformare il proprio ruolo da meri burocrati a manager altamente professionali. C’è da aggiungere che, in generale, la società deve porre maggiore attenzione verso le risorse umane, attenzione che, secondo me, deve partire a scuola fin dall’asilo, con attività culturali vissute anche con semplici attività manifatturiere. I nostri bambini quasi non ne fanno più e con l’uso della tecnologia sviluppano l’intelligenza in modo diverso. Tornando all’Assessorato, bisogna provvedere a formare le risorse umane”.

Per andare incontro ai cittadini e alle innovazioni tecnologiche, di cui tutti ormai avvertiamo la necessità, state lavorando anche sull’aspetto dell’informatizzazione nell’Assessorato e nei siti collegati? Avete pensato, per esempio, a mettere in rete i musei?
“I Beni culturali hanno oggi più che mai bisogno di vetrine internazionali, per questo stiamo lavorando a un portale regionale da mettere in Internet e a un sistema di rete periferica che permetta di collegare il sito ad altri. Inoltre, sul portale dello Stato presto avremo il catalogo numismatico siciliano”.
 
C’è nei progetti dell’Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, un’agevolazione per i turisti che vengono in Sicilia, ovvero la possibilità di acquistare biglietti on line per accedere ai diversi siti?
“Siamo vicini alla possibilità per i visitatori di tutti il mondo di comprare, con la carta di credito, il biglietto on-line per l’accesso ai nostri Beni”.

Nella nostra testata, ormai da molti anni, scriviamo che ci sono 829 borghi siciliani, di cui molti giacciono in uno stato di totale abbandono. Potrebbero essere recuperati ed impiegati per strutture turistiche, agricole, culturali poichè sono risorse di inestimabile valore. Per alcuni di loro la Regione aveva elaborato anni addietro un progetto di recupero. Cosa si può fare secondo lei? Si può creare per il recupero dei borghi una collaborazione con l’assessorato regionale al Turismo?
“Dentro ad ognuno di questi borghi ci sono numerosi beni che andrebbero attenzionati  e che, oltre ad avere un potenziale di attrazione turistica, sono anche di interesse culturale; senza dubbio gli assessorati possono lavorare insieme”.

Avete già un’idea in tal senso?
“Con l’assessore regionale al Turismo, Michela Stancheris, ho un ottimo rapporto, crediamo che turismo e cultura abbiamo bisogno di un continuo raffronto e abbiamo in mente politiche che devono vedere i nostri assessorati collaborare”.
 
Per le Soprintendenze esiste un confronto volto a migliorare l’informatizzazione e l’utilizzo del web per promuovere i beni e far conoscere la loro attività?
“Anche le Soprintendenze sono state sollecitate a migliorare e potenziare la loro presenza in Internet e non a caso un settore programmatico della nuova progettazione europea va in questo senso. Mettere i beni culturali nei siti internet con tutti i dettagli, è questo uno dei nostri obiettivi, per attrarre chi è a casa a toccare con mano il nostro patrimonio”.

In quale altra direzione si sta muovendo l’Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana? Sappiamo che sta per essere approvata la norma che istituisce gli ecomusei, strutture che hanno l’obiettivo di favorire processi di sviluppo territoriale attraverso il recupero e la valorizzazione degli oggetti che rappresentano la memoria e la cultura delle comunità locali.
“La norma che istituisce gli ecomusei in Sicilia, esitata dalla commissione Cultura dell’Assemblea regionale siciliana, è all’approvazione dell’Aula”.

Riguardo alle biblioteche regionali invece di cosa vi state occupando? Anche in questo settore ci sono iniziative legislative in corso?
“Stiamo migliorando il sistema di fruizione del nostro patrimonio culturale colmando alcuni vuoti legislativi”.

Ci può fare un esempio?
“La legge sul sistema bibliotecario regionale integrato è all’esame della commissione Cultura dell’Assemblea regionale siciliana. Ad oggi non tutti i nostri prodotti e le nostre opere sono in rete accessibili e digitalizzati”.

Articolo pubblicato il 18 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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