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Formazione, regna l’incertezza. Il nuovo anno ancora un mistero
di Michele Giuliano

Non ancora varata nei particolari l’attività formativa 2014-2015: dubbi su corsi e lavoratori. Altro incontro tra sindacati, enti e Regione ma nulla di fatto: pericolo tensioni sociali

Tags: Formazione, Regione Siciliana, Lavoro, Nelli Scilabra, Anna Rosa Corsello, Ciapi, Avviso 20



PALERMO - Solo linee guida ma ancora nulla di concreto sul nuovo piano formativo siciliano. Si hanno ad oggi solo notizie di tagli ma poche certezze sul numero dei corsi che saranno finanziati e il numero di enti che vi rientreranno. Questo stato di incertezza sta spingendo gli stessi a nuove ondate di licenziamenti in vista della chiusura dell’anno in corso.

A confermare che ancora aleggia molta incertezza attorno al settore il nulla di fatto all'incontro tra il dirigente generale del Dipartimento Formazione della Regione, Anna Rosa Corsello, e i rappresentanti degli enti associati a Confap Sicilia. Il vertice non ha sbloccato la situazione di emergenza sociale in cui versano migliaia di lavoratori del settore nell'Isola.

“Il blocco delle retribuzioni mette a serio rischio le famiglie e non garantisce il servizio a migliaia di minori in obbligo di istruzione con l'interruzione del percorso ed il conseguente abbandono scolastico - denuncia Giovanni Migliore, responsabile Formazione professionale Cisl Scuola -. Mentre apprendiamo di interventi di sostegno al reddito per le famiglie bisognose da parte della Regione, l'assessorato alla Formazione professionale affama i lavoratori del settore”.

Per Migliore non è più sostenibile per i lavoratori aspettare da 12 fino anche a 26 stipendi ascoltando semplici e vaghe promesse da parte della dirigente, che continua a rinviare l'emissione dei mandati dovuti ai lavoratori. “Occorrono soluzioni e provvedimenti urgenti e straordinari per un'emergenza - conclude - che rischia di fare collassare irrimediabilmente l'intero sistema di formazione ed istruzione per i minori in obbligo in Sicilia”.
 
La situazione si va facendo intanto sempre più esplosiva e si paventano anche problemi di ordine pubblico mano a mano che passano i giorni: “È una vera e propria emergenza sociale – rilancia Giuseppe Raimondi della Uil Formazione -. I lavoratori della formazione professionale sono senza stipendio già da troppi mesi, l'attività dei corsi non è ancora partita nonostante l'impegno di sindacati, enti e amministrazione regionale. Per questo chiediamo al Governo Crocetta risposte immediate e concrete”. In queste ultime settimane sembrava che la situazione si potesse effettivamente sbloccare. Infatti ci sono stati fitti incontri tra i sindacati e l’assessorato regionale ma ciò non è servito a predisporre l'avvio delle attività: “Su altri versanti, infatti, - aggiunge Raimondi - registriamo ritardi a cui adesso serve un input eccezionale, come sbloccare i fondi per l'avvio del Progetto Prometeo e avviare la rendicontazione dei primi anni dell'Avviso 20”.

Cosa sarà del prossimo anno formativo non si sa: c’è un taglio consistente proprio sulla terza annualità dell’Avviso 20, che sarà finanziato soltanto con 100 milioni di euro, e verranno gradualmente introdotti i voucher. Ma a parte questi annunci ancora non sono state varate graduatorie di enti ammessi al finanziamento, gli importi, il numero dei corsi. Intanto la chiusura dell’anno formativo è prossima: da agosto si dovrebbe aprire la nuova stagione.
 


Progetto Prometeo e Spartacus: “Solo interventi tampone”
 
Le critiche al governo regionale sulla gestione dell’emergenza formazione continuano a piovere. “Per la gestione del comparto riteniamo il Governo regionale inadeguato a guidare il sistema e le emergenze – afferma Maurizio Galici, coordinatore regionale Cobas Fp -. Chiediamo, in tal senso, che venga dichiarato lo stato di crisi del settore con l’intervento del Governo nazionale affinché possa trovare i modi e le risorse necessarie a salvaguardare i lavoratori vittime di partiti, sindacati e dell’amministrazione regionale incapace di controllare e vigilare sulla gestione dei corsi. La riprova è che i rendiconti sono ancora fermi al palo ed i lavoratori pagano il prezzo più alto. Adesso basta, ci sono 8 mila lavoratori abbandonati ai quali vanno date risposte certe e immediate”. I sindacati poi mettono in discussione l’intero apparato pensato dalla Regione. Il varo dei progetti Spartacus e Prometeo, che assorbono lavoratori della filiera rimasti fuori per vari motivi, non convincono al 100 per cento: vengono visti come strumenti tampone quando invece servirebbero degli interventi strutturali. Richiesti alla Regione nuovi incontri.

Articolo pubblicato il 21 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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