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Regione scorretta: trasferisce al Ssr solo 7,8 mln di euro su 292,9 mln riscossi
di Oriana Sipala

Rapporto dello scorso giugno della Ragioneria generale dello Stato sulla spesa sanitaria 2014. Maggiori entrate fiscali destinate per legge all’equilibrio del piano di rientro per il 2012

Tags: Regione Siciliana, Ssr



Lo scorso giugno la Ragioneria dello Stato ha diffuso il Rapporto sul monitoraggio della spesa sanitaria per il 2014, nel quale si evidenziano le spese, le criticità e le politiche di riequilibrio finanziario delle regioni italiane. La Sicilia è tra le regioni sottoposte a Piano di rientro, avente lo scopo di rimettere ordine nei conti dalla sanità pubblica.
 
Quel che emerge dal Rapporto è il risultato delle prime misure attuate con il Piano di rientro, un risultato emerso e commentato in occasione della riunione congiunta, tenutasi lo scorso 15 aprile, tra il Tavolo di verifica degli adempimenti e il Comitato Lea.
 
In tale occasione è stata evidenziata la grave carenza di liquidità della Regione siciliana, dovuta al fatto che il Servizio sanitario regionale (Ssr) presenta crediti verso il bilancio regionale di 2.607 milioni di euro. Alla data della riunione, inoltre, la Regione aveva manifestato la volontà di accedere al prestito ex dl 35/2013 limitatamente all’importo di 606 milioni di euro, senza comunque dare attuazione a tale richiesta. Tavolo e Comitato hanno altresì rilevato che la Sicilia, a giudicare dalla Stato patrimoniale 2012, presenta debiti verso fornitori per 1.931,273 milioni di euro e debiti per anticipazioni da istituto tesoriere per 966,465 milioni di euro.

Sui tempi di pagamento, inoltre, la nostra Isola è senz’altro bocciata: secondo i dati desunti dal sito di Assobiomedica, con riferimento all’anno 2013, i ritardi si prolungano fino a 242 giorni, pari a circa 8 mesi ben al di sopra dei tempi previsti dalla specifica direttiva europea in merito. Durante la riunione è stato inoltre evidenziato un comportamento regionale di non leale collaborazione, dovuto principalmente al fatto che la Regione non abbia conferito l’intero ammontare delle risorse fiscali derivanti da massimizzazione (292,901 milioni di euro), destinate per legge all’equilibrio del Piano di rientro per l’anno 2012 e conferite al Ssr limitatamente all’importo di 7,846 milioni di euro.

Tavolo e Comitato hanno poi proceduto a rilevare il risultato di gestione del consuntivo 2012, evidenziando un disavanzo di 7,801 milioni di euro e, dopo il conferimento delle aliquote fiscali per 7,846 milioni di euro, la Regione ha assicurato l’equilibrio di bilancio. Al IV trimestre 2013 la Regione presenta invece un avanzo di 6,017 milioni di euro: i Tavoli tecnici, infatti, hanno operato rettifiche sulle voci del Fondo sanitario regionale indistinto e vincolato e saldo di mobilità extraregionale e internazionale per 97,796 milioni di euro, generate dal parziale conferimento delle risorse da parte della Regione siciliana per il finanziamento del Ssr a titolo di compartecipazione regionale; hanno inoltre tenuto conto di utili aziendali pari a 10,489 milioni di euro. Le coperture effettivamente impegnate sono state pari a 108,343 milioni di euro. Dopo il conferimento di tali coperture, il risultato di gestione (che senza le medesime coperture era pari a -102,268 milioni di euro), presenta un avanzo di 6,075 milioni di euro.

I Tavoli tecnici hanno pertanto chiesto di ripristinare tempestivamente l’intero Fondo sanitario indistinto e vincolato, comprensivo della mobilità extraregionale e internazionale, come risultante dal Riparto 2013 e non hanno potuto non rilevare la gravità del mancato conferimento da parte della Regione di parte delle risorse costituenti compartecipazione regionale al finanziamento del Ssr e preordinato per l’erogazione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) da parte dello stesso Ssr.
 
Infatti, qualora le risorse del Fondo sanitario preordinate per l’erogazione dei Lea fossero state interamente conferite al Ssr siciliano, la gestione della sanità presenterebbe una situazione di equilibrio.

 
Tavoli tecnici ministeriali. Fino ad aprile 2014 sono state svolte 108 verifiche al piano di rientro della Sicilia
 
Le verifiche trimestrali effettuate dai Tavoli tecnici si sostanziano nell’esame dello stato di attuazione del Piano di rientro, a cui sono sottoposte le regioni Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Puglia e Sicilia. Le ultime verifiche si sono svolte nell’aprile 2014, si è quindi in attesa di conoscere l’esito di quelle previste per il mese di luglio. Esse riguardano di norma l’esame del trimestre immediatamente precedente e operano una valutazione della situazione economica che si sta prospettando per l’anno in corso, al fine di verificarne la coerenza con l’obiettivo programmato nel piano di rientro.
Nelle verifiche annuali, invece, viene effettuato un bilancio dell’intero anno trascorso. In occasione delle verifiche annuali si analizza il risultato di gestione dell’anno appena concluso. Con riferimento al consuntivo, le regioni sottoposte a Piano di rientro possono manifestare situazioni di equilibrio, avanzo o disavanzo.
 
Il risultato di gestione dipende anche dalla copertura derivante dalle entrate preordinate dal Piano di rientro, cioè le entrate regionali da massimizzazione delle aliquote fiscali. Qualora il risultato di gestione manifesti un avanzo, la regione può chiedere una riduzione delle aliquote fiscali; se invece si evidenzia un disavanzo scatta in regione un’ulteriore massimizzazione delle aliquote (aumento Irap dello 0,15% e Addizionale regionale Irpef dello 0,3%). Inoltre si applicano il blocco del turn over del personale del Ssr e il divieto di effettuare spese non obbligatorie.

Finora sono state svolte complessivamente, nelle regioni interessate, 718 verifiche tra annuali e trimestrali, di cui 108 in Sicilia. La legge dispone infine che di tali verifiche sia inviata copia alla Corte dei Conti.

Articolo pubblicato il 16 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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