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Smart city index: siciliane bocciate
di Elisa Bonacini

Il perimetro urbano in cui viviamo passato al setaccio tra sostenibilità, connettività, sviluppo, scuola, cultura e turismo. I miglioramenti in classifica non salvano dai semafori rossi, giallo solo per Palermo, Catania e Ragusa

Tags: Smart City Index



CATANIA - Le città siciliane sono accoglienti, sostenibili, connesse, fluide, adattive, in una parola, sono delle Smart cities? Secondo la classifica stilata dallo Smart city index 2014 le nostre città, nonostante gli sforzi evidenti dal miglioramento in classifica generale, non sono state in grado di costruire politiche efficaci di sviluppo che puntassero a trasformarle in smart cities. Tre fasce di punteggio sono distinte per colore a mo' di “semaforo” della smartness (dall'1 al 39 verde; dal 40 al 78 giallo; dal 79 al 116 rosso). In generale, una bocciatura: tre città con semaforo giallo (Catania, Palermo e Ragusa), tutte le altre semaforo rosso. Molto lontani i vertici della classifica: dal ranking di partenza (100), che fa detenere il primato a Bologna, si passa direttamente al blocco delle città di seconda fascia.

Le città siciliane non sono diventate smart: fra i settori qui analizzati, la Smart Education (la scuola digitale, includendo la diffusione di pc, lavagne interattive e internet) e della Smart Culture & Travel (tutto ciò che riguardi portali web su turismo e cultura con informazioni su luoghi di interesse e strutture ricettive, possibilità di prenotazione, percorsi tematici e personalizzati, acquisto di biglietti o card per visitare le città e accedere a musei e monumenti). Nessuna delle tre città sedi delle università pubbliche e della maggior parte delle scuole (Palermo, Catania e Messina) supera l'esame in Smart Education: promosse solo Caltanissetta e Enna. Catania è la sola città smart nel settore cultura e turismo.

Catania e Palermo sono 43ma e 45ma, con un punteggio di 44,9 e di 43,9, salite in classifica rispetto al 2013 dalla 72ma e dalla 64ma posizione. Rispetto a Palermo semaforo verde per Catania nel settore Smart Culture & Travel (dove è fra i primi 39 comuni) e della Smart Education, collocandosi nella media. Semaforo rosso per Palermo in entrambe le aree tematiche.
 
Ragusa risale dalla 83ma alla 68ma posizione, con un ranking di 32, promossa solo per l'area tematica della Smart Justice, mentre per Smart Education e Smart Culture & Travel appare nel blocco di comuni meno virtuosi. Caltanissetta viene promossa per il solo settore di Smart Education, risalita dalla 110ma all'88ma posizione, con un punteggio di 23. Perde otto posizioni Siracusa (20,7), che non riceve nessun semaforo verde, scendendo alla posizione 95 dalla 87ma, mentre guadagna posizioni Messina (da 114ma a 100ma), con un punteggio di 19 e promossa solo per l'area tematica della Smart Justice.
 
Meno incisiva la crescita di Agrigento, che recupera due posizioni collocandosi 108ma, promossa solo per il settore delle Energie rinnovabili. Dieci semafori rossi per Trapani che, come Siracusa, perde posizioni: con un punteggio di 8,1 si colloca 111ma rispetto al 95mo posto del 2013, collocandosi nella media solo per Smart Culture & Tourism e Energie rinnovabili. Maglia nera a Enna che, perdendo tre posizioni si colloca ultima in classifica, con un bel “zero tondo” e una bocciatura generale in 11 su 12 aree tematiche; riceve un solo semaforo verde per la Smart Education.
 

 
Enna a punteggio zero è maglia nera della lista
 
CATANIA - Pubblicata la seconda edizione della ricerca di Between: lo Smart City Index 2014, una classifica del grado di smartness raggiunto dai 116 Comuni italiani capoluogo di Provincia. Ai primi cinque posti spiccano Bologna, Torino, Milano, Roma e Trento; chiudono la classifica Isernia, Crotone, Vibo Valentia, Sanluri ed Enna. Questa analisi è costruita attraverso 422 indicatori fra loro aggregati e raccolti in 12 aree tematiche. Rispetto alla prima edizione, l'analisi appare approfondita grazie a uno spettro più che raddoppiato di indicatori e all'introduzione di tre nuove aree tematiche: "Cultura e Turismo", "Giustizia digitale", "Sicurezza urbana". Bologna si conferma la città più “smart” d'Italia, con un punteggio di 100 e ben 11 aree tematiche su 12 al top; Enna, con un punteggio di 0,0, è “maglia nera” della classifica, con punteggi da “non classificabile” per 11 aree tematiche. Torino, da quinta, sale al secondo posto; Milano da seconda scende al terzo e Roma dal terzo al quarto. Scala la classifica Trento, quinta, partita dalla ventunesima posizione, superando Firenze che si colloca in sesta. Settore “debole” per queste città (tranne Bologna e Trento) la “Smart education”.
 


Progettare bene. Uno standard per misurare la qualità della vita
 
CATANIA - L'interesse nei confronti delle Smart cities è cresciuto in modo esponenziale. Non poteva non accorgersene l'International organization for standardization che ha predisposto il primo standard per indicatori urbani, pubblicando l'indicatore Iso 37120. Questo standard contiene tutte le misure chiave per valutare la fornitura di servizi e la qualità della vita che deriva agli abitanti, con lo scopo di creare una piattaforma di norme mirate allo sviluppo sostenibile. Le aree d'interesse considerate da Iso 37120 riguardano tutti i possibili ambiti urbani: economia, istruzione, energia, ambiente, finanza, risposta alle emergenze, governance, salute, tempo libero, sicurezza, rifiuti, telecomunicazioni e innovazione, trasporto, urbanistica, acqua e servizi igienico-sanitari. Esso diventa, quindi, uno strumento per tutti gli attori della progettazione dei moderni centri urbani (siano essi decisori politici, progettisti, ricercatori, designer), in grado di consentire la misurazione obiettiva e verificabile delle prestazioni di qualsiasi città, comparabili con le best practices. Si potranno ricavare così indicazioni precise su come rendere le città del futuro più vivibili e sostenibili sia dal punto di vista ambientale che economico: ovvero trasformale in città che possano definirsi Smart.

Articolo pubblicato il 27 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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