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Trapani - Iacp in lotta contro i morosi
di Vincenza Grimaudo

Tanti i solleciti ma nessun a risposta, eppure c’è ancora tempo per regolarizzare le posizioni. Giro di vite dell’Istituto: fuori chi non è in regola con affitti e condominio

Tags: Trapani, Iacp



TRAPANI – In provincia inizia a farsi sul serio: chi non è in regola con il pagamento del canone per l’utilizzo delle case popolari sarà buttato fuori senza se e senza ma. Sono infatti partiti i primi sfratti per morosità che l’Iacp, Istituto autonomo per le case popolari, ha avviato da tempo nell’ottica di un’azione di verifica e monitoraggio sul pagamento dei canoni dovuti dagli assegnatari.

Le verifiche in corso stanno riguardando in particolare gli alloggi popolari siti nei Comuni di Trapani, Marsala e Mazara del Vallo. L’Istituto ha ripetutamente sollecitato gli inquilini a pagare i canoni e le quote condominiali perché è con tali somme che si riesce a fare la manutenzione ordinaria degli alloggi e dell’ambiente circostante, ossia le aree di pertinenza degli immobili.
“Peraltro – si legge in una nota dello stesso Ente - l’Iacp da tempo ha avviato una serie di provvedimenti per venire incontro agli inquilini morosi ma, dinanzi al perpetuarsi di tali situazioni, si è obbligati a eseguire gli sfratti, che saranno incentivati in forza della necessità di recupero somme per garantire il perseguimento degli scopi istituzionali dell’Ente”.

Il bilancio dell’Istituto non vive di trasferimenti da parte degli organi governativi regionali e nazionali, ma si basa essenzialmente sulle entrate che dipendono dal pagamento dei canoni. Gli inquilini in stato di morosità possono comunque ancora regolarizzare la propria posizione, se non lo hanno già fatto, contattando direttamente gli uffici Iacp dove ha sede l’Ufficio relazioni con il pubblico, sito al piano terra della palazzina, nel piazzale Falcone e Borsellino (quartiere Portici di Trapani).
Dall’Iacp l’ultima chiamata, dopodiché scatteranno gli sfratti che presumibilmente saranno supportati dalle Forze dell’ordine.
 


Mancano i fondi. Lo strano caso di quei lavori bloccati dal lontano 2009

MARSALA (TP) – L’assenza di fondi può creare gravissimi disagi e ritardi. Esempio lampante la situazione legata agli alloggi popolari sgomberati quattro anni fa a Marsala, la cui opera di ricostruzione non sarebbe ancora iniziata. Un problema che viene segnalato dal Movimento difesa del cittadino, la cui sezione provinciale è presieduta da Giuseppe Gandolfo.
“Il sindaco di Marsala – ha spiegato – nel 2009 ordinò lo sgombero dei soggetti domiciliati nelle palazzine popolari di via Mazara perché in condizioni strutturali degradate. Gli occupanti sono stati costretti a stipulare contratti di locazione con privati e i relativi canoni per i primi due anni sono stati pagati, in parte, dal Comune di Marsala. Da notizie attinte dai collaboratori del Movimento difesa del cittadino è venuto fuori che l’Istituto autonomo case popolari non avrebbe fondi sufficienti per procedere ai necessari intervento di ristrutturazione.

Articolo pubblicato il 20 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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