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Messina - Atm, si apre una nuova fase. Obiettivo: far circolare 45 bus
di Francesco Torre

Tanti i nodi ancora da sciogliere, soprattutto a livello gestionale: bilanci, personale, contratto di servizio. Sono stati acquistati 15 mezzi dalla Gtt di Torino e 9 a un’asta milanese

Tags: Messina, Atm, Trasporti, Renato Accorinti



Messina - 45 bus in strada entro l’inizio delle scuole. Questo l’obiettivo comunicato dal nuovo Direttore generale di Atm, Giovanni Foti, al Consiglio comunale. Un obiettivo modesto, considerando che solo con il parco mezzi interno il numero venne già raggiunto durante i primi mesi di azione della nuova Giunta, ma ad oggi quasi un miraggio, visto che le vetture che quotidianamente operano sul territorio cittadino non superano le 20 unità. Perché tornino a essere serviti anche i villaggi, le porzioni della città che maggiormente hanno subito in questi anni la carenza di mezzi, l’officina dell’Atm però non basterà.
 
Ed è per questo che i vertici dell’azienda hanno deciso di gettarsi nel mercato dell’usato. Sul piatto, innanzitutto, la commessa da 15 bus portata in dote dallo stesso Foti, tramite accordo con la Gtt di Torino. Le prime 3 vetture sono già arrivate in città, le altre dovrebbero passare lo Stretto entro l’estate. Mezzi vecchiotti, anche se non più di quelli attualmente in servizio (risalgono agli anni ’90), e acquisiti da Atm al prezzo simbolico di 1 euro l’uno, a cui vanno aggiunte però le spese per rimetterli in funzione, pari a 7.500 euro per ogni bus. Alla fine, dunque, l’operazione costerà all’azienda di via La Farina 112.515 euro.

Con una cifra inferiore, 90.000 euro, l’Atm si è poi aggiudicata l’asta milanese per l’acquisto di 8 bus e 1 furgone. Mezzi peraltro più nuovi di quelli di Torino (7 del 2000, 1 del 2003), che ancora non son stati trasferiti in città ma che si riveleranno certamente utili.

Insomma, le premesse perché l’obiettivo dichiarato dal nuovo Direttore generale venga raggiunto sembrano esserci, adesso bisognerà mettere per strada i nuovi mezzi e pianificare i successivi step riguardanti l’incremento del numero dei tram e conseguentemente del kilometraggio generale, per ottenere anche sensibili aumenti del contributo regionale. Questo, ovviamente, per la parte operativa, perché quella gestionale è ancora in alto mare.
 
Bilanci, contratto di servizio, personale, servizi annessi, cause legali: non sarà facile rimettere in sesto l’azienda e ridarle un’identità vincente. A maggior ragione se si comincia nascondendo le carte. Come denunciato dal consigliere Daniele Zuccarello, infatti, la delibera con il contratto di Foti non è stata pubblicata né sul sito del Comune né su quello dell’Atm. Non solo, il documento è stato negato anche allo stesso Zuccarello che ne aveva fatto richiesta, e che ha raccontato tutto in Procura.

E mistero, infine, c’è anche sul bando pubblico per l’assunzione di un professionista esterno che possa “gestire” le manutenzioni del tram, al costo di 48.000 euro lordi in due anni. Pubblicato, ma solo a Messina (non si sa mai che qualcuno non vicino alla nuova dirigenza potesse farci un pensierino) il 9 luglio, è scaduto 10 giorni dopo ma dell’esito non si sa ancora alcunché. Aspettiamo fiduciosi ma certo, la trasparenza non sembra proprio il punto forte di questo nuovo corso “torinese”.

Articolo pubblicato il 07 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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