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Gaza, è ancora inferno. Hamas non ferma i razzi
di Redazione

Si rischia l’offensiva di terra che Israele paventa ormai da diversi giorni. Il bilancio si è appesantito ad almeno 80 morti e 550 feriti

Tags: Gaza, Hamas, Israele



TEL AVIV - Crescendo di violenza nella guerra, per ora solo "aerea", fra Israele e Hamas: al terzo giorno di ostilità, i raid aerei dello stato ebraico sulla Striscia di Gaza il bilancio si è appesantito ad almeno 80 morti e 550 feriti, mentre Israele ha fronteggiato una tempesta di 365 razzi, una media di uno ogni 10 minuti, intercettati dal sistema difensivo Iron Dome per un buon 90%. Ma molti diretti verso città distanti fino a 150 km da Gaza e perfino nelle vicinanze dell'impenetrabile centrale nucleare israeliana di Dimona.

Intervenendo a una riunione del Consiglio di sicurezza il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon si è detto “preoccupato per la situazione. È più urgente che mai trovare terreno comune per ritornare alla calma e ad un cessate il fuoco” a Gaza, ha detto Ban Ki-moon. Ban ha parlato con il premier israeliano Benyamin Netanyahu e con il presidente dell'Autorita' Nazionale Palestinese Abu Mazen, lanciando un appello alla “massima calma” e a fare il possibile per “evitare il rischio di una ulteriore escalation”. Il segretario generale dell'Onu condanna il lancio di razzi da Gaza, ma denuncia anche come “l'eccessivo uso della forza da parte di Isarele sia intollerabile”.

Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, fa sapere che con Hamas “una tregua non è in agenda”, mentre dopo due giorni di diniego, l'Egitto ha finalmente acconsentito ad aprire una parziale valvola di sfogo per la popolazione palestinese intrappolata della Striscia riaprendo il valico di Rafah: una misura, che comunque non trova ancora riscontri concreti sul terreno, definita dall'ambasciata palestinese al Cairo “eccezionale” e decisa per consentire l'evacuazione in ambulanza almeno di feriti gravi verso gli ospedali del Sinai.

Le parole del presidente israeliano Shimon Peres sono risuonate come un ultimatum: o si ferma il lancio di razzi da Gaza, o un'operazione di terra, paventata da giorni, diventerà inevitabile. Mentre il presidente palestinese, Abu Mazen, ha replicato denunciando “un massacro, un genocidio” a Gaza.

Nelle ultime 24, e in particolare durante la notte, il volume di fuoco è stato infernale: oltre 320 gli obiettivi che i militari israeliani affermano di aver colpito nel territorio di Gaza: presi di mira postazioni di lancio, tunnel, basi di addestramento, depositi di armi e munizioni, capi militari di Hamas o delle altre fazioni radicali, distrutto il lato palestinese del valico di Eretz. L'ultimo strike ieri ha centrato un'auto su cui viaggiavano 3 persone a Jabalya, nel nord della Striscia. Nello stesso lasso di tempo sono stati oltre 100 i razzi, di varia gittata, 21 dei quali intercettati in volo e 82 caduti in territorio israeliano.

Articolo pubblicato il 10 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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