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Catania - Tributi locali: rivedere le aliquote per agevolare le fasce più deboli
di Melania Tanteri

Nel capoluogo etneo la Tari è tra le più alte d’Italia, ma anche sulla Tasi non mancano le discussioni. Il pressing per adottare delle misure più eque proviene sopratutto dai sindacati

Tags: Catania, Tributi, Tasse



CATANIA - È un mese caldo non solo per le temperature. Luglio si prospetta un mese infuocato anche dal punto di vista sociale: è fissata per il  30 di questo mese, infatti, la scadenza della rata di acconto della Tari, la nuova tariffa comunale sui rifiuti solidi urbani. Un balzello sul quale si sono già scatenate le preoccupazioni, non solo in Consiglio comunale, che ha approvato il regolamento sull’Imposta comunale unica non senza difficoltà, ma anche tra i sindacati che hanno spinto l’amministrazione non solo a posticipare la data di scadenza dell’acconto – inizialmente fissata al 16 luglio, ma anche a prevedere alcuni sgravi per le fasce deboli.

La tariffa, tra le più alte d’Italia, è stata infatti adeguata all’aumento del costo del servizio (che la legge vuole sia coperto interamente dalle tasse versate dai cittadini), e i vincoli del Piano di rientro non permettono margini di manovra al ribasso.
Per questo i sindacati, in una nota indirizzata all’assessore Giuseppe Girlando, hanno chiesto all’amministrazione comunale di rivedere le aliquote introdotte dalla Giunta per agevolare le famiglie con maggiori difficoltà economiche. Un pressing che ha dato alcuni frutti, anche se le preoccupazioni per la capacità dei catanesi di pagare una tassa così onerosa sono sempre alte. Nota alla quale il titolare della delega al Bilancio ha risposto immediatamente, stabilendo, in seguito a una riunione negli uffici di Palazzo dei Chierici, di posticipare la scadenza dell’acconto e di applicare una timida riduzione – si parla dell’1,5 per cento – per le fasce deboli.

“In questi giorni – ha sottolineato Girlando – penso che l’amministrazione sia già riuscita a dare alcune importanti risposte, in tema di semplificazione, ma non solo, alle questioni sollevate dai sindacati. “Tra le cose già fatte – ha aggiunto – la deliberazione, da parte della Giunta comunale, di una riduzione dell’1,5% della Tari, che verrà sottratto dal saldo finale di dicembre. Si dirà che è poca cosa – ha continuato – ma, se pensiamo che finora ogni anno la tassa era aumentata si tratta di un significativo segnale di un’inversione di tendenza. Adesso – ha proseguito - sarà il Consiglio comunale a confermare le modalità di applicazione di questa riduzione”.

Ma la Tari non è l’unico incubo per i cittadini catanesi: all’interno della Iuc, l’Imposta unica comunale, c’è anche la Tasi, la tassa che ha preso il posto dell’odiatissima Imu. Anche in questo caso, infatti, l’aliquota è stata innalzata, anche se sono rimaste le differenziazioni in base alla categoria catastale dell’immobile.

“Per quanto riguarda la Tasi – aveva detto l’assessore Girlando, illustrando all’assemblea cittadina la delibera sul Regolamento Iuc - sarà applicata un’aliquota base del 2,5 per mille che sarà aumentata dello 0,8 per mille, quota aggiuntiva prevista dal governo per prevedere sgravi per i meno abbienti. Questa somma verrà utilizzata per diminuire le tariffe o esentare le fasce più deboli. La proposta è quella di applicare la Tasi per le abitazioni principali – ha continuato l’assessore -  la misura dell’aliquota obbligata che è del 2,5 per mille, in virtù del piano di riequilibrio. Insomma – ha concluso - non è possibile ipotizzare una diversa aliquota”. Sarà totale l’esenzione per le categorie A4, A5 e A6, quelle popolari; per gli immobili di lusso, invece, è prevista la maggiorazione dello 0,8 per mille.

Articolo pubblicato il 18 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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