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Messina - Risanamento, niente graduatoria per l'acquisto degli immobili
di Francesco Torre

L’area interessata è quella di Fondo Fucile, dove si dovrebbe compiere un’operazione di sbaraccamento. Entro il 30 giugno si sarebbero dovuti pubblicare gli esiti del relativo bando

Tags: Messina, Sergio De Cola



Messina - L’assessore al Risanamento Sergio De Cola aveva fatto una promessa: “Entro il 30 giugno pubblicheremo sul sito del Comune la graduatoria relativa al bando per l’acquisto di immobili”. Stiamo parlando degli appartamenti che Palazzo Zanca intenderebbe acquisire per liberare la vasta area di Fondo Fucile, e compiere così un’operazione di sbaraccamento storica, che di per sé darebbe senso – aldilà di qualsiasi altra negligenza amministrativa – all’esperienza di Renato Accorinti al Municipio.

Purtroppo, però, dalla scadenza indicata è passato già un mese e ci troviamo dunque costretti a denunciare ancora una volta come la parola data non sia stata mantenuta: non solo, infatti, non si hanno notizie sugli esiti della gara, ma non vi è ancora alcuna certezza sui fondi a copertura della stessa, soprattutto in considerazione della decurtazione sul fondo regionale messo a disposizione dalla Regione siciliana nel bilancio 2013, passato da 10,9 a 7,5 mln di euro. Soldi con i quali il Comune dovrebbe realizzare i progetti previsti (sbaraccamento di Fondo Fucile in primis, ma anche riqualificazione di Casa Nostra e realizzazione di un parco urbano a Tremonti), ma che a conti fatti non saranno sufficienti nemmeno per il suddetto acquisto di immobili per un valore totale di 8,1 mln. Cosa sarà, dunque, dei progetti comunali per il risanamento?

Nelle scorse settimane, De Cola aveva garantito – dopo i dialoghi con gli uffici palermitani preposti – di aver recuperato le somme perdute, ma di questa volontà dei vertici regionali ancora non si ha alcuna traccia ufficiale, e si sa quanto valgano in questo senso le dichiarazioni del presidente Crocetta.

Tornando al bando, i ritardi nella composizione della graduatoria, ma in generale tutto l’iter con cui esso è stato gestito, sembrano sintomatici dello stato confusionale in cui si trovano i responsabili di quelle proposte. Ricordiamo, infatti, come l’avviso pubblico venne pubblicato a marzo con scadenza aprile, poi arrivò la proroga che portò la scadenza a maggio, allorquando fu comunicato il ricevimento di “un centinaio” di proposte di vendita (da parte di chi? E per quale tipologia di immobile? Non è dato saperlo, dal momento che il Comune non ha pubblicato l’elenco delle proposte, ancora una volta rinunciando al tanto declamato proposito di trasparenza amministrativa). E siamo qui in attesa della graduatoria.
Quanto agli altri due programmi di risanamento indicati per il 2013, infine, questi rimangono al momento esclusivamente sulla carta, e non certo per colpa della Regione siciliana.

Insomma, la possibilità di recuperare ovviamente c’è – e ribadiamo: la risoluzione del nodo di Fondo Fucile avrebbe una portata epocale nelle dinamiche relative al risanamento messinese – ma finora, a un anno e più dall’insediamento a Palazzo Zanca, i risultati di Accorinti non sono migliori di quelli del suo illustre predecessore, Giuseppe Buzzanca: zero case assegnate, zero emergenze risolte.

Articolo pubblicato il 26 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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