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Messina - Variante Salvacolline approvata per bloccare il consumo di suolo
di Francesco Torre

La misura risulta di fondamentale importanza ai fini della riduzione del rischio sismico e idrogeologico. La modifica al Prg ha avuto l’ok della Regione, ora si aspetta la Giunta comunale

Tags: Messina



Messina - L’iter burocratico a livello regionale si è finalmente concluso: la variante “Salvacolline”, voluta dall’ex assessore all’Urbanistica della Giunta Buzzanca Giuseppe Corvaja per impedire ulteriore spreco di suolo pubblico in aree collinari e a rischio di dissesto idrogeologico, è stata approvata.

“Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell’urbanistica n. 99 del 5 maggio 2014 – è infatti possibile leggere nella Gurs di venerdì scorso, in una nota avente ad oggetto “Approvazione di variante al regolamento edilizio del Comune di Messina” – è stata approvata ai sensi dell’art. 5 della legge regionale n. 71 del 27 dicembre 1978 e successive modifiche ed integrazioni, in conformità al parere n. 9 del 13 marzo 2014, reso dall’unità operativa 3.1/Me del servizio 3/DRU, la variante al regolamento edilizio del P.R.G. del Comune di Messina, di cui al punto 8 della delibera del consiglio comunale n. 74/c del 25 ottobre 2012 di adozione, con le precisazioni contenute nel medesimo parere».

Tale variante, ricordiamolo, aveva ad oggetto “Abbattimento totale o parziale degli indici di edificabilità nelle zone a bassa suscettività edificatoria. Facoltà di rinuncia/trasferimento dei volumi edificabili. Misure di salvaguardia ambientale. Integrazioni al Regolamento edilizio. Esclusione della procedura di Valutazione ambientale strategica”, ed era stata approvata a maggioranza dal precedente Consiglio comunale. Una variante ritenuta allora “necessaria ai fini della riduzione del rischio sismico, idraulico e geologico nelle zone collinari ovvero per favorire processi di corretta densificazione urbana”, dunque di fondamentale importanza.

Ma cosa prevedrebbe di fatto la modifica al Prg? Di poter abbattere fino a 0,03 mc/mq gli indici di edificabilità presenti in zone collinari e trasferire i volumi nelle aree Zir e Zis recentemente entrate a far parte di diritto del demanio comunale. Una soluzione auspicata anche dall’attuale assessore all’Urbanistica Sergio De Cola, che nel dicembre 2013 aveva promesso: “Entro il mese di aprile 2014 approveremo la delibera Salvacolline”. Peccato, però, che la Giunta, alla data di oggi, ancora non ha ratificato la decisione del Consiglio comunale e dunque questa, anche dopo l’approvazione regionale, rimarrà ancora inefficace e inapplicabile.

Cosa impedisce alla Giunta di approvare la delibera? Il fatto che la Regione prevede, per la aree Zir e Zis, la possibilità di effettuare solo delle manutenzioni ordinarie, troppo poco cioè per i possessori dei terreni agricoli che subirebbero uno scambio non equo. Un atteggiamento che, a ben vedere, risulta alquanto servile nei confronti degli Ordini professionali, e che di fatto è stato osteggiato pubblicamente anche da alcuni consiglieri di maggioranza. Per superare la situazione di stallo, comunque, una soluzione era stata individuata: l’approvazione di un Piano particolareggiato per le aree Zis e Zir da sottoporre all’Ars, ma di questo ancora non vi è nemmeno una bozza.

Ora, però, la responsabilità dei ritardi non è più imputabile alla Regione. La Giunta, dunque, sarà obbligata ad assumersi le sue responsabilità e di risponderne ai cittadini. Il bivio è chiaro: o si sta dalla parte dell’interesse generale e si lotta seriamente e con strumenti concreti contro la cementificazione selvaggia (almeno per salvare il salvabile) o si continueranno a tutelare soltanto gli interessi di pochi.

Articolo pubblicato il 18 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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