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Quotidiano di Sicilia

Domanda di occupazione aumenta del 15% in Sicilia
di Michele Giuliano

Presentato a Palermo il progetto Upload: tirocinio formativo per giovani in difficoltà e nuovi dati sul lavoro. Le figure più richieste: operai edili, commessi, cuochi, camerieri, conduttori di mezzi di trasporto

Tags: Lavoro, Upload



PALERMO - Nel primo trimestre del 2014, rispetto alla fine del 2013, in Sicilia è cresciuta del 15,18 per cento la domanda di occupazione. Sono cinque le figure più richieste dalle aziende, tanto da assorbire il 54 per cento totale delle assunzioni previste nell’Isola, seppur in un contesto in cui la disoccupazione resta a livelli allarmanti.

I dati sono emersi nel convegno organizzato a Palermo per illustrare i dati di uno studio realizzato dal dipartimento di Scienze economiche, aziendali e statistiche in collaborazione con Media & Service, partner del progetto Upload. Si tratta di un’iniziativa finanziata dall’assessorato della Famiglia e politiche sociali della Regione all’interno dell’Avviso 1/2011 “Priorità G soggetti in condizione di disagio a causa di povertà estrema”, con le risorse del Fondo sociale europeo.

Il progetto prevedeva due iniziative: intanto, un gruppo di ragazzi in condizione di disagio a causa di povertà estrema ha partecipato a 5 mesi di tirocinio formativo e 5 mesi di work-experience lavorativa in aziende del settore turistico e della ristorazione con compenso di 8 mila euro lordi. Ma il progetto Upload ha realizzato anche uno studio sul mercato del lavoro in Sicilia. È emerso che nel primo trimestre del 2014 il fabbisogno delle imprese siciliane è stato di 6.980 unità, con una domanda di occupazione in aumento del 15,18 per cento rispetto agli ultimi tre mesi del 2013. Cinque le figure più richieste: al primo posto figurano gli operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici, con il 19,72 per cento delle assunzioni programmate. Anche la categoria dei commessi e altro personale qualificato nelle attività commerciali ha una percentuale elevata e pari al 12,05 per cento. Seguono i cuochi, camerieri e professioni simili con l’8,61 per cento e i conduttori di mezzi di trasporto e di macchinari mobili con una percentuale del 7,36 per cento. Infine troviamo gli operai metalmeccanici ed elettromeccanici con un 5,01 per cento.

A livello provinciale si nota come nel primo trimestre del 2014 le province di Catania e Messina perdono quota in termini di assunzioni previste rispetto al 2013, mentre la provincia di Palermo vede incrementare la quota di assunzioni passando da un 18 ad un 25 per cento. Anche le province di Agrigento e Trapani presentano un incremento seppur più modesto. Naturalmente queste variazioni riguardano il totale delle assunzioni. Lo studio si è basato sull’indagine Unioncamere sulla domanda di competenze e professionalità richieste dalle imprese siciliane. Il gruppo di ricerca era composto per l’Università degli Studi di Palermo da Salvatore Iannolino, Erasmo Vassallo e Elli Vassiliadis mentre per la società Media & Service s.c. da Gessica Riccobono e Andrea Giostra. In tutta evidenza, quindi, emerge che in realtà in Sicilia il lavoro c’è ma per i competenti, come più volte ribadito dal Qds in diverse campagne portate avanti. In questo momento storico non c’è spazio per figure generiche e inflazionate: c’è bisogno di competenza.
 

 
Laureati vs diplomati. Professioni tradizionali e turismo risalgono la china
 
PALERMO - Gli addetti ai lavori sostengono che intraprendere un percorso formativo che porterà al conseguimento di un titolo di laurea è ancora un buon investimento, anche se i risultati spesso si vedono solo sul medio-lungo periodo: nonostante i tanti neolaureati che faticano a trovare lavoro, infatti, si calcola che un laureato già dal suo primo impiego arrivi a guadagnare il 13 per cento in più rispetto ai diplomati, differenza che arriva al 50 per cento in più a vantaggio dei laureati nell’arco dell’intera vita lavorativa. I titoli più gettonati dal mondo del lavoro sono quelli di Ingegneria ed Economia, come sottolineato in uno studio curato dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti. Veniamo ora ai lavori che saranno più retribuiti che non sono solo quelli legati al mondo digitale e al web. Continua il trend che vede un ritorno di popolarità per le professioni più tradizionali, legate al mondo del Made in Italy, del turismo e della valorizzazione del patrimonio culturale, ma anche una riscoperta della figura del sarto e dello chef.

Articolo pubblicato il 24 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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