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Messina - Accorinti e la manovra correttiva: molte promesse e pochi numeri
di Francesco Torre

Arriva la risposta dell’amministrazione rispetto ai 14 “punti deboli” evidenziati dalla Corte dei Conti. Una pioggia di critiche su contenuti e tempi, ma la delibera passa in Consiglio

Tags: Messina, Renato Accorinti



Messina  - Con 14 voti favorevoli, 4 contrari e 3 astenuti, il Consiglio comunale ha approvato la delibera di Giunta con l’indicazione delle misure correttive sollecitate dalla Corte dei Conti. Il documento, fortemente criticato in aula da tutti i gruppi politici, dopo un primo passaggio a vuoto è passato – anche se con qualche giorno di ritardo rispetto ai termini stabiliti dalla legge, e ciò potrebbe comportare una sanzione supplementare rispetto a quella già comminata, ovvero il blocco totale delle spese – grazie all’appoggio massivo dell’opposizione di centro-sinistra (Udc, Pd e Dr) e di metà del gruppo di Cambiamo Messina dal Basso. Diciamo metà perché i consiglieri Nina Lo Presti e Gino Sturniolo, che non hanno lesinato pesanti accuse nei confronti dell’amministrazione amica - avrebbe portato in aula il documento con il massimo ritardo, senza permettere approfondimenti di sorta - hanno poi coerentemente deciso di votare contro.
 
“Quella che ci presenta l’amministrazione è una delibera aleatoria che posticipa le misure correttive, arrivata alle 13 dell’ultimo giorno utile e che non segna alcuna discontinuità con il passato”, ha spiegato a tal proposito Lo Presti, a cui ha risposto in aula l’assessore Gaetano Cacciola: “Sbagliamo, forse non comprendiamo bene i tempi, ma mai porteremmo una delibera in ritardo per costringere il Consiglio a votare. Facciamo errori tecnici ma mai tattici”. Insomma, il messaggio che viene fuori dal gruppo accorintiano è sempre lo stesso: “volemose bene”.

Andando a vedere i contenuti della delibera, però, le lacune evidenziate dal Consiglio sembrano più che evidenti. Su alcuni dei 14 punti evidenziati dalla Corte, la Giunta si è limitata – trattandosi di colpe delle precedenti amministrazioni – a una mera difesa d’ufficio. Ciò è successo, per esempio, in riferimento al mancato rispetto del Patto di stabilità 2012, agli equilibri di bilancio di parte corrente, alla quota vincolata di destinazione delle sanzioni per violazione del codice della strada, ai parametri di deficitarietà strutturale, all’irregolare utilizzo dei capitoli afferenti ai servizi conto terzi, alle spese per il personale, al disavanzo di amministrazione.

Tutto al futuro invece il resto della delibera di Giunta: faremo, spiegheremo, illustreremo, risparmieremo. Accorinti e i suoi, infatti, promettono formalmente alla Corte che verificheranno la persistenza di residui attivi vetusti e non più riscuotibili, limiteranno l’uso delle anticipazioni di tesoreria, si impegneranno per recuperare i soldi dell’evasione tributaria. Senza alcun numero a supporto. E sulle partecipate, vera nota dolente di ogni report della Corte dei Conti? Tutto rimandato al Piano decennale di riequilibrio, che dovrà essere esitato entro il prossimo 2 settembre. In attesa di questa data, e della replica dei giudici della Corte, il Consiglio sarà però impegnato con un altro atto che genererà nuove e dure polemiche: il bilancio consuntivo 2013.

Articolo pubblicato il 23 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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