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Messina - Atm, ma quanto mi costa il direttore
di Francesco Torre

Un’interrogazione del consigliere Zuccarello su benefit, alloggio, auto e accordi con la Gtt di Torino. Dopo un mese dalla nomina, si chiede trasparenza sulle spese da affrontare

Tags: Messina, Atm, Giovanni Foti



Messina - È trascorso ormai quasi un mese dalla nomina del nuovo direttore dell’Atm, Giovanni Foti, e dall’annuncio della Giunta comunale di un accordo con la Gtt di Torino. Ad oggi, però, nessuna novità concreta è stata registrata nel servizio (che rimane ai minimi storici, con circa 25 bus in transito quotidiano), anche se è ancora troppo presto per esprimere giudizi.

Le polemiche sulla nuova figura apicale dell’Azienda speciale, comunque, non accennano a placarsi. Dopo i rilievi dei primi giorni, recentemente ha chiesto lumi sull’incarico anche il consigliere comunale dei Progressisti democratici Daniele Zuccarello, mettendo in risalto la quantificazione dei benefit extra-stipendio stabiliti dal contratto annuale.

Secondo quanto riportato, infatti, ai 90 mila euro annui percepiti, Foti costerà a Palazzo Zanca anche 900 euro al mese per l’affitto di un appartamento al residence San Martino e 18 mila euro per l’acquisto di un auto in leasing. Senza calcolare viaggi e vitto, per i quali però non ci sono risultanze. “Sarebbe lecito sapere a quanto ammontino”, ha scritto in un’interrogazione al sindaco Accorinti e al commissario Atm Manna il consigliere.

Le perplessità di Zuccarello in merito all’incarico di Foti, però, non si fermano al dato economico, ma investono anche questioni amministrative (si chiedono lumi sull’accordo tra Atm e Gtt, finora non ancora formalizzato) e di trasparenza (perché il contratto di Foti non viene reso pubblico?).

L’amministrazione, al momento, non replica, ma annuncia entro pochi giorni l’arrivo di sette vetture usate da Torino, bus euro 1 del 1994 già presi di mira dalla Federazione dei Verdi. In realtà, però, tali mezzi non sono né più né meno inquinanti di quelli che l’Atm normalmente utilizza, e una situazione d’emergenza come l’attuale fare gli schizzinosi significa guardare dall’alto in basso un problema che investe decine di migliaia di cittadini.

Articolo pubblicato il 04 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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