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Quotidiano di Sicilia

Ars: i mandarini fottono i siciliani
di Carlo Alberto Tregua

Riduzione stipendi solo dal 2018

Tags: Ars, Regione Siciliana



La Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana comunica che è stato trovato un accordo con i propri dirigenti per ridurre gli enormi stipendi, se paragonati a quelli dei dirigenti degli altri Consigli regionali e dei dirigenti regionali. La notizia è buona di per sé, solo che nasconde l’inghippo: l’accordo vale dal 2018.
Nessuna sorpresa: fino a quando lo Statuto tutelerà i privilegiati e manterrà fra le fiamme dell’inferno i siciliani normali, questi comportamenti si continueranno a verificare. Ecco perché sosteniamo, ormai da tempo, che lo Statuto dei privilegiati debba essere sostituito con uno Statuto ordinario, per abbattere i comportamenti iniqui e immorali, oltre che politicamente scorretti, di tanti mandarini politici e burocratici, i quali se ne fottono dei siciliani.
A loro non importa che vi sia un milione di isolani sulle soglie della povertà e un altro milione che vi si avvicina pericolosamente. A loro importa continuare a incassare stipendi ingiustificati da 300 e più mila euro l’anno, tenuto conto che l’Assemblea regionale paga 14 mensilità.

L’opinione pubblica è indignata: basta sentire molti cittadini intervistati da radio e televisioni; basta leggere le innumerevoli mail che arrivano nelle redazioni dei quotidiani per capire come il sentimento popolare sia talmente esasperato contro tutti i privilegiati, i quali non si rendono conto di questo moto che, prima o dopo, li travolgerà.
Non è più possibile accettare che qualche decina di migliaia di privilegiati possa assorbire tante risorse per milioni di euro, che dovrebbero essere invece destinate allo sviluppo, alla crescita, alle attività produttive e alla vera occupazione.
Ricordiamo che è ancora in vita un altro dei tanti assurdi privilegi. Esso è legato alla Legge 191/2009 che l’assessore dell’epoca, Caterina Chinnici, dichiarò inapplicabile in sicilia con propria circolare 1/2011. Tale Legge abbatteva il numero di consiglieri comunali, i loro compensi, il numero di assessori comunali e i loro compensi.
Il risultato di tale, improvvido, provvedimento regionale è che nelle scorse elezioni amministrative, per ogni Comune, sono stati eletti molti più consiglieri che nel resto d’Italia e ognuno di essi percepisce somme eccessive. Lo stesso dicasi per gli assessori.
 
Di fronte a  questa immoralità e indegnità bisogna adottare metodi coercitivi che taglino senza esitazione i privilegi che continuano a essere mantenuti.
Crocetta ha provato a dire all’Assemblea regionale che non avrebbe fatto i trasferimenti finanziari. Non sappiamo se abbia ceduto. In ogni caso, deve resistere su questa linea del rigore fino a quando l’Assemblea regionale non allineerà gli stipendi di dirigenti e dipendenti a quelli degli altri Consigli regionali e di dirigenti e dipendenti statali.
Concentriamo la nostra attenzione su questo fatto indecoroso, consapevoli delle antipatie ulteriori che ci procureremo. Ma non possiamo tacere su una situazione gravissima che danneggia tutti i siciliani, i quali vogliono lavorare nei cantieri che vanno aperti e nelle attività produttive conseguenti a nuovi investimenti.
Ma tutto ciò non si potrà verificare se le risorse finanziarie della Regione continueranno a essere rubate (perché non meritate e non proporzionate ai servizi resi) da tanti privilegiati che non intendono rinunciare a quanto indebitamente percepito.

Mentre la Casa brucia, non si può scherzare con il fuoco, ma occorrono forti idranti con sostanze idonee allo spegnimento delle fiamme. Questi idranti vanno attivati da tutta la Classe dirigente siciliana. Ci aspettiamo che Confindustria, Confcommercio, Confagricoltura, Confesercenti e tutte le più importanti organizzazioni imprenditoriali, che le quattro sigle sindacali, che i molti ordini professionali regionali e provinciali, che le associazioni dei consumatori non colluse con i privilegiati, che le vere associazioni ambientaliste, che tutti si sveglino e facciano massa critica sulle istituzioni regionali e comunali affinché vengano tagliati subito i numerosi privilegi.
Se si continuerà su questa strada, il baratro è alle porte. Perché i siciliani aumentano il tasso di sfiducia nelle istituzioni e i giovani vedono l’orizzonte sempre più nero.
Non comprendiamo come tutti i privilegiati non si rendano conto dell’enorme danno che stanno provocando ai nostri e loro figli. Si tratta di disonestà morale che i siciliani devono bollare senza esitazione.

Articolo pubblicato il 22 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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