Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

“La pianificazione territoriale? Esiste, ma non si interviene”
di Antonio Gallitto

Il presidente dell’Ordine regionale dei geologi: “Considerare l’emergenza di Messina come quella dei rifiuti”. Graziano: “Ogni anno gli stessi problemi, ci chiamano quando è troppo tardi”

Tags: Messina, Nubifragio, Gian Vito Graziano, Vincenzo Pinizzotto



MESSINA - Case costruite sui torrenti, manufatti ai piedi di colline franose sommersi da acqua e fango. Si è presentata così Messina a chi l’ha visitata in questi giorni concitati, nei quali si cerca di salvare il salvabile di ciò che resta tra vite sepolte dalle frane  e costruzioni danneggiate.

Messina come l’anello di fuoco del Pacifico dove si verificano i più forti eventi sismici del mondo. Guardare le immagini dei comuni Peloritani colpiti dal nubifragio dei giorni scorsi, trasmesse dalla televisione o riprese attraverso degli scatti fotografici sui giornali, ricorda quanto visto circa al recente tsunami in Indonesia. È possibile che nell’era della tecnologia quantistica, una pioggia più forte del normale provochi morti, feriti e dispersi  in alcuni territori dell’evoluto occidente? In questo tam tam mediatico si riscoprono i geologi i quali, ahimè purtroppo spesse volte chiamati in causa sempre troppo tardi, sottolineano l’importanza e l’imprescindibilità di intervenire in momenti precedenti ai disastri annunciati come questo, oltreché degli studi territoriali geologici: “Messina e Palermo – dichiara Gian Vito Graziano, presidente dell’Ordine regionale dei geologi di Sicilia - hanno ogni anno gli stessi problemi allorquando si verificano eventi piovosi di una certa entità. Nonostante una buona pianificazione territoriale della Regione Siciliana – continua il presidente-, la quale ci rende noti i dissesti quasi in tempo reale, purtroppo non si interviene”.

Il presidente punta il dito anche  sulla carenza di risorse e sulla scarsa manutenzione ordinaria dei torrenti e dei canali: “Oltre all’assenza cronica di fondi – soggiunge Graziano -, dobbiamo considerare la mancanza di manutenzione ordinaria come la pulizia di canali, fiumi e tombini . Il territorio di Messina è pieno di torrenti, i quali predispongono già ad una certa instabilità. Quest’ultima, associata ad una mancanza di manutenzione dei corsi d’acqua e ad un utilizzo improprio del territorio – spiega il presidente dei geologi di Sicilia- ci chiarisce il perché di certi nefasti accadimenti”.
Il presidente conclude il suo intervento invitando la classe dirigente a considerare la reale possibilità di “istituire l’emergenza idrogeologica, alla stregua dell’ emergenza idrica e dei rifiuti, in quanto non è possibile parlare, in questo caso, di emergenza solo quando si verificano tali eventi”.

A Messina, nel frattempo, aumentano i morti, mentre i dispersi sono meno del temuto, ma si continua, ovviamente, a scavare sotto il fango e le macerie.
“Nonostante le zone oggi colpite dalla tragedia fossero già inserite nell’elenco dei territori a rischio elevato – ha detto il geologo Vincenzo Pinizzotto, consigliere dell’Ordine regionale dei geologi di Sicilia-, gli interventi necessari richiesti non sono stati realizzati, perché  per esigenze politiche, i finanziamenti sono andati a finire altrove.
L’abbandono delle campagne –ha concluso Pinizzotto -, favorisce il dilagare dell’acqua in modo selvaggio così da contribuire al verificarsi dei dissesti come quelli a cui abbiamo assistito in questi giorni”.

Articolo pubblicato il 07 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




Leggi tutti gli articoli sull'argomento

comments powered by Disqus
Gian Vito Graziano, presidente dellOrdine regionale dei geologi di Sicilia
Gian Vito Graziano, presidente dellOrdine regionale dei geologi di Sicilia