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Quotidiano di Sicilia

Antonio Venturino: "Spending review prerogativa solo dell’Ars"
di Raffaella Pessina

Vicepresidente Ars, Venturino, critica gli interventi sul bilancio dell’Assemblea. Ma Crocetta: “Taglio stipendi, lo riproporrò in ogni manovra”

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Antonio Venturino



PALERMO - Rinviata a oggi pomeriggio la seduta dell’Assemblea regionale siciliana, che ieri ha approvato con 34 voti favorevoli, 13 astenuti, e nessun contrario il disegno di legge “Anagrafe scolastica regionale” e due ordini del giorno sullo stesso argomento. Ma protagonista della settimana è sicuramente la manovra finanziaria, che a detta del presidente della Regione, verrà approvata entro la fine del mese di giugno.
 
Un esame cominciato con difficoltà della manovra presentata dall’esecutivo regionale agli uffici dell’Ars. Ieri pomeriggio infatti gli uffici di Palazzo dei Normanni hanno bocciato l’articolo 7 riguardante il tetto dei 160 mila euro all’anno per gli stipendi dei dirigenti. Sono state contestate anche alcune norme riguardanti il settore sanitario, stralciate e inserite in un ddl a parte.
 
Le decisioni sono state prese dopo la riunione tra gli uffici, che hanno esaminato la manovra e la Presidenza dell’Ars, per valutare l’ammissibilità del ddl prima del suo passaggio in commissione Bilancio.
 
A margine della riunione il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino ha stigmatizzato le dichiarazioni del Governatore Crocetta: “Trovo molto grave che il presidente della Regione Crocetta dopo aver presentato la manovra e aver preso accordi con le forze politiche decida di effettuare altri tagli sul bilancio dell’Ars, ritengo sia una prerogativa esclusiva del parlamento proseguire, come sta facendo, nel processo di riduzione della spesa”. “Riproporrò sempre il tema in ogni finanziaria, non ci rinuncio, fino a quando non saranno riallineati e ridotti i costi dell'Ars” ha detto in risposta Rosario Crocetta a margine di una conferenza stampa a Palermo dopo lo stop alla norma taglia stipendi del personale dell'Ars da parte degli uffici della presidenza dell'Assemblea. "I privilegi del passato sono duri a morire - ha detto Crocetta -, dietro una prerogativa istituzionale si impedisce di fare riforme. Non è solo una questione di spending review, è un problema di etica e di giustizia. Perché le figure apicali dell'Ars devono guadagnare 240 mila euro e non 160 mila euro? E' incomprensibile ai cittadini e alla buona politica". "Se quella dell'Ars - ha aggiunto Crocetta - deve essere la posizione di chi non vuole cambiare nulla, allora c'é da fare battaglia politica. Il problema non è quello dei numeri d'aula, ma la mancanza di coraggio nell'affrontare uno dei nodi che si sono consolidati negli anni, cioè il trattamento differenziato e i privilegi inaccettabili".

La giornata parlamentare era cominciata con l’apertura  di Sala D’Ercole alle 11. Dopo la lettura del verbale della precedente seduta, la riunione è  stata rinviata alle 13 su richiesta dei deputati siracusani, impegnati nella loro città per la vicenda del ricorso sull’attribuzione di un seggio ed anche perché in Aula vi erano poche presenze. Ieri è passata in commissione Affari istituzionali la nomina di Alberto Firenze a direttore dell’Ersu (Ente regionale per il diritto allo studio). La nomina è stata approvata con soli 4 voti favorevoli, mentre 5 sono stati i voti contrari e uno astenuto. La maggioranza dei commissari era dunque contraria, ma per respingere il candidato proposto dal governo regionale sarebbero stati necessari dieci voti sfavorevoli.
 
La situazione è cambiata con l’approvazione della legge sulle nomine politiche negli enti pubblici che rafforza i poteri della commissione portando da 10 a 8 su 15 il numero minimo di voti contrari. Giovanni Panepinto del Pd e componente della commissione Affari istituzionali ha dichiarato che Firenze non possiede i requisiti previsti per legge. Intanto non è stato ancora nominato il sostituto di Salvo Pogliese, che è stato eletto al parlamento europeo e che era vice presidente all’Ars, carica rimasta vacante. Forza Italia rivendica tale carica perchè, come riferisce Marco Falcone, capogruppo all’Ars di Forza Italia, il partito altrimenti non sarebbe più rappresentanto in Consiglio di presidenza. Anche se da indiscrezioni il nome più accreditato sembra sia quello di Santi Formica (lista Musumeci).

Articolo pubblicato il 25 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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