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Palermo - Nuovo regolamento sui dehors, commercianti aperti al dialogo
di Gaspare Ingargiola

Critiche al testo sono arrivate invece da alcuni consiglieri comunali (non soltanto di opposizione). Confcommercio ha salutato positivamente il percorso intrapreso dalla Giunta

Tags: Dehors, Palermo



PALERMO – Emergono le prime indiscrezioni sul regolamento sui dehors, gli impianti all’aperto delle attività di ristorazione con tavolini, sedie e ombrelloni che dovrebbero sostituire i gazebo. Una questione che si trascina ormai da un anno e mezzo e che ha creato un giustificato malumore (e conseguenti ricorsi alla giustizia amministrativa) fra i commercianti, che hanno investito migliaia di euro, previa autorizzazione, per installare le impalcature di legno e ora dovranno smontarle.

La prima stesura della Giunta Orlando consta di 22 articoli che regolano i colori di tavolini e ombrelloni, le strutture e i materiali, le dimensioni e le distanze in rapporto alla strada e alle strisce blu, la presenza dei dehors nelle zone a traffico limitato e nelle isole pedonali, la zonizzazione della città, perfino il peso (15 kg) delle bombole a gas per il riscaldamento invernale. Si tratta del terzo tentativo di Palazzo delle Aquile dopo quelli, falliti, dell’ex assessore Marco Di Marco, con un regolamento che ha provocato la sollevazione delle associazioni di categoria, e una proposta formulata dalla Commissione Attività produttive. Stavolta il testo sembrerebbe trovare il favore degli esercenti, al punto che nei giorni scorsi il presidente di Confcommercio, Roberto Helg, si è detto “molto contento che finalmente si sia avviato il percorso per definire l’annoso problema dei de hors. Mi auguro che commissione e Consiglio comunale lavorino alacremente per una rapida soluzione della questione, per la quale Confcommercio è disponibile a dare il proprio contributo”.

Ma c’è anche chi storce il naso: diversi consiglieri di opposizione, ma anche qualche elemento della maggioranza, hanno fatto notare che “provvedimenti come quelli sui dehors, sulla movida e sulle pedonalizzazioni andrebbero pensati come collegati fra loro se si vuole programmare lo sviluppo commerciale della città”. L’effetto più eclatante di questa mancata connessione potrebbe verificarsi in via Maqueda, letteralmente rinata dopo l’avvio della Ztl, l’installazione delle fioriere e la creazione di una pista ciclabile, interventi che hanno ricevuto una grande accoglienza da parte dei palermitani. Ebbene, pare che, secondo le prime norme per l’installazione dei dehors, via Maqueda sia troppo stretta per accogliere locali all’aperto e dare così il via a una vera rinascita socioeconomica della zona.
 
Alcuni paragrafi del regolamento sono molto rigorosi sulle distanze minime da rispettare: tavoli e sedie devono stare a un metro e mezzo dagli arredi urbani e a due metri dalle piste ciclabili e devono lasciare due metri di marciapiede libero. Elementi difficili da conciliare in via Maqueda. Ma non è tutto: piazza Pretoria intende definire la ristorazione all’aperto in ogni piccolo dettaglio. La durata della concessione non sarà più di undici mesi e mezzo ma di due tipi: o stagionale, fino a un massimo di dodici mesi, o triennale. Una norma transitoria concede ai commercianti tre mesi di tempo per adeguarsi alle nuove norme.

“Sono troppo pochi, proporremo un emendamento per allungare questo periodo a sei mesi”, ha detto il consigliere forzista Giulio Tantillo. I dehors non dovranno occupare più di 50 metri quadrati per 12 metri di lunghezza. L’installazione sarà possibile nelle Ztl e nelle isole pedonali solo in presenza di un’autorizzazione dell’Ufficio Traffico. Le strisce blu potrebbero essere un ostacolo: in teoria il Codice della strada ne consente l’occupazione ma in cambio l’amministrazione potrebbe esigere dai commercianti una monetizzazione economica per Amat e Apcoa. Altro punto nevralgico è la somministrazione degli alimenti all’aperto: si cercherà l’accordo con l’Asp per convincerla che la sostituzione dei gazebo con strutture più leggere e smontabili non inficerà le condizioni igienico-sanitarie. Una novità sostanziale è la suddivisione della città in quattro zone: il centro storico, le borgate marinare, la fascia costiera e la zona residenziale. I colori e i materiali di sedie, tavolini e ombrelloni, infatti, cambieranno in base alla zona della città.

Articolo pubblicato il 24 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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