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Quotidiano di Sicilia

L’inutile spesa per interessi svuota le casse della Regione
di Maria Rosaria Minà

Oggi è prevista l’approvazione in commissione Ars dell’assestamento del Bilancio della Regione. Il tasso sul rimborso del debito incide infatti del 4,30% sulle entrate correnti

Tags: Bilancio, Regione Siciliana



PALERMO - Si è in attesa oggi dell’approvazione in commissione Bilancio della manovra di assestamento del Bilancio, saltata lo scorso martedi a causa della mancanza del numero legale.
Non basterà, questa volta, una strizzata ai capitoli di spesa, per fronteggiare il debito raggiunto dalla Regione, pari a 4,6 miliardi di euro, con un deficit tendenziale di 2,5 miliardi di euro.

Lo sa bene la Corte dei Conti, che nella relazione in merito al Documento di Programmazione Economico- Finanziaria 2010-2013, non solo invita il Governo ad un responsabile contenimento della spesa, ma ne suggerisce un’applicazione a partire da un nuovo sistema di regole, senza le quali la scommessa è già persa.

L’incremento del debito,  riferisce il Dpef 2010-2013, è dovuto alla stipula  di un mutuo con il Ministero di Economia e Finanza, attivato nel 2008, per un valore di 825 milioni di euro, destinato all’estinzione dei debiti delle aziende sanitarie e ospedaliere della Sicilia. 
Due gli effetti immediati: lo scampato pericolo di commissariamento della Regione e il saldo dei conti attraverso il finanziamento.

E sempre dal documento di programmazione si legge: “Nel corso del 2009, nell’ipotesi non venisse contratto nessun finanziamento, la spesa per interessi registrerebbe una riduzione, passando da 224 mln a 220 mln di euro, dovuta sia alla scadenza di alcuni prestiti, previsti nel 2009, sia a partire dalla struttura del piano di ammortamento del mutuo contratto con il Ministero Economia e Finanze, il quale prevede nei primi anni un ridotto rimborso della quota capitale ed un più consistente onere a titolo di interessi. Questo secondo aspetto è strettamente correlato alla ripartizione del debito regionale, che è a carico dello Stato per poco meno di un decimo rispetto al 90,64%, a carico della Regione. Di questa ampia fetta, il 30% è a tasso variabile, e pertanto soggetta a fluttuazioni”.

Una considerazione, che in verità, per la magistratura contabile, non esclude la eventuale possibilità di contrarre un nuovo mutuo, già legittimata con la L.R. 6/2009.
Tale osservazione desta non poca preoccupazione, dovuto in parte al rischio in cui si incorre dinanzi allo spostamento in avanti della scadenza del debito, fermo al momento a poco più di 13 anni;  inevitabilmente le generazioni future subiranno il peso delle scelte odierne.

Ed infine, ma non meno importante, è l’osservazione, evidenziata nella relazione, in riferimento alla notevole incidenza del tasso di interesse per il rimborso del debito, pari al 4,30% sulle entrate correnti, corrispondente a 335 milioni. Si legge, a tal proposito, in una nota: “va osservato come tale rapporto assuma significato in termini di realistica copertura finanziaria, solo se riferito alle entrate correnti libere dai vincoli rivenienti dalla legislazione vigente.”

Articolo pubblicato il 08 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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