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Messina - Tassa di soggiorno, flop-entrate e rilancio turistico solo nei sogni
di Francesco Torre

Il 50% degli introiti sarebbe dovuto andare all’Atm, ma la società non ha ancora ricevuto un centesimo. L’imposta doveva fruttare 500 mila €, in realtà il tesoretto è stato di soli 79 mila €

Tags: Messina, Tassa Di Soggiorno, Turismo



Messina - Secondo le lungimiranti menti che l’avevano partorita, la tassa di soggiorno del Comune di Messina – istituita all’epoca della Giunta Buzzanca, difesa dal commissario straordinario Croce e approvata dal Consiglio comunale nel settembre 2012 – avrebbe dovuto portare nelle casse del Municipio un tesoretto di 500 mila euro l’anno da utilizzare per la promozione delle attività turistiche. A conti fatti, invece, nel 2013 la tassa – che obbliga tutti i non residenti che pernottano in una struttura ricettiva della città a pagare un obolo quotidiano che va da 0,50 centesimi a 2,50 euro - ha veicolato introiti soltanto per 51.690,50 euro. E la situazione non migliorerà certo nel 2014, dato che nel primo semestre il risultato è di 27.395 euro.

A effettuare il monitoraggio è stato recentemente il vicesindaco Guido Signorino (che oltre alla delega al Bilancio ha anche quella del Turismo), insieme con il segretario/direttore generale Antonio Le Donne e il dirigente ai Tributi, Romolo Dell’Acqua.
 
Annunciate modifiche ma non l’abolizione: la tassa sembra infatti essere l’unico strumento oggi a disposizione dell’amministrazione per poter trovare risorse a sostegno del turismo, per il quale finora non si è investito nemmeno un centesimo (e i risultati sono sotto gli occhi di tutti). Bisognerà, però, ecco la promessa del vicesindaco, mettere nero su bianco le modalità di utilizzo di questi miseri introiti, perché finora – ed è questo dal punto di vista burocratico il vero punto critico – non è stato affatto chiaro come siano stati utilizzati. Benché, infatti, la tassa di soggiorno sia normata per avere esclusivamente la finalità di finanziare interventi in materia di turismo, e nonostante il Consiglio comunale abbia approvato un emendamento per destinare il 50% degli introiti all’Atm, da via La Farina finora non hanno mai ricevuto un centesimo, né – aspettiamo smentite – l’amministrazione comunale ha mai destinato risorse dirette ad attività turistiche. Che fine hanno fatto, dunque, questi 79 mila euro?

E' poi rimasta sulla carta anche l’istituzione del “Laboratorio per lo sviluppo turistico della città di Messina”. Dopo la nomina dei componenti nel maggio 2013, infatti, non vi è mai stata alcuna convocazione degli stessi, e di fatto la struttura ad oggi è praticamente inesistente. Inutile dire, però, che nei progetti di Signorino vi è anche la riesumazione del “laboratorio”. Intanto, l’estate 2014 sta passando e gli unici turisti presenti in città sono, come sempre, i croceristi, e i messinesi costretti a trasferirsi per lavoro al Nord Italia o all’estero.

Articolo pubblicato il 31 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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