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Messina - Torre Faro: parking da 500 posti. Un altro "irrinunciabile" progetto
di Francesco Torre

C’è il no secco degli ambientalisti. E fino a ieri anche Accorinti non ammiccava certo al cemento. Scoglio e De Cola: assessori di ieri e di oggi coinvolti nella tanto discussa opera

Tags: Messina, Torre Faro, Parcheggio



Messina - Non è più assessore comunale da anni, e in questi giorni deve pure rispondere ai magistrati per gli addebiti sul buco di bilancio di Palazzo Zanca, ma il suo nome rimane uno dei più ricorrenti nei corridoi del Municipio. Stiamo parlando di Gianfranco Scoglio, il promotore dei maxiprogetti urbanistici, il visionario fautore del Ponte sullo Stretto, l’arcinemico degli ambientalisti, e dunque di Accorinti prima che diventasse sindaco. Sono suoi alcuni dei progetti che la nuova Giunta, inspiegabilmente perché contrariamente a quanto promesso in campagna elettorale, sta adottando e difendendo a spada tratta, scontrandosi con WWF e Verdi e inimicandosi fronde più o meno numerose del proprio elettorato.

Qualche giorno fa abbiamo riferito della riqualificazione dell’Istituto Marino. Lì Scoglio aveva ipotizzato un albergo sociale con tanto di Spa, e furono polemiche infinite con chi proponeva finalità più strettamente ascrivibili alla mission iniziale di quel luogo (colonia per l’infanzia). Accorinti e la sua Giunta, però, quel progetto l’hanno fatto proprio senza spostare una virgola, ma con un consolidato espediente semantico (non più albergo sociale ma centro polifunzionale, così come successo alla discarica di Pace divenuta per magia biostabilizzatore) che ha permesso di trasformare il male in bene agli occhi dei simpatizzanti poco informati.

Ora un altro progetto di Scoglio è in fase di lancio dalla nuova amministrazione. Si tratta di un parcheggio a raso a Torre Faro, da realizzare nell’area ex Enel delle Torri Morandi, per 500 posti auto. I soldi ci sono: 3,6 mln € da parte della Regione siciliana e cofinanziamento comunale di € 632.659. E la volontà politica anche: il 12 giugno l’assessore comunale alla Viabilità, Gaetano Cacciola, ha presentato una delibera per riattivare il vecchio progetto. Ma perché il Comune vuole spendere centinaia di migliaia di euro di fondi propri (che non ha) per la cementificazione di un’area protetta, e soprattutto per realizzare un progetto delle precedenti Giunte di centro-destra?

Se lo chiede anche il Wwf, ormai ai ferri corti con il vecchio amico di tante battaglie, Accorinti. “Manderemo una diffida a procedere”, ha minacciato Anna Giordano, lamentando la mancanza di una procedura di valutazione di incidenza ambientale, ricordando che l’area è tutelata secondo le normative delle Zone a Protezione Speciale e infine spiegando come ulteriore cemento rischierebbe di modificare per sempre il biotipo della laguna di Capo Peloro. “Sul parcheggio avevamo scritto una lettera al Ministero a suo tempo – ha chiuso l’ambientalista, evidenziando la coerenza che manca all’amministrazione comunale – e ora ci rivolgeremo anche alla Comunità europea”.

La lotta dura minacciata dal Wwf, però, non è l’unico ostacolo alla realizzazione del parcheggio. Sapete infatti chi aveva redatto il vecchio progetto originario? Lo studio De Cola, rappresentato dall’attuale assessore all’Urbanistica che, dunque, sulla questione, ha un mostruoso conflitto di interessi. E qui la fotografia emblematica è quella del 2012, allorquando da progettista De Cola aveva presentato alla città il progetto accanto all’ex assessore Scoglio e al sindaco Buzzanca. Siamo sicuri che da allora sia proprio cambiato tutto a Messina?

Articolo pubblicato il 02 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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