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La Procura indaga sulle responsabilità dei sindaci
di Luca Salici

Buzzanca: “Ricevuti fondi solo per messa in sicurezza torrente Annunziata”. Nell’alluvione del 2007 le prove generali del disastro

Tags: Scaletta Zanclea, Giampilieri, Nubifragio, Messina, Giuseppe Buzzanca



MESSINA - Mentre si assiste al solito scaricabarile post-sciagura, la Procura di Messina continua ad approfondire le motivazioni e le responsabilità degli amministratori che hanno causato il disastro.
I magistrati hanno delegato i carabinieri a svolgere le indagini, mentre i periti si occuperanno delle verifiche tecniche. Questi nuovi indizi andranno ad integrare l’inchiesta aperta dopo l’alluvione del 25 ottobre del 2007, che colpì le stesse zone in cui il primo ottobre si è verificata la calamità.

L’indagine sui fatti di due anni fa era stata condotta dall’allora procuratore aggiunto, Giuseppe Siciliano, finito ai domiciliari il 25 maggio scorso per tentativo di concussione, favoreggiamento personale e rivelazione di segreto d’ufficio. È stato imputato per tre episodi che riguardano appalti nel messinese. Il 13 giugno il tribunale della libertà ha respinto la richiesta di scarcerazione.
Il vecchio fascicolo in mano ai magistrati contiene il monitoraggio delle attività svolte dalle amministrazioni competenti negli ultimi due anni e dalle carte sarà possibile accertare le eventuali omissioni. L’inchiesta del procuratore capo Guido Lo Forte prenderà in considerazione anche i periodi precedenti.

I sindaci dei territori colpiti scaricano le responsabilità più in alto, chiamando in causa il ministero dell’Ambiente, la Protezione civile e la Regione. Il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, ha dichiarato di non aver ricevuto fondi per la messa in sicurezza del territorio. Gli 11 milioni trasferiti dal ministero - a partire dal 2007 – sono stati destinati, secondo il sindaco, ad altri impieghi: autobus a metano, piste ciclabili, rete tranviaria. Solo 735 mila euro sarebbero stati impiegati per la messa in sicurezza del torrente Annunziata, alla periferia nord di Messina.

Il Comune intanto ha rispolverato il Piano di assetto idrogeologico (Pai) inviato nell’estate del 2008 all’assessorato regionale al Territorio: per Giampilieri era valutata la necessità di costruire una vasca di deposito dei detriti a monte della via Chiesa, colpita dall’alluvione del 2007. Sarebbe costata circa 800 mila euro ma non è stata realizzata. Sulla mancata ratifica del piano i tecnici comunali si sono fatti un’idea: se fosse stato dichiarato il rischio di dissesto, l’area sarebbe diventata “R4” e vincolata all’inedificabilità assoluta. E invece bisognava continuare a costruire.

Articolo pubblicato il 07 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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