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Fascicolo sanitario elettronico novità da parte del Garante
di Emiliano Zappalà

Il paziente dovrà essere informato e dare il consenso sul trattamento dei dati

Tags: Sanità, Privacy



CATANIA - Nuove regole da parte del Garante per il fascicolo sanitario elettronico. Il paziente dovrà essere informato chiaramente e decidere con consapevolezza se dare il consenso all’alimentazione del fascicolo stesso, altrimenti questo rimarrà vuoto e non accessibile. Potrà inoltre decidere se dare anche il consenso per finalità di cura, altrimenti il fascicolo sarà usato solo come monitoraggio ed è previsto anche un consenso ad hoc per l’inserimento di dati particolarmente sensibili.

Il ministero della Salute ha comunicato nei giorni scorsi che, “il Fascicolo sanitario elettronico ha come obiettivo il fornire ai medici, e più in generale ai clinici, una visione globale e unificata dello stato di salute dei singoli cittadini, e rappresenta il punto di aggregazione e di condivisione delle informazioni e dei documenti clinici afferenti al cittadino, generati dai vari attori del Sistema sanitario. Esso contiene eventi sanitari e documenti di sintesi, organizzati secondo una struttura gerarchica paziente-centrica, che permette la navigazione fra i documenti clinici in modalità differenti a seconda del tipo di indagine”.

L’Autorità era già intervenuta nel 2009 ma si era ancora in attesa di un’adeguata normativa. Lo schema stabilito nei giorni scorsi individua finalmente i primi contenuti da attivare a livello nazionale, quali i dati e i documenti da inserire nel fascicolo elettronico; le responsabilità e i compiti dei soggetti coinvolti; le garanzie e le misure di sicurezza da adottare nel trattamento dei dati personali; le modalità e i livelli diversificati di accesso al fascicolo; i criteri di interoperabilità, nonché i contenuti informativi e le codifiche del profilo sanitario sintetico e del referto di laboratorio. Lo schema di decreto è stato elaborato nell’ambito di un tavolo di lavoro istituito presso il Ministero della salute cui ha partecipato anche l’Ufficio del Garante fin dalla sua costituzione nel gennaio 2013.

Adesso l’accesso al fascicolo da parte degli operatori del Servizio sanitario nazionale dovrà essere necessariamente tracciabile, mentre la consultazione del Fse dovrà essere limitata al personale sanitario che abbia in cura effettivamente il paziente e solo per il tempo necessario. Per scongiurare il rischio di accessi abusivi, si prevede inoltre l’obbligo per il titolare del trattamento di avvisare immediatamente il Garante nel caso in cui i dati trattati nell’ambito del Fse subiscano violazioni, i cosiddetti “data breach”, che possono derivare da attacchi informatici, incendi o altre calamità.

Articolo pubblicato il 11 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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