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Quotidiano di Sicilia

Una cascata di euro per promuovere il vino
di Michele Giuliano

Per la Sicilia oltre 7 milioni di risorse comunitarie per la promozione del “nettare di Bacco” nei Paesi terzi. Il bando sul sito dell’assessorato Risorse agricole, per le domande c’è tempo sino a domani

Tags: Vino, Vitivinicoltura



PALERMO - La Sicilia avrà a disposizione 7 milioni e 100 mila euro per la misura “Promozione del vino sui mercati dei Paesi terzi”. Pubblicato sul sito dell’assessorato all’Agricoltura, il bando “Ocm Vino campagna 2014/2015”, dà tempo sino a domani, 2 luglio, per presentare la domanda di partecipazione. I criteri di valutazione sui progetti prevedono un maggiore punteggio per quelli presentati dalle microimprese e dalle associazioni di imprese costituite anche da piccole, medie e micro imprese e dai Consorzi. L'aiuto a valere sulle risorse comunitarie è pari al massimo al 50 per cento delle spese sostenute per svolgere le attività.

Per l'erogazione dell'aiuto integrativo dal 50 all’80 per cento si farà riferimento alle risorse regionali di cui al comma 27 lettera h-sexies dell'articolo 80 della legge regionale del 12 maggio 2010, numero 11 “Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2010”.

La promozione riguarda tutte le categorie di vini a denominazione di origine protetta, i vini ad indicazione geografica nonché i vini spumante di qualità, i vini spumante aromatico di qualità, i vini senza indicazione geografica e con l'indicazione della varietà (secondo le disposizioni attuative dell'articolo 118 septvicies del regolamento, ndr). I progetti relativi ai vini senza indicazione geografica ed i vini con indicazione varietale non formano oggetto esclusivo di promozione.

Le caratteristiche dei vini sono quelle previste dalla normativa comunitaria e nazionale vigente alla data di presentazione del progetto. I vini sono ammessi alle misure promozionali verso i Paesi terzi a condizione che siano destinati al consumo umano diretto. Nelle azioni di promozione e di informazione per i vini a Igt, Doc e Docg dovrà essere indicata l'origine dei vini.

Le azioni ammissibili da svolgere anche singolarmente in uno o più Paesi terzi, ad esclusione delle iniziative aventi carattere prettamente commerciale o legate alla vendita del prodotto, sono le seguenti: la promozione e pubblicità, che mettano in rilievo i vantaggi dei prodotti di qualità, la sicurezza alimentare ed il rispetto dell'ambiente da attuare a mezzo dei canali di informazione quali stampa e televisione; rientrano in tale categoria: la pubblicità e azioni di comunicazione, azioni di pubbliche relazioni; produzione di materiale informativo, annunci di prodotto, POS, house organ; degustazione e presentazione del prodotto, materiali da banco e da esposizione, la partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale; le campagne di informazione e promozione, in particolare sulle denominazioni d'origine e sulle indicazioni geografiche, da attuarsi presso i punti vendita (grande distribuzione, ristorazione dei paesi terzi, Horeca, ecc…).

A loro volta rientrano in tale categoria: degustazioni guidate, wine tasting, gala dinner; promozione sui punti di vendita della grande distribuzione e degli specializzati; expertise consulenza di marketing.
 


I veicoli di comunicazione alternativi a quelli tradizionali
 
Vi sono poi altri strumenti di comunicazione contemplati in questo bando: creazione di siti internet, nella lingua ufficiale del Paese destinatario delle azioni, o in lingua inglese, in cui vengono descritte le qualità del prodotto e la zona di provenienza dello stesso; realizzazione di opuscoli, pieghevoli o altro materiale informativo; incontri sul territorio nazionale con operatori e giornalisti dei Paesi terzi da svolgersi anche presso le aziende partecipanti ai progetti (incoming). L'aliquota contributiva a valere sui fondi comunitari è pari, al massimo, al 50 per cento delle spese sostenute per svolgere le attività indicate; tale percentuale di intervento pubblico, può essere integrata con fondi regionali e può essere elevata fino al massimo dell’80 per cento. La residua percentuale è a carico del beneficiario. Qualora il programma presentato contenga anche una sola azione rivolta in modo inequivocabile e diretto alla promozione ed alla pubblicità di uno o più marchi commerciali, l'aiuto integrativo con risorse regionali, di cui al precedente comma, non può essere erogato. Sono ammissibili progetti aventi un costo complessivo minimo per Paese terzo non inferiore a 100 mila euro per anno.
 

Articolo pubblicato il 01 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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