Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Messina - Un bilancio finalmente in positivo ma senza debiti delle partecipate
di Francesco Torre

Signorino spiega: “I dati si trovano nel piano di riequilibrio”. Ma i revisori dei conti dissentono. La Giunta vara il Consuntivo 2013 ma si annuncia battaglia per l’approvazione

Tags: Messina, Bilancio, Guido Signorino



Messina - La Giunta comunale ha approvato nei tempi stabiliti dalla normativa il bilancio consuntivo 2013. Il rendiconto ha un valore di circa 400 milioni di euro, e dopo due anni con il segno meno stavolta risulterebbe positivo per 6,5 mln €, gran parte dei quali vincolati al fondo rischi per i crediti difficilmente esigibili. Soddisfatto il vice sindaco e assessore al Bilancio Guido Signorino: “Un adempimento i cui dati confermano la solidità del percorso di risanamento finanziario dell’Ente avviato lo scorso anno”. Tra i risultati oggettivamente raggiunti vi sono la riduzione quasi totale (96%) delle spese di rappresentanza, il pagamento di debiti pregressi per circa 8,5 mln € e l’eliminazione di diverse voci di residui attivi inesigibili, come peraltro richiesto esplicitamente dalla Corte dei Conti. Il documento, però, è stato ritenuto incompleto sia dal Consiglio comunale – che dovrà approvarlo – sia dal collegio dei Revisori dei Conti, il cui parere è obbligatorio ma non vincolante.

Il consuntivo varato dalla Giunta, infatti, inspiegabilmente non contiene né i debiti fuori bilancio, né i debiti riconosciuti e certificati (al di là di quelli che hanno copertura finanziaria), né tantomeno i debiti potenziali, tra cui quelli riguardanti le società partecipate. Quanto a quest’ultime, poi, il Rendiconto con contiene nemmeno il prospetto informativo con i singoli bilanci. In pratica, dunque, la Giunta non ha contabilizzato circa 286 mln € di debiti ed evitato accuratamente di inserire i numeri delle partecipate. La giustificazione di tale scelta, data sempre da Signorino, è che le partite debitorie pregresse, così come i dati sulle partecipate, non sono inseriti nell’attuale consuntivo in quanto già presenti nel piano di riequilibrio decennale, un piano che ancora praticamente non esiste.

Sul punto, però, i rilievi della Corte dei Conti per i bilanci degli anni precedenti – gli stessi rilievi che hanno dato l’avvio all’indagine della Procura attualmente in corso – sono chiari e vanno in tutt’altra direzione. Ed è per questo che molti consiglieri hanno già dichiarato che non approveranno mai il Consuntivo così come è stato redatto dalla Giunta. Quanto invece ai Revisori dei Conti, è già stata formalizzata dal presidente Dario Zaccone una richiesta di integrazione. Richiesta, però, destinata a rimanere inascoltata, in quanto ad oggi la Giunta dati certi sui conti delle partecipate non ne ha, ed è fondamentalmente questo che ha bloccato finora anche il percorso per la redazione del Piano decennale di riequilibrio, l’unico documento che separa il Comune di Messina dalla dichiarazione di dissesto economico-finanziario.

Dissesto che, peraltro, è stato recentemente addirittura invocato dai consiglieri comunali del gruppo del “Megafono”, che così hanno scritto in una nota: “Un piano di riequilibrio inesistente e non ancora approvato; la mancanza, nel bilancio consuntivo, dei dati relativi alle aziende partecipate; le indagini aperte dalla Procura sulla mancata dichiarazione di dissesto finanziario del Comune per gli anni 2009-2012. Cosa serve di più all’amministrazione per deliberare il dissesto e portarlo in consiglio comunale?”.

Articolo pubblicato il 03 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐