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Catania - Realizzare il "Prodotto Catania" attraverso un porto competitivo
di Melania Tanteri

Dal 2016 si ipotizza il ritorno delle grandi navi. Le potenzialità attese con la nuova darsena. Dopo l’azione di suasion svolta da Bianco con le compagnie di navigazione

Tags: Catania, Turismo, Porto, Autorità Portuale, Giuseppe Alati



CATANIA - Il porto come fulcro dello sviluppo turistico di Catania. Sembra che l’amministrazione comunale guidata da Enzo Bianco, sia intenzionata a riportare in città le navi da crociera, che hanno abbandonato la città etnea due anni fa a causa delle alte spese, non solo contingenti, cioè legate al costo del carburante, ma anche alle tariffe elevate per quanto riguarda lo smaltimento di rifiuti.

Il primo cittadino, infatti, è volato a Genova, insieme al commissario dell’Autorità portuale, Giuseppe Alati, per prendere accordi con le grosse compagnie, la Costa e la Royal Caribbean, con l’obiettivo di fare di Catania nuovamente uno scalo privilegiato per le crociere. Un obiettivo che Enzo Bianco è intenzionato a raggiungere entro il 2016.

“Ci è stata data piena disponibilità dalla Costa - ha detto Bianco - ovviamente a partire dal 2016, probabilmente anche per le grandi navi da 350 metri che potranno attraccare nella nuova darsena, che ha un pescaggio di 13 metri, ma anche natanti più piccoli, con passeggeri di più alto tenore sociale. È stato stabilito – ha continuato – che, in settembre, ci manderanno i loro tecnici per incontri operativi mirati a studiare la possibilità di fare del Porto di Catania, vista la vicinanza con la città e con l’aeroporto, una stazione privilegiata di imbarco e sbarco per tutto il Mediterraneo”.

Anche la Royal Caribbean sembra intenzionata ad inserire Catania tra gli scali, imponendo all’amministrazione azioni mirate per accogliere i crocieristi, turisti temporanei, ma dalla grande capacità di spesa. L’arrivo a Catania, attualmente, non è infatti dei migliori. Chi sbarca al porto etneo è costretto ad attraversare vie trafficate, prive di controlli e di segnaletica. Oltre a trovare, molto spesso, i beni culturali di cui la città è ricca, chiusi e inaccessibili.

Un elemento fondamentale, per il quale il sindaco Bianco starebbe studiando alcune soluzioni e lanciando alcune proposte. Come quella di creare in città, utilizzando i fondi del Pon sicurezza, percorsi protetti da telecamere di sorveglianza e di dar vita a eventi culturali speciali, come i concerti aperitivo al Teatro Bellini.

Iniziative che, per quanto apprezzate, hanno trovato però delle perplessità,. In particolare tra gli esercenti del centro storico, che da tempo chiedono diversi interventi per rilanciare il commercio. Come ha evidenziato Domenico Ferraguto, presidente del Centro commerciale naturale Etnea.

“Catania tappa, o addirittura sede di partenza, dei tour è argomento di sicuro interesse nella promozione della città, un investimento – ha detto – ma nutriamo qualche dubbio su quanto questo (nel breve) possa incidere sull'economia cittadina. È più che nota la propensione dei crocieristi alle escursioni verso Taormina o sull'Etna – ha sottolineato - mentre solo una parte di queste decide di rimanere a Catania. Prima di pensare di vendere il prodotto “Porto di Catania” probabilmente occorrerebbe vendere e rendere appetibile il “Prodotto Catania”. Su questo tema, duole dirlo, siamo ancora molto indietro – ha concluso. L'iniziativa è interessante e doverosa l'apertura di credito ma per essere competitivi non basta solo abbassare i prezzi assumendosi l'onere dei costi”.

Articolo pubblicato il 01 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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