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Stretta creditizia, l’Isola chiude il 2013 registrando il 3,6% di prestiti in meno
di Liliana Rosano

Banca d’Italia: a livello territoriale le riduzioni più accentuate si registrano in provincia di Siracusa (-7,8%) e a Messina (-5%). La flessione è stata più marcata per i settori dei servizi, delle costruzioni e delle industrie manifatturiere

Tags: Prestiti, Bankitalia, Crisi, Economia



PALERMO - Meno prestiti e garanzie più difficili da ottenere per le imprese siciliane che chiudono l’anno 2013 con un segno negativo al-3,6 per cento rispetto al-1,2 per cento dello scorso anno.
Sono i dati della Banca d’Italia nell’ultimo Rapporto sull’economia regionale siciliana.

La flessione, è stata più marcata nei confronti dei comparti dei servizi e delle costruzioni, quest’ultimo settore particolarmente colpito dalla congiuntura sfavorevole. Anche il credito all’industria manifatturiera e alle imprese fornitrici di energia, in aumento nel 2012, si è ridotto; tra le principali branche del settore manifatturiero, la diminuzione è stata più pronunciata per la fabbricazione di prodotti e componenti elettronici e per la metallurgia, mentre i finanziamenti alle imprese della fabbricazione di prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio sono cresciuti ancora a ritmi sostenuti.

A livello territoriale, la riduzione dei finanziamenti alle imprese è stata più accentuata in provincia di Siracusa (-7,8 per cento), specie nei confronti delle grandi imprese attive nel settore dei trasporti e dell’erogazione di energia elettrica e gas, e in quella di Messina (-5,0), dove la contrazione ha interessato in particolare le attività edilizie e del commercio all’ingrosso. In provincia di Ragusa il calo è stato più contenuto, pari a -0,3 per cento, per effetto principalmente della crescita dei crediti verso le attività commerciali all’ingrosso.

L’analisi condotta dalla Banca d’Italia , su un campione di circa 14.000 società di capitale con sede in Sicilia, è emerso che nel 2013, come già nel 2012, la contrazione del credito ha riguardato sia le imprese giudicate rischiose sulla base degli indicatori di bilancio, sia quelle classificate non rischiose.

Altro capitolo è dedicato alle garanzie per i finanziamenti, cioè tutti quegli strumenti con i quali gli intermediari cercano di ridurre il rischio creditizio. Con l’insorgere della crisi vi è stato un irrigidimento dei requisiti di garanzia associati ai contratti di finanziamento. In base ai dati della Centrale dei rischi relativi alle imprese siciliane, tra il 2007 e il 2013 il grado di copertura (espresso dal rapporto tra il valore delle garanzie e il totale dei prestiti) è salito dal 63,6 al 65,6 per cento. Questo incremento, meno intenso di quello rilevato in Italia (dal 54,0 al 59,0 per cento), è dipeso dalla crescita della quota dei prestiti totalmente garantiti (dal 47,6 al 52,2 per cento) che ha più che compensato la lieve riduzione della garanzia media.

In Sicilia i prestiti al settore produttivo sono assistiti in misura simile dalle garanzie reali e da quelle personali (entrambe con un grado di copertura pari a circa il 41 per cento dei prestiti alla fine del 2013), diversamente da quanto registrato a livello nazionale, dove il peso delle garanzie reali è lievemente superiore. L’irrigidimento dei requisiti di garanzia avvenuto tra il 2007 e il 2013 ha coinvolto soprattutto le banche di minore dimensione, che già facevano registrare un grado di utilizzo più intenso all’inizio del periodo, e le società finanziarie, il cui grado di copertura è passato dal 21,0 al 37,3 per cento, ma rimane ancora notevolmente al di sotto della media degli altri intermediari.

Articolo pubblicato il 22 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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