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Berlusconi insiste sul presidenzialismo
di Redazione

Il Cavaliere: “L’elezione diretta del Capo dello Stato è il vero ammodernamento”

Tags: Matteo Renzi, Berlusconi, Giorgio Napolitano



ROMA - Berlusconi lancia la sfida a Renzi sul presidenzialismo: “accolga la nostra proposta”, ha affermato. Il Cav sostiene che “il Capo dello Stato è passato al di là delle funzioni previste dalla Carta” e ne suggerisce l’elezione diretta a suffragio universale come “perno centrale” della riforma complessiva. Assicura poi che “manterremo gli impegni su titolo V, Senato e legge elettorale” e preannuncia un incontro fra il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi e il senatore Paolo Romani per trovare un accordo, altrimenti si prospetta l’incontro con Renzi. Sono queste le intenzioni di Berlusconi, come lui stesso avrebbe dichiarato in conferenza stampa alla Camera. E poi incalza anche sull’ex comico genovese: “Grillo ci fa paura e basta, non credo possa portare avanti un progetto serio”.

E sul piano delle riforme, il Cavaliere continua: “Le riforme proposte dal governo senza presidenzialismo non risolvono i problemi, l’elezione diretta del Capo dello Stato è il vero ammodernamento dello Stato. Vogliamo le riforme, l'ho detto anche a Renzi, ma vogliamo che siano buone riforme per questo non possiamo accettare la proposta sulla composizione del Senato”. “Abbiamo un Capo dello Stato – ha continuato - che è oggi passato al di là delle funzioni previste dalla Costituzione”, un passaggio “che è diventato fisiologico”. “La riforma del Senato – ribadisce il leader di FI - squilibra lo Stato a favore dell’Anci e lo consegna alla sinistra. Forza Italia mantiene impegni con Renzi ma c'è ancora da trovare l'intesa sull’elezione dei senatori e io sono sicuro che la troveremo”. “Renzi e il governo e la sinistra accolgano questa nostra proposta, allora noi ripresenteremmo gli emendamenti già presentati. Se ci fosse accordo su questi emendamenti, che si possono anche cambiare, si darebbe al Paese un sistema snello”.

Dal canto sui, il ministro Boschi scandisce l’agenda dei suoi appuntamenti: “Vedrò Romani nei prossimi giorni e, come già stabilito, anche tutte le altre forze politiche”. “L’accordo politico è vicino”, ha inoltre sottolineato la Boschi, ma senza sbilanciarsi troppo. Il ddl sulle riforme, intanto, è stato messo nel calendario dei lavori d’aula per giovedì 3 luglio. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo del Senato, secondo quanto riferito al termine dal presidente dei senatori Pd Luigi Zanda, che ha precisato che la data sarà rispettata “se la Commissione ne avrà terminato l’esame, ma ritengo che per allora avrà concluso i suoi lavori.
 
Questa di oggi - ha sottolineato - è una decisione importante”. A quanto si è appreso, il calendario è stato deciso a maggioranza, con l’opposizione di M5S e Sel. “Abbiamo votato contro il calendario perché in commissione siamo ancora nella fase dell’illustrazione degli emendamenti, non c’è un termine per la presentazione degli emendamenti dei relatori ed è evidente che si tenta di forzare i lavori della commissione”, ha spiegato Loredana De Petris (Sel).

Articolo pubblicato il 19 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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