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Enzo Bianco: "Project financing e fondi Ue per far ripartire la città"
di Melania Tanteri

Forum con Enzo Bianco, sindaco di Catania

Tags: Enzo Bianco



Sindaco Bianco, è già passato un anno dal suo insediamento. Quali sono le condizioni in cui ha trovato la città?
“In questi mesi ho dovuto lavorare sodo, nel municipio, a Palermo, a Roma, per recuperare una situazione assai difficile. Non amo parlare male di chi mi ha preceduto né delle difficoltà a prima vista insormontabili che abbiamo incontrato. Ma la situazione finanziaria del Comune era notoriamente disastrosa; la macchina amministrativa arrugginita e demotivata; la città senza manutenzione da anni (dalle strade alle fontane, dai parchi alle bambinopoli, dalle scuole ai tombini); le vie trasformate in terra di nessuno, dove i furbi, gli incivili, gli abusivi, i senza-regole la fanno da padroni”.

Quanto pesa, ancora, la situazione critica finanziaria dell’Ente? C’è possibilità di attirare investimenti, di avviare cantieri magari accendendo un mutuo?
“Purtroppo questa strada non è percorribile. Il Comune è al limite massimo e non può accendere mutui con la Cassa depositi e prestiti. Per poter chiedere un mutuo trentennale c’è voluta la norma salva Catania. La verità è che il Comune, oggi, non può più indebitarsi, anche perché è vincolato al Patto di stabilità”.

Come pensa, allora, di procedere?
“Le strade da seguire sono due: una è senza dubbio la finanza di progetto, il Project financing, per realizzare quelle operazioni che possano produrre reddito. Penso, ad esempio, di utilizzare questa metodologia per la realizzazione del nuovo cimitero. Quello di via Acquicella è infatti saturo e abbiamo pensato di farne un altro. Attualmente, stiamo studiando dove realizzarlo, e questa è un’operazione che si può fare in Project financing. Stesso discorso vale per l’impianto di cremazione che sarà costruito nel nuovo cimitero ma che si potrebbe realizzare anche in quello di Zia Lisa, anche se qui lo spazio è saturo”.

Quali altri progetti avete in cantiere da realizzare con la collaborazione dei privati?
“La seconda cosa che sicuramente faremo in Project financing è la trasformazione dell’ospedale Vittorio Emanuele - che presto sarà trasferito al San Marco di Librino - nel più grande campus universitario del Meridione. La struttura appartiene alla Regione, ma io ho già avviato discussioni con il governo regionale, con l’Università e con l’Ersu per portare avanti questo progetto. Ben 25 padiglioni su 35 possono infatti essere riadattati e possono ospitare gli studenti. La mia valutazione è che, facendo pagare la metà dei prezzi di mercato, l’operazione si potrebbe finanziare integralmente. Tra l’altro, uno o due padiglioni potrebbe essere destinati a ospitare studenti provenienti da altri Paesi”.

In tema di investimenti, come pensate di muovervi in tema di rifiuti? Esiste la possibilità di realizzare un impianto industriale per il trattamento dei Rsu?
“Per quanto riguarda questo aspetto, non ho ancora deciso quale tecnologia prevedere. Paradossalmente, il fatto che Catania è in ritardo rispetto agli altri Comuni, però, potrebbe avvantaggiarci. In ogni caso, penso di ridurre al minimo il conferimento in discarica attraverso il potenziamento della raccolta differenziata e l’utilizzo delle nuove tecnologie, che prima dovremo scegliere. In questo campo, comunque, il Comune è pieno di persone che propongono soluzioni”.

Ha parlato di due strade per gli investimenti in città. Qual è la seconda?
“La seconda linea di investimenti per realizzare opere a Catania sono i fondi comunitari. Ecco perché ho creato una struttura ad hoc per il reperimento di questi fondi. L’ho pensata sotto lo staff del sindaco e la prima linea che abbiamo deciso di seguire è quella del PON per le città metropolitane. Ricordo che Catania, che era stata esclusa, è stata ricompresa tra le aree metropolitane, perché la settima d’Italia. Un argomento che dovrà essere preso in considerazione anche davanti alla possibilità, paventata, che vengano soppressi gli uffici del Tar etneo. Quello di Catania è il terzo d’Italia. Insomma, Catania come città metropolitana avrà diritto ad accedere ai fondi PON città metropolitane”.

In che modo pensate di spendere queste somme?
“Sono due le linee di intervento: la mobilità e i servizi. Queste somme verranno messe a disposizione di tutti i Comuni dell’area metropolitana. Ho chiesto al sottosegretario Graziano Delrio, di prevedere anche il finanziamento della progettazione, una cosa molto importante per le città del Sud. Inoltre, ho costituito nella bozza di bilancio un piccolo fondo di rotazione per sostenere finanziariamente le opere: una buona progettazione fa risparmiare molte risorse”.

Cosa state facendo, invece, per arrivare alla semplificazione amministrativa?
“Devo premettere che, secondo me, il compito fondamentale del Comune è intervenire in tutte quelle opere che riguardano la città, anche se non sono formalmente di competenza dell’amministrazione comunale, anche per quanto riguarda la semplificazione. In ogni caso, noi abbiamo già avviato programmi volti a snellire la macchina burocratica. Siamo già sperimentando, ad esempio, la radicale rivoluzione nelle sanatorie edilizie. Ci sono ancora 21 mila richieste di sanatoria inevase; per questo abbiamo deciso di semplificare la vita ai cittadini, alleggerire il peso sulla pubblica amministrazione e semplificare le procedure, aumentando dall’altro lato, i controlli. La perizia giurata equivarrà alla sanatoria. Grazie a questa operazione, l’amministrazione potrà aumentare le performance e, grazie agli introiti, noi potremo destinare parte di queste risorse proprio alle aree maggiormente interessate dall’abusivismo edilizio e ai quartieri abbandonati, dove mancano le opere primarie”.

Per quanto riguarda, invece, la mobilità? Anche questa va affrontata in chiave metropolitana?
“Le condizioni di partenza sono quelle che conosciamo. Premesso questo, a parte il fatto che bisogna puntare a un salto di qualità, penso per prima cosa al potenziamento del trasporto pubblico, fondamentale per modificare lo status quo. Intanto, entro la fine dell’anno prossimo, Catania dovrebbe avere completata una vera linea metropolitana, quando sarà pronta la tratta da Nesima a piazza Stesicoro, nel cuore della città. Ed è su questa linea metropolitana che dobbiamo costruire una rete di trasporto pubblico efficiente. Utilizzando anche le Ferrovie dello stato, che stanno completando il raddoppio del binario nella tratta ionica. Il raddoppio porterà più treni e più frequenti e la linea potrà essere utilizzata come una sorta di passante ferroviario”.

Serve, però, potenziare i controlli, per ottenere risultati efficaci. Come pensa di muoversi?
“Sicuramente le telecamere per la videosorveglianza saranno potenziate e verranno attivate quelle a tutela della Zona a traffico limitato, che non sono ancora omologate. I vigili urbani sono in numero esiguo, questo è noto a tutti, ma noi, per controllare meglio la città, abbiamo immesso nel Corpo della polizia municipale 40 operatori del traffico in più. Li abbiamo formati e adesso rappresentato un importante supporto. Non c’è dubbio che, una volta sanata la condizione complessiva delle finanze del Comune, le prime persone che assumeremo saranno Vigili urbani”.

Quanti dipendenti ha oggi il Comune e come ha riorganizzato la macrostruttura?
“Oggi siamo arrivati ad avere poco meno di 3.300 dipendenti, ma occorre proseguire sulla strada della razionalizzazione anche delle risorse umane. Abbiamo infatti intenzione, ad esempio, di accorpare le aziende partecipate. Per quanto riguarda la nuova organizzazione interna, ho semplicemente agito con logica: c’erano infatti aspetti irrazionali, come ad esempio l’informatizzazione che era in capo alla Ragioneria, o le Manutenzioni che erano accorpate ai Lavori pubblici. Insomma, è stata definita la nuova macrostruttura comunale, per realizzare una migliore e più efficiente macchina burocratica e amministrativa e una riduzione delle cosiddette posizioni organizzative, cioè funzionari con compiti di coordinamento, scese da 103 a 70 con un considerevole risparmio. Sono stati, con lo stesso spirito, scelti i nuovi responsabili di Direzioni e Servizi, ridisegnando in gran parte la mappa dirigenziale con un’ampia rotazione”.

Avete preparato un Piano aziendale per rendere il Comune più efficiente?
Non c’è dubbio che un Piano aziendale debba essere funzionale al piano strategico. Io voglio elaborare un piano strategico e la città che ho scelto come modello e da cui mi sto facendo aiutare, ad esempio, per la gestione del patrimonio comunale, è Milano. Per il piano strategico in generale, invece, il Comune che ho scelto è quello di Torino, che è la città che negli ultimi anni ha accelerato e ha effettuato un salto di qualità enorme. Ho chiesto di darmi una mano per l’elaborazione del piano strategico per Catania al sindaco Fassino e su questo faremo anche una ristrutturazione di tipo aziendale. La città cambierà sia con l’area metropolitana e, soprattutto, con la nascita del Distretto Sud orientale: questo è l’unico modo che abbiamo per uscire dall’isolamento, facendo squadra e senza colore politico. Senza spendere una lira faremo progetti per questa area, grazie ai quali io avrò più forza per chiedere e ottenere i fondi comunitari”.

Come vi state muovendo per affrontare la costante emergenza immigrazione?
“Purtroppo il fenomeno è in crescita. Sono circa quattromila le persone che sono state accolte in questi mesi. Il Comune si sta facendo carico inoltre delle spese per i minori non accompagnati, ma l’amministrazione ha fatto e sta facendo di tutto perché Catania non sia lasciata sola dall’Italia e dall’Europa nell’affrontare questo colossale dramma umanitario”.
 

 
Metropolitana: entro il 2015 sarà operativa la tratta tra la stazione e piazza Stesicoro
 
Tornando alla necessità di potenziare i trasporti, che è senza dubbio uno degli argomenti che sta maggiormente a cuore ai cittadini e da cui dipende la vivibilità della città, quali passi avanti sono stati fatti in questo anno?
“Una grande vittoria per la città, già avviata dal mio predecessore ma da me definitivamente scongiurata, è stata evitare lo sventramento del centro storico per realizzare il percorso ferroviario Stazione-Acquicella. Abbiamo imposto alle Ferrovie dello Stato di interrare l’intera tratta, liberando anche gli archi della Marina. L’amministrazione comunale è stata al fianco delle associazioni civiche in questa battaglia per salvare il nostro centro urbano”.

Cosa può dirci, invece, per quanto riguarda l’aeroporto Vincenzo Bellini, sempre più strategico per lo sviluppo della città?
“All’inizio di dicembre è stato organizzato a Palazzo degli Elefanti un vertice con tutta la deputazione europea, nazionale e regionale della Sicilia orientale, Regione, Sac, Camera di Commercio, parti sociali e categorie produttive, per discutere sulle iniziative da intraprendere dopo il mancato inserimento dell’aeroporto di Fontanarossa nell’elenco Core Network Ten-T (Trans European transport network). Saranno utilizzati finanziamenti europei per realizzare un interramento della rete ferroviaria che consenta l’allungamento della pista, indispensabile per accogliere nuove linee internazionali. A metà gennaio lo scalo catanese di Fontanarossa è stato inserito dal Ministero dei Trasporti tra gli undici aeroporti strategici italiani e Comiso tra i 26 scali di interesse nazionale”.

Ma ci sono stati anche investimenti da parte delle compagnie, a testimoniare l’appeal dell’aeroporto Bellini.
“L’ad di Alitalia, Gabriele Del Torchio, è venuto nell’agosto scorso in visita nel Palazzo degli Elefanti per parlare del potenziamento delle tratte da e per Catania, del rafforzamento della base Airone e dello sviluppo turistico della Sicilia orientale. In gennaio Ryanair ha aperto una base a Fontanarossa e il suo Ad, Michael O’Leary, ha annunciato che qui verranno investiti 180 milioni di dollari. Da maggio è aperta nell’aeroporto di Fontanarossa la nuova base operativa Vueling. Sempre da maggio Catania è collegata con Istanbul grazie a un volo della Turkish Airlines. Insomma, qualcosa si è mosso”.

Dall’aeroporto al porto il passo è breve. Che ci dice relativamente all’altra infrastruttura strategica?
“Per favorire la vocazione turistica del Porto e il ritorno delle grandi navi da crociera si è lavorato alla diminuzione delle tariffe di smaltimento dei rifiuti, al miglioramento dei servizi tecnico nautici e a nuovi supporti per i visitatori, visto che Catania è al centro di siti di incredibile bellezza, dall’Etna a Taormina, da Siracusa a Ragusa, da Caltagirone a Modica, da Noto a Piazza Armerina”.

E sul trasporto pubblico e relativamente all’Azienda metropolitana trasporti quali passi in avanti avete compiuto e quali progetti avete?
“In un anno siamo riusciti quasi a raddoppiare gli autobus in circolazione. A partire dal settembre del 2013 ci sono mediamente 120 autobus al giorno, contro i 70 di qualche mese prima. E adesso siamo a 150. Il risultato è stato possibile rilanciando le officine aziendali attraverso l’utilizzo di metodi di lavoro più efficaci. Sono stati inoltre assunti venti nuovi autisti. Nell’ultimo quadrimestre l’Amt ha fatto registrare un incremento produttivo dei chilometri passando da una media mensile di 780.938 (gennaio-agosto 2013) a 830.269 (settembre-dicembre), guadagnando 820.000 euro in più. Grazie alla nuova organizzazione vi è stato un cospicuo aumento dei passeggeri trasportati: 14,8 milioni alla fine del 2013. Sono, infine, stati effettuati maggiori controlli su coloro i quali non pagano il biglietto, con un incremento dei ricavi di quasi 300.000 euro su base annua. Infine, è stato completato il Parcheggio Fontanarossa che ha 2.300 posti auto e sarà collegato all’aerostazione con delle navette. Mancano solo alcune autorizzazioni e potrà aprire”.

Quale la situazione, invece, per quanto riguarda la metropolitana di Catania e il suo prolungamento?
“I primi risultati sono sotto gli occhi di tutti: dopo lungo tempo, è stato finalmente chiuso il cantiere della metro sulla circonvallazione all’altezza di San Nullo. Entro un anno, nel 2015, la tratta fino al quartiere di Nesima e la tratta di collegamento tra la Stazione e piazza Stesicoro saranno operative. È stato approvato il prolungamento della metro nella tratta tra la Stazione Nesima e Misterbianco centro. Finalmente prenderà avvio la metro in un’ottica “metropolitana”.

Ha in mente altri progetti per collegare, ad esempio, i paesi pedemontani alla città sempre in un’ottica metropolitana?
“Stiamo studiando la possibilità di realizzare delle cabinovie che potrebbero collegare le principali stazioni della metropolitana con alcuni paesi. Ad esempio, da Gravina si potrebbe arrivare a una delle stazioni della metropolitana. È chiaro, però che, insieme al trasporto pubblico, bisogna anche razionalizzare quello privato”.
 

 
Entro un anno la ristrutturazione del Palazzo di Cemento che conterrà 96 alloggi e diverse attività commerciali

Quali sono le opere pubbliche che avete realizzato o avviato nell’ultimo anno?
“Non posso non parlare della demolizione del ponte del Tondo Gioeni e della realizzazione della rotatoria a raso che ha sostituito il cavalcavia. Ribadisco che mettere in sicurezza il ponte avrebbe non solo comportato disagi estremamente più gravi per la popolazione - con la chiusura totale della circonvallazione per sei-nove mesi - ma anche prodotto un indebitamento valutabile in circa sei milioni di euro. I disagi al traffico, inevitabili nella prima fase, si sono oggi fortemente attenuati e presto, un concorso di idee definirà la sistemazione complessiva dell’area”.

Per quanto riguarda il sistema fognario e la rete del gas, ancora assente in molte zone della città?
“Per quanto riguarda il primo aspetto, è al vaglio della commissione ministeriale il progetto per l’estensione della rete fognante di Catania e il completamento del depuratore consortile, che costerà 400 milioni di euro, 213 dei quali già finanziati. L’amministrazione sta operando in particolare insieme alla Sidra, alla Regione e con il supporto del Ministero dell’Ambiente, per la predisposizione del progetto che consenta di utilizzare i fondi europei e la successiva realizzazione.
Per quanto riguarda il completamento della rete del gas, anche questo è nei piani dell’ente e coinvolgerà l’aera metropolitana”.

Quali sono gli altri progetti ai quali state lavorando, ad esempio, in periferia?
“Sta per partire la gara d’appalto, per 6,7 milioni di euro, per la ristrutturazione del cosiddetto Palazzo di cemento di Librino, in viale Moncada 3. Una volta ultimata, entro il 2015, la struttura avrà 96 alloggi: il piano terra e quello rialzato saranno destinati ad attività commerciali e artigianali e il primo piano ospiterà uffici comunali. Questi, poiché l’edificio ricade nella Zona franca urbana, si occuperanno anche del sostegno all’imprenditoria locale. Il Comune di Catania ha inoltre vinto un bando per accedere a finanziamenti per interventi di sistemazione del Giardino Bellini tra i quali la ricostruzione del cosiddetto Padiglione cinese distrutto da un incendio anni fa”.

Per quanto riguarda l’ex palazzo delle Poste di viale Africa e il polo fieristico delle Ciminiere, quali sono le novità?
“Per quanto riguarda l’edificio di viale Africa, la mia idea è quella di venderlo alla Cassa depositi e prestiti e i fondi recuperati investirli per la realizzazione della Cittadella della Giustizia nell’area dell’ex ospedale Ascoli Tomaselli, di via Passo Gravina. Inoltre, la cassa verrà coinvolta anche per la valorizzazione di tutto il centro fieristico Le Ciminiere che ha bisogno di interventi profondi. Penso di farne un grande polo di congressi e fieristico, associando gli albergatori che potrebbero gestirlo direttamente”.

Quali sono i progetti per la valorizzazione dei numerosi beni culturali, alcuni dei quali mortificati, come l’anfiteatro di piazza Stesicoro?
“Intanto, nel mese di ottobre è stata decisa l’istituzione, e la perimetrazione, del Parco archeologico greco romano, per valorizzare sotto i profili turistico, culturale, scientifico e didattico, i beni archeologici che ricadono nell’area posta nel centro storico di Catania.
Nella strategia delle politiche culturali che abbiamo attivato, di fondamentale importanza si è rivelata poi la decisione di tenere aperti i Musei comunali dalle 9 alle 19, seguendo cioè lo standard europeo. Nel dicembre del 2013 è stato poi adottato il nuovo Regolamento comunale e la rimodulazione del piano tariffario dei Musei, con particolare attenzione per studenti, giovani e turisti. Nell’aprile del 2014 è stata invece approvata la Carta dei servizi riguardanti i musei del Castello Ursino, il Belliniano e l’Emilio Greco”.

Dal turismo alla cultura. Quali le iniziative avete realizzato o messo in cantiere?
“Abbiamo fatto di tutto per salvare i teatri dai tagli regionali. Per lo Stabile, ad esempio, abbiamo provveduto a pagare tutti i debiti nei confronti dell’istituzione, del quale il Comune è socio. Per quanto riguarda il Teatro Massimo Bellini, dopo una lunga attesa la Regione ha espletato gli ultimi atti per l’ insediamento del Consiglio di amministrazione, e adesso posso assumere le funzioni di presidente. In chiave cultura e turismo, infine, voglio sottolineare la realizzazione del coordinamento dei Comuni riconosciuti dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, Ho messo a disposizione palazzo Tezzano per gli uffici e saremo presenti all’expo di Milano con un padiglione. È ovvio che, per fare questo, abbiamo bisogno di tenere in ordine e valorizzare i beni culturali e siamo pronti ad associarci a qualsiasi iniziativa che vada in questo senso”.

E in tema di verde e ambiente?

“Sono state avviate, grazie a iniziative concordate con soggetti privati, operazioni di manutenzione e valorizzazione di alcuni parchi cittadini e, grazie all’accordo con l’ufficio del Corpo forestale si è avuta la possibilità di utilizzare personale e mezzi per le attività di scerbamento, ossia di pulizia delle erbacce, in diverse strade e nei parchi cittadini. È inoltre già partito anche un percorso per la sistemazione delle rotatorie stradali attraverso sponsorizzazioni esterne. Per quanto riguarda i rifiuti, in ottobre è stata aperta l’isola ecologica di Picanello e, per incrementare il conferimento della differenziata presso i centri di raccolta comunali, in novembre è stato deciso di riconoscere un credito di cinque centesimi per chilo fino a un importo complessivo non superiore al 30 per cento della tariffa”.

Articolo pubblicato il 21 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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