Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Sanità, per pagare i fornitori 248 giorni
di Maria Francesca Fisichella

Il ritardo nell’Isola è più elevato: 41 giorni sopra la media italiana dei pagamenti delle Asp. In Sicilia ad aprile un miglioramento rispetto a gennaio 2014 (254 gg)

Tags: Sanità, Pagamenti



Secondo quanto riferito da una recente analisi realizzata dall’Osservatorio crediti del centro studi Assobiomedica (che riunisce le imprese legate al mondo delle tecnologie biomediche e diagnostiche), sui tempi medi di pagamento (Dso – Days sales outstanding) delle strutture sanitarie pubbliche verso i fornitori, pubblicata sul sito dell’associazione e aggiornata ad aprile 2014, la Sicilia paga i fornitori in 248 giorni circa, con una percentuale di scoperto pari al 6,9 per cento e una stima scoperto di € 254.594.000.

Tra gennaio e aprile 2014 la Sicilia ha mostrato la seguente variazione relativa ai giorni d’attesa relativi ai “Days sales outstanding (Dso)”: a gennaio i giorni erano 254, a febbraio 255, a marzo 243 e ad aprile 248. Nonostante il decremento è da rilevare che la media nazionale (stima scoperto nazionale sui dispositivi medici 3.673.467 miliardi di euro) è di 207 giorni, in Sicilia servono 41 giorni in più.

Il divario si fa più grande nel confronto con la Lombardia, dove servono 94 giorni e la stima scoperto sui dispositivi medici è di € 242.219.000.

Peggio della Sicilia - in termini di stima scoperto sui dispositivi medici - sta la Campania con una stima scoperto di 478.057 milioni di €, 374 giorni di attesa e una percentuale di scoperto pari al 13 per cento; segue il Lazio con una stima scoperto di 442.275 milioni di €, con 260 giorni d’attesa e una percentuale di scoperto pari al 12 per cento; poi la Calabria con una stima scoperto di 382.601 milioni di €, 848 giorni di attesa e una percentuale di scoperto pari al 10,4 per cento; si prosegue con il Piemonte con una stima scoperto di 354.607 milioni di €, 239 giorni di attesa e una percentuale di scoperto pari al 9,7 per cento fino a giungere alla Toscana con una stima scoperto di 272.923 milioni di €, 201 giorni di attesa e una percentuale di scoperto pari al 7,4 per cento.

Una nota va fatta, la media dei giorni di pagamento non necessariamente aumenta al crescere della stima di scoperto sui dispositivi medici, ad esempio il Molise presenta una stima scoperto di 95.279 milioni di € con 824 giorni relativi ai tempi medi di pagamento (Dso).

Analizzando ancora i dati forniti da Assobiomedica e relativi alla Sicilia si vedrà che tra gennaio e maggio 2014 su 21 enti monitorati, nell’ultima variazione relativa al periodo aprile-maggio solo sette enti hanno diminuito i loro Dso, ossia l’asp di Ragusa (-8), l’ az.Osp. Ospedali Riunti “Villa Sofia- Cervello” di Palermo (-12), l’Asp di Enna (-100), l’az. Osp. Univ. Pol. Vitt. Emanuele di Catania (-33), l’azienda Osp. Per l'Emergenza Cannizzaro di Catania (-12), l’asp di Catania (-24) e l’asp di Caltanissetta (-97). Ancora un dato, sul sito sono pubblicati i cinque enti “peggiori” e i cinque enti più “virtuosi” del territorio nazionale. La Sicilia non rientra né tra i peggiori, né tra i migliori. Ma ciò che emerge è la partita giocata tra il Nord e il Sud del Paese. Al Sud va la maglia nera. Se l’azienda ospedaliera “Mater Domini” di Catanzaro (RC) si posiziona tra le peggiori con 1332 giorni d’attesa (Sdo), l’Asl 4 Medio Friuli si posiziona tra le più virtuose con 44 giorni d’attesa (Sdo).

La situazione per la Sicilia non sembra cambiata rispetto all’analisi emersa sull’argomento nello scorso rapporto Oasi 2013 (QdS del 26.02.2014) dove si analizzavano i dati 2013 (al 31 maggio) e per la Sicilia si registrava un tempo medio di incasso (Dso) pari a 247 giorni e una stima scoperto pari a 243.311 euro. Tutt’altro. In quel rapporto, se da un lato si ricordava la legge, secondo cui dal 61° giorno si applicano gli interessi legali di mora su base giornaliera ad un tasso pari al tasso di riferimento applicato dalla Bce, e all’amministrazione potrebbero essere addebitate le spese di mora, oltre a quelle relative al risarcimento dei costi di recupero (D.lgs. 231/2002), dall’altro si osservava che se la normativa tutela il fornitore, in molti casi è proprio quest’ultimo che non vuole creare un contenzioso con la controparte, quindi accetta tempi più lunghi rispetto a quanto indicato nella normativa.

Articolo pubblicato il 30 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus